lunedì 22 dicembre 2008

Finanziaria 2009: ok alle detrazioni per le ristrutturazioni.


Prorogati al 2011 il bonus fiscale del 36% per le ristrutturazioni e l’Iva agevolata al 10% sui materiali


Con 273 voti favorevoli, 174 contrari e due astensioni, la Camera dei deputati ha approvato la Legge Finanziaria 2009.

Tra le misure di interesse per il nostro settore, si segnala la proroga fino al 2011 della detrazione Irpef del 36%, prevista dall’articolo 17 della Finanziaria 2008, per le spese di ristrutturazione, fino a un massimo di 48 mila euro per unità immobiliare.

Sarà possibile dunque usufruire della detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per:
a) gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (spese sostenute dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2011);
b) l’acquisto di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione e da cooperative edilizie. Condizione per usufruire dello sgravio è che i lavori di recupero del patrimonio edilizio siano effettuati entro il 31 dicembre 2011 e che l’alienazione o l’assegnazione avvengano entro il 30 giugno 2012.

Sono prorogate fino al 2011 anche le agevolazioni tributarie in materia di recupero del patrimonio edilizio, per quanto riguarda l’Imposta sul Valore Aggiunto, cioè l'Iva ridotta al 10% per interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.

Detrazione 55%, l'esame prosegue. La Commissione Ambiente chiede di eliminare la retroattività, i tetti di spesa e il silenzio-rifiuto.


Continua il clima di incertezza intorno al Decreto Legge anticrisi 185/2008. Sono ancora molte le polemiche sull’articolo 29 del decreto, che prospetta la riduzione dei bonus del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica messi in atto sugli edifici.

Mercoledì 17 dicembre si sono riunite le Commissioni Bilancio e Finanze della Camera per l’analisi degli emendamenti presentati dagli esponenti politici al disegno di legge di conversione del decreto anticrisi.

Nell’ambito dei meccanismi di controllo per assicurare la trasparenza e l’effettiva copertura delle agevolazioni fiscali le proposte di emendamento concordano sulla tutela delle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica.

Si passa dalle posizioni più intransigenti, che mirano alla soppressione dell’articolo 29, ad altre più moderate che, considerando più realista una sua modifica, applicano le nuove disposizioni a tutti i crediti di imposta esistenti alla data di entrata in vigore del decreto, mantenendo però le detrazioni per la riqualificazione energetica secondo le normative vigenti, come la Legge 296/2006.

Devono essere considerati gli oneri finanziari per l’attuazione dell’articolo 29, valutati in 192 milioni di euro per il 2008 e 308 milioni per il 2009, 420 milioni per il 2010 e 109 per l’anno 2011, cui si intende provvedere con la riduzione lineare degli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa previsti dalla Legge 244/2007.

Proposto anche un passaggio dello sconto Irpef dal 55%, come fissato dal Governo Prodi, al 36%, che potrebbe passare anche al 40% o 45%. Orientamento che non tiene in conto le posizioni di quanti affermano che il costo delle agevolazioni fiscali è nullo per lo Stato. Il beneficio viene infatti portato in detrazione negli anni successivi, compensato dall’Iva al 20% che determina entrate fiscali e parafiscali immediate.

Nella seduta a commissioni riunite del 17 dicembre molti emendamenti presentati sono stati considerati critici relativamente alla loro ammissibilità. Per quelli inerenti alle detrazioni fiscali a fronte di interventi di riqualificazione le commissioni hanno ritenuto che le norme in questione introducono un presidio di carattere procedurale, volto ad evitare il rischio di un possibile superamento degli stanziamenti di bilancio preordinati alla concessione delle agevolazioni.
Sulla base di tali considerazioni, sono stati considerati inammissibili per carenza di compensazione gli emendamenti che incidono su tali procedure limitative, in modo da pregiudicare il controllo e la limitazione della fruizione delle agevolazioni, senza apprestare alcuna copertura.
In coerenza con tale criterio, si è ritenuto di applicare il medesimo giudizio di inammissibilità per carenza di compensazione alle proposte volte ad escludere dalla procedura le spese già effettuate o avviate alla data di entrata in vigore del decreto, laddove non è prevista alcuna copertura.

