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lunedì 6 febbraio 2012

lunedì 24 ottobre 2011

GIOIA DEL COLLE / Quando la città crolla

Gioia del Colle (Ba), crollo palazzina sita in via Verdi (15/08/2011) - foto 2C

Il recente crollo di un fabbricato in pieno centro abitato di Gioia del Colle evidenzia, ancora una volta, l’assenza di una gestione urbana del complesso sistema insediativo. 

venerdì 7 ottobre 2011

IN EDICOLA / La Piazza, bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 5/2011)



E' USCITO IL NUOVO NUMERO DEL BIMESTRALE DI INFORMAZIONE LOCALE "LA PIAZZA"

Lo trovate nelle edicole e negozi di Sammichele, Gioia e Acquaviva.

E' on-line nella sezione "il Giornale" il numero precedente di luglio e agosto.

lunedì 26 settembre 2011

GIOIA DEL COLLE / Incontro-dibattito “Scuola media e Verde attrezzato”


Giovedì, 29 settembre alle ore 18 nel Chiostro di Palazzo San Domenico, il Circolo “Pietro Calamandrei” incontrerà la città di Gioia del Colle su una tematica di grande attualità: la necessità di dotare di servizi le periferie, in particolare i nuovi quartieri fra via Acquaviva e via Putignano.

sabato 25 giugno 2011

GIOIA DEL COLLE (BA) / Le architetture che raccontano i 150 anni dell’Unità d’Italia


Gioia del Colle (Ba), via Roma - Albergo "Italia" (cartolina d'epoca)

La ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia impone una riflessione sul tema dell’architettura locale che, con la sua presenza fisica, testimonia l’evoluzione della città diffusa.

lunedì 16 maggio 2011

Piano Urbanistico Generale di Gioia del Colle: situazione al palo



Il Piano Urbanistico Generale (PUG) di Gioia del Colle, una nuova visione della città, per garantire un ordinato assetto del territorio, è da due anni in fase di standby. Un tema che la politica locale trascura forse perché condizionata da pressioni latenti e da una concezione errata circa le lungaggini del percorso progettuale.

mercoledì 2 marzo 2011

Trasformazione del diritto di superficie nella zona 167 di Gioia del Colle (Ba)


La zona 167 di Gioia del Colle è, da sempre, al centro del dibattito locale per via della mancanza di qualità urbana. I Piani di Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.) convenzionati nell’anno 1979 con le cooperative edilizie “Junior”, “La Casa” e “Esperia” nonché la lottizzazione di “Colle delle Gioie” convenzionata nell’anno 1989 hanno avuto la possibilità di realizzare edilizia residenziale a favore di soggetti aventi determinati requisiti reddituali e familiari. Il diritto alla casa, sancito dall’art. 47 della costituzione italiana, che diventa realtà per molte famiglie gioiesi.

domenica 19 dicembre 2010

VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Considerazioni finali: la città è in cerca di un’identità urbana


Rileggere le considerazioni riguardanti i sei quartieri gioiesi equivale a rivivere un viaggio alla Le Corbusier dove analizzare il territorio serva da punto di partenza per future prospettive di studio e sviluppo. L’indagine propone un possibile volto della città, le sue dicotomie, i punti di forza e di debolezza. In particolare: “Giù alle Croci” è il quartiere del divertimento e dello shopping; il centro storico è la memoria storica dimenticata con frammenti di riqualificazione; il rione della chiesa dell’Immacolata è diviso tra zona di completamento e zona di espansione; oltre il passaggio a livello si è a contatto con l’archeologia industriale; il quartiere della chiesa di San Vito è caratterizzato da residenza e servizi sportivi; la zona della chiesa di Santa Lucia è il salotto della città.

martedì 30 novembre 2010

IN EDICOLA / La Piazza, bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 6/2010)


SOMMARIO GIOIA DEL COLLE

  • I mal di pancia della maggioranza
  • Continuano i dissidi interni per l’approvazione di atti ritenuti illegittimi o illegali
  • Reciclart a Spazio UnoTre
  • Michele Angelillo alla Fides
  • Scuola di recitazione al Rossini?
  • Uno sceriffo a Gioia
  • Curiosando qua e là
  • Premio miglior regista per Vito Osvaldo
  • Week end per laici
  • Titti Dell’Orco a Stoccarda
  • Guida alla Murgia
  • Considerazioni finali
  • Viaggio tra i quartieri gioiesi
  • Alzheimer
  • Per non dimenticare chi dimentica
  • Il Rotary e le… tartarughe
  • Intermittenze del cuore
  • L’angolo della poesia
  • Horror-operazione teleguardatemi
  • Gruppo Femminile Croce Rossa
  • Scuola: obiettivi e finalità dimenticati
  • Daniele e Filippo Petrera
  • La storia siamo noi
  • La controversa costruzione del lebbrosario
  • Le chiese di un tempo e le mansioni del sacrestano
  • Pianeta sport

domenica 7 novembre 2010

VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Il quartiere di Santa Lucia: il salotto della città


Il quartiere che ingloba la chiesa di Santa Lucia è da sempre il “salotto della città”. Un sistema insediativo ottocentesco sviluppatosi in circa centocinquant’anni attraverso variegate trasformazioni edilizie. Negli ultimi decenni l’edificato consolidato è stato oggetto di interventi di completamento e anche di alcuni interventi di sostituzione edilizia che hanno cambiato le quinte di diversi assi viari. Sono in corso interventi di demolizione e ricostruzione in via Regina Elena e in via Giosuè Carducci. Prossimamente sarà oggetto di edificazione l’area della ex “arena Castellano”.