Il Governo fornirà comunque nuovi elementi che serviranno all’approfondimento delle valutazioni, impossibile entro le festività natalizie a causa della mancanza di dati certi sul superamento effettivo degli stanziamenti di bilancio.
Nella seduta di ieri alcuni degli emendamenti all’articolo 29 sono stati ripresentati con una nuova formulazione - che prevede la copertura finanziaria degli oneri introdotti - e quindi sono stati considerati ammissibili.
L’esame del provvedimento proseguirà nelle giornate di lunedì 22 e martedì 23 dicembre, mentre le votazioni sugli emendamenti avranno luogo giovedì 8, venerdì 9 ed, eventualmente, sabato 10 gennaio 2009.
Nel proprio parere sul DL 185/2008 approvato ieri, la Commissione Ambiente della Camera ha chiesto di sopprimere i commi da 4 a 11 dell’articolo 29, eliminare la retroattività della norma, in modo da accogliere le domande presentate per l’anno 2008, evitare di porre limiti per gli anni successivi e cancellare la procedura del silenzio-rifiuto da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Tra le altre osservazioni segnaliamo la proposta rivolta al Governo - nell'ambito delle politiche di sostegno all'acquisto della prima casa - di promuovere accordi con il sistema bancario per la concessione di mutui esclusivamente per le tipologie di immobili che soddisfino i migliori requisiti di risparmio e di efficienza energetica e che siano realizzati con materiali a basso impatto ambientale (classe A+, A e B).

venerdì 19 dicembre 2008

MERCATO IMMOBILIARE: nuovo anno difficile


Che anno sarà il 2009 per il mercato immobiliare?
Il Rapporto elaborato da Nomisma non induce all’ottimismo.
"Dopo una seconda parte del 2008 improntata al peggioramento — si legge nel Rapporto — rispetto ad un quadro già in rallentamento nel primo semestre dell’anno, gli operatori si attendono che i primi mesi del prossimo anno possano comportare un ulteriore raffreddamento del mercato. Le previsioni a proposito del numero di compravendite e dei relativi valori di scambio si vanno progressivamente a rabbuiare, tanto che oramai le ipotesi di flessione, diversamente che in passato, sono ampiamente superiori a quelle di mantenimento dello “status quo” e le previsioni di rialzo dei valori sono scomparse in circa la metà delle città considerate. Nel primo semestre del 2008, in effetti, avevamo notato che le previsioni per la seconda frazione d’anno non risultavano peggiorate; evidentemente gli operatori auspicavano che il “peggio fosse alle spalle”. I fallimenti e i vantaggi sensazionali intervenuti nel corso dell’estate e dell’autunno hanno fatto ricredere i mercati tanto che al momento è difficile ancora riuscire a capire si-no a quando e con quale intensità si sentiranno gli effetti delle straordinarie crisi finanziarie in atto».
L’indagine congiunturale dell’Isae, sulla quale si basano le elaborazioni Nomisma a luglio scorso denotava un piccolo rialzo delle intenzioni d’acquisto da parte delle famiglie nei dodici mesi successivi. Il livello rimane però ancora piuttosto basso. ll mercato della locazione viene previsto sostanzialmente stabile.

lunedì 15 dicembre 2008

Risparmio energetico: oggi le modifiche al DL 185/208


La percentuale della detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici potrebbe scendere dall’attuale 55% al 40-45%. È questa una delle ipotesi avanzate nel corso del vertice tra la maggioranza e il Governo, tenutosi alla Camera.

È stata inoltre ribadita la volontà di cancellare la retroattività della norma e di mantenere l’automaticità della detrazione (eliminando la procedura della richiesta all’Agenzia delle Entrate prevista dal DL 185/2008), seppur con un occhio ai vincoli di bilancio.Intanto prosegue presso le Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera, l’esame della legge di conversione del DL 185/2008, il decreto anticrisi che modifica la procedura per la accedere alla detrazione del 55%.

Nella seduta di mercoledì, i deputati dell’opposizione si sono espressi sulle disposizioni sui crediti di imposta recate dall’articolo 29 del DL, giudicandole, “seppur comprensibili dal punto di vista contabile, … del tutto inadeguate all'attuale situazione economica”. Con riferimento alle detrazioni per interventi finalizzati al risparmio energetico, è stato osservato, in particolare, che le modifiche rischiano di deprimere la domanda nel settore dell’edilizia di ridurre la portata antielusiva della norma.

Con le norme sui crediti di imposta – ha rilevato un altro esponente dell’opposizione – si colpiscono i settori della ricerca e dello sviluppo e della promozione dell'efficienza energetica, nonché gli investimenti per la ricerca e lo sviluppo, misure entrambe prospettate dal piano europeo di ripresa economica. Le misure sui crediti di imposta potrebbero, in forza delle loro ricadute positive sulle imprese, aumentare indirettamente il gettito IVA ed IRES ed evitare il pagamento delle sanzioni comunitarie per il mancato rispetto degli accordi sul clima.

Il meccanismo previsto dal DL 185/2008 – osserva un altro deputato dell’opposizione – ha effetti particolarmente negativi sulle spese già sostenute e sugli investimenti già effettuati, introducendo un elemento di incertezza rispetto alle scelte dei contribuenti interessati, che contrasta con l'intenzione, proclamata dal Governo, di basare il rilancio economico del Paese proprio sugli investimenti nella ricerca. La disposizione – continua il deputato del PD – comporta inoltre un elemento di gravissima iniquità nella distribuzione delle risorse disponibili, ricorrendo al solo criterio dell'ordine temporale di presentazione delle istanze, senza considerare minimamente la qualità dei progetti di investimento.

Il relatore per la Commissione Bilancio ha rinnovato la disponibilità del governo ad una modifica dei meccanismi previsti dall’art. 29, che non si limiti all’eliminazione della retroattività, già anticipata dal Ministro Tremonti.

Anche il Sottosegretario all’Economia, Luigi Casero, ha confermato l’apertura del Governo verso l’esclusione della retroattività della norma, “naturalmente valutando i relativi problemi di copertura”.

“Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.” Lo afferma la Confartigianato in un comunicato diffuso ieri, in cui sono illustrate 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%.

Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.

sabato 13 dicembre 2008

VIVIBILITA': TARANTO resta tra i fanalini di coda

Taranto: città vecchia

Peggio Napoli, meglio la vicina Matera: a ricordare che Taranto (al centesimo posto) è tra le province fanalino di coda per qualità della vita è la classifica pubblicata dal quotidiano Italia Oggi. Per la provincia ionica è una conferma: nel 2007 la stessa classifica mise Taranto al 99esimo posto.
A fotografare il Bel Paese è il “Rapporto 2008 sulla qualità della vita” di Italia Oggi. Due gli obiettivi che Italia Oggi si pone pubblicando la “Indagine sulla qualità della vita nelle province italiane”. In primo luogo, stimolare il dibattito sui percorsi da intraprendere per incrementare il benessere (non solo economico) delle comunità locali. In secondo, misurare e rendere di dominio
pubblico il gap dell’azione politica e amministrativa.
Fornendo quindi spunti e indicazioni per l’attività del policy maker e degli amministratori locali e per analizzare cosa è cambiato nel corso dell’ultimo anno, viene considerata in primo luogo la dimensione Affari e lavoro, che raccoglie informazioni sulla dinamica occupazionale e imprenditoriale e sul grado di sicurezza “ambientale” per le attività produttive. La situazione si presenta alquanto eterogenea, con tendenza al peggioramento.
Gli indicatori considerati nell’indagine di “Italia Oggi”, elaborati a partire dal rapporto Ecosistema Urbano curato da Legambiente, analizzano più l'attività degli amministratori locali in materia ambientale che la sostenibilità in senso stretto, per cui si può affermare che nell’ultimo
anno è migliorata la sensibilità degli amministratori delle grandi città rispetto alle tematiche ambientali.
E se Napoli scalando di un posto la classifica mostra una tenue ripresa, Taranto scivola ancora di un gradino verso il fondo della graduatoria. Un dato che evidenzia una situazione ambientale stazionaria, nonostante le recenti accelerate della Regione in materia di limiti di emissioni inquinanti.
Giunta al suo quinto anno l'indagine si concentra su dati reali relativi ad otto principali ambiti: affari e lavoro, criminalità, ambiente, disagio sociale e personale, popolazione, servizi, tenore di vita e tempo libero. Uno dei parametri è la sicurezza. Un dato che fa riflette è nello studio condotto Reggio Calabria, Brindisi, Salerno, Taranto e Vibo Valentia sono più sicure di Trieste.
È Agrigento la provincia che si colloca all’ultimo posto nella classifica del rapporto di Italia Oggi.
Con Agrigento si ripropone una situazione tipica di tutte le province che, negli anni, si sono piazzate in fondo alla classifica e tra queste Taranto. Si tratta di province del Mezzogiorno in cui la situazione è particolarmente grave sul versante delle dimensioni affari e lavoro, ambiente,
servizi, tempo libero e tenore di vita.