L’asse di via Roma, dove è eretta la chiesa di Santa Lucia, collega il centro cittadino con la stazione ferroviaria. La “via della stazione” negli anni ottanta divenne il luogo della socializzazione delle fasce giovanili: da qui la decisione di inibirne il traffico veicolare con l’installazione di alcune fioriere. Si è pensato, in seguito, di realizzare un organico intervento di riqualificazione di tale spazio aperto, attraverso un progetto urbano che comprendesse le piazze collegate ovvero piazza Kennedy (stazione), piazza Luca D’Andrano e piazza Umberto I. Allo stato attuale è completata la riqualificazione del tratto di via Roma compreso tra piazza Umberto I e via Armando Celiberti. Prossimamente seguirà il secondo stralcio funzionale dell’opera di riqualificazione che interesserà la piazza Luca D’Andrano e il tratto di via Flora che conduce a piazza Plebiscito, adiacente alla chiesa di San Francesco.

Altro punto focale del quartiere è piazza Plebiscito, dove dovrebbe avvenire un’imponente sostituzione edilizia e una riqualificazione dello spazio aperto. Infatti, l’attuale amministrazione intende perseguire l’abbattimento del palazzo “scatolare” comunale che ospita gli uffici dell’INPS per riproporre, in chiave moderna, l’ex mercato coperto che trovava collocazione proprio in quel sito, al fine di realizzare una struttura polifunzionale e dei parcheggi interrati.

Il quartiere ha una buona dotazione di spazi aperti destinati a verde. Piazza Pinto è stata recentemente riqualificata integralmente. La “piazza della Croce” tra via A. Celiberti e via G. Carducci è stata sistemata negli anni novanta. I giardini in piazza Paolo VI sono stati realizzati negli anni novanta in un’area residuale agli interventi edilizi. Recentemente è stata ricavata anche un’area dedicata allo scorazzare degli animali a quattro zampe, in via Papa Giovanni XXIII, nei pressi del complesso residenziale “villa Soria”.

Il rione presenta una buona distribuzione di attività commerciali. Per quanto riguarda la dotazione di parcheggi gli stalli garantiscono una sufficiente disponibilità seppur condizionata al fabbisogno dei residenti, che non hanno sufficienti aree a parcheggio pertinenziali alle proprie residenze. Sino alla fine degli anni novanta l’area di piazza Pinto era gravata dalla presenza del mercato settimanale, con evidenti ripercussioni sull’intera città.

Questo quartiere, parte rilevante della città, i cui lineamenti sono tipici della città italiana, nel passaggio dalla fase antica a quella contemporanea, rischia di essere modificato da una serie indiscriminata d’interventi edilizi di sostituzione. Stiamo già assistendo a un dilagare d’interventi che non rispettano il contesto nel quale vanno a inserirsi. E’ compito dell’amministrazione, oltre a riqualificare gli spazi aperti, stabilire delle regole per la sostituzione di brani di città al fine di non assistere a delle stonature edilizie che rimarranno indelebili nel tempo.




Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 5, settembre-ottobre 2010

sabato 2 ottobre 2010

IN EDICOLA / La Piazza, bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 5/2010)


SOMMARIO GIOIA DEL COLLE

L’allegra gestione del teatro [di Donato Stoppini]
Rigenerazione Urbana=Maxi Variante al PRG [di Donato Stoppini]
Gioia/Fiera, sagra delle occasioni perdute [di Dalila Bellacicco]
Sagra della Mozzarella… dal sapore di Carta [di Dalila Bellacicco]
San Filippo e la fontana della discordia [di Dalila Bellacicco]
Il quartiere di Santa Lucia [di Nunzio Loporcaro]
Una guida turistica “fiera” di gioiesità [di Dalila Bellacicco]
Randagi - Problema irrisolto [di Dalila Bellacicco]
Claudia Notarnicola [di Dalila Bellacicco]
Francesco De Tommaso...in arte Lupini [di Dalila Bellacicco]
Domenico Ludovico [di Dalila Bellacicco]
L’incanto del canto di Angela Milano [di Dalila Bellacicco]
Premi poetici alle “Muse del Virgilio” [di Dalila Bellacicco]
Curiosando qua e là [di Donato Stoppini]
E’ nato il club delle “Cattive mamme” [di Dalila Bellacicco]
Secondo me… (pensieri sparsi su facebook) [di Olimpia Riccio]
Rapporto genitori figli [di Annamaria Castellana]
Strade [di Domenico Giannelli]
La controversa costruzione del lebbrosario [di Domenico Paradiso]
Il garzone [di Marisa D'Elia]
Pianeta sport [di Giuseppe Leronni]

venerdì 17 settembre 2010

“Sammichele di Bari, per una Città Giardino”: 18 e 19 settembre due giorni di eventi


Sammichele di Bari: castello Caracciolo

Sabato 18 e domenica 19 settembre prossimi si svolgerà a Sammichele di Bari l’iniziativa “Sammichele di Bari, per una Città Giardino”. L'evento è organizzato dal Centro Euromediterraneo di Cultura Biofila e dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Sammichele di Bari. Il mondo delle piante, della biodiversità, della natura, della bellezza, sono al centro dell’attenzione in un piccolo comune caratterizzato da una significativa attività vivaistica che ha un ruolo importante nella tradizione frutticola pugliese. Ricco il programma dell’evento.

SABATO 18 SETTEMBRE: MOSTRA VIVAISTICA - A partire dalle 17.30 è prevista la mostra vivaistica e pomologica a cura dei vivai Giannoccaro, Fortunato e Spinelli in piazza Vittorio Veneto, arricchita da un’esposizione di erbe officinali a cura dell’erboristeria Elsa Maurantonio e da composizioni floreali d Beautiful Flower; nel pomeriggio