venerdì 12 dicembre 2008

VIVIBILITA': BARI migliora di 36 posizioni in Italia

Bari: Teatro Petruzzelli


Bari migliora. E scala la classifica italiana della qualità della vita. Certo, Siena - la città dove si vive meglio in assoluto - è ancora lontana, ma il balzo in avanti di 36 posizioni (dall´84esimo al 48esimo posto) consegna al capoluogo pugliese la palma di città più vivibile del Sud. Soltanto Campobasso, che non è città metropolitana, precede Bari al 41esimo posto, ma i dati 2008 pubblicati da Italia Oggi fanno gonfiare il petto all´amministrazione comunale. «In un Sud che arretra in modo generalizzato, Bari è l´unica buona notizia», gongola il sindaco Michele Emiliano, che insieme con gli assessori Maria Maugeri (Ambiente) e Antonio Decaro (Mobilità) illustra la ricetta del successo. A fare la differenza sono l´occupazione, più alta rispetto al resto del Mezzogiorno (13 posizioni in più rispetto al 2007); l´ambiente e criminalità. «Le politiche ambientali e della mobilità - spiegano gli assessori Decaro e Maugeri - hanno iniziato a produrre risultati positivi. Bari ha più verde, penso per esempio al parco di Lama Balice e al parco di Punta Perotti, ma è anche più ordinata. I Park&Ride e la zona traffico limitato hanno contribuito a migliorare la vivibilità e la qualità dell´aria. A Japigia e Poggiofranco, poi, la raccolta differenziata dei rifiuti ha raggiunto il 70 per cento». Il sindaco Michele Emiliano non ha dubbi: si tratta di risultati che vengono da lontano. «Come città metropolitana - spiega - siamo dietro a Firenze, Bologna, Roma, Milano e Venezia, ma siamo prima di Torino, Napoli e Palermo. L´obiettivo è adesso quello di diventare la prima città metropolitana italiana, anche se non abbiamo la ricchezza di aree come Milano, Roma, Bologna e Firenze». La dimensione del successo barese, secondo il primo cittadino, è nel fatto che rispetto alle altre città metropolitane Bari è quella che costa di meno ai contribuenti e, soprattutto, riceve minori finanziamenti dallo Stato. Indubbiamente, ragiona Michele Emiliano, i meriti non sono soltanto dell´amministrazione comunale, ma vanno ripartiti equamente anche con la Provincia, la Regione, ma anche con le forze di polizia e con la magistratura. «È il sistema Bari che funziona», rileva Emiliano, sottolineando come l´azione concertata fra le istituzioni abbia permesso di combattere efficacemente la criminalità organizzata. «Ereditammo una città all´82esimo posto - dice Emiliano - Quando negli anni immediatamente successivi siamo scivolati all´86esimo e all´84esimo posto non ci siamo demoralizzati, ma abbiamo continuato a lavorare sodo, convinti che i risultati si sarebbero visti nel medio-lungo periodo. Così è stato». Il sindaco è anche consapevole che neppure questa volta mancheranno le critiche. Puntuali, per esempio, si levano quelle di Domenico Cea, capogruppo di Forza Italia, secondo il quale Bari è agli ultimi posti per tenore di vita e offerta culturale. «Se tutto fosse al top, saremmo al primo posto - ribatte Emiliano - Siamo al 48esimo posto, non abbiamo risolto tutti i nostri problemi, ma abbiamo fatto un bel balzo in avanti: questi sono dati obiettivi, non sondaggi».

mercoledì 10 dicembre 2008

Il futuro strategico “condiviso” di Gioia del Colle. I progetti gioiesi per il Piano Strategico Metropoli Terra di Bari.



La “volontà politica” gioiese ha sfornato i progetti strategici per la nostra città, che andranno a comporre il puzzle della pianificazione di area vasta della Terra di Bari. E’ mancato, come avevamo paventato, nello scorso numero di questo periodico, l’approccio partecipativo, che non è stato né ricercato e né auspicato. Dicevamo che un piano strategico è tale, se non vi è centralizzazione dell’autorità, se le decisioni non vengono imposte, se qualunque strategia si basa sul consenso ampio e di lunga durata, su un agire comunicativo e sulla dimensione relazionale, per realizzare una pianificazione collaborativa e partecipata. Ma, forse, le scelte dovevano essere ad appannaggio di alcuni, contrariamente a quanto si affermava in campagna elettorale e a quanto dichiarato dal Sindaco sul secondo numero di Agorà, canale di informazione tra l’istituzione piano strategico e i cittadini: “L’unione fa la forza. Dobbiamo lasciar perdere i localismi e pensare al futuro strategicamente, entrare in rete e fare sistema per crescere tutti insieme”. A conferma di questi buoni propositi, il sottoscritto, unico rappresentante gioiese, in seno all’assemblea delle associazioni e della cittadinanza attiva, organo costituito dall’ufficio del Piano Strategico della Metropoli Terra di Bari, ma non è mai stato convocato dall’amministrazione comunale!
Quindi dal “cilindro” non è uscito il classico coniglio, ma venti progetti, per il futuro “sostenibile” di Gioia del Colle. Si passa dal famoso interramento dei binari ai lavori di realizzazione della viabilità complementare alla chiusura degli attraversamenti ferroviari di via Dante e di via D’Annunzio. In pratica, si dice, se non possiamo arrivare all’uva ci accontentiamo della realizzazione dell’allargamento della str. vic.le La Villa, prolungamento del sottovia carrabile di via Le Strettole, e di via Lagomagno, nel tratto compreso tra via Dante e via D’Annunzio. Una scelta discutibile, quella dell’Amministrazione, tale da confondere, ove ve ne fosse bisogno, le idee, poco chiare, sullo sviluppo della nostra città.
Tralasciando l’uso elettoralistico della problematica dei passaggi a livello, andrebbe avviato un confronto sulle reali possibilità che ha la nostra città di vedere risolto questo cruciale problema infrastrutturale, che si trascina agli sgoccioli del nuovo ultimatum, fissato dal Consiglio di Stato per il prossimo 31 dicembre. Un braccio di ferro, ricordiamo, che ha già comportato la chiusura al transito pedonale e veicolare di via Dante, il giorno 20.7.2007, da parte di RFI.L’occasione del piano strategico avrebbe voluto che quel tavolo di concertazione con RFI, più volte auspicato, delineasse le reali possibilità di risoluzione della problematica. Invece tutto questo è stato abilmente bypassato preferendo proporre utopicamente la propria idea, senza possibilità di misurarne il reale grado di attuabilità. Chiedere l’interramento ad oltranza, non gioverà alla città, e rivelerà le motivazioni della presenza dell’“asso nella manica” dell’allargamento viario della str. vic.le La Villa e di via Lagomagno.


Nunzio Loporcaro

pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 6, novembre-dicembre 2008






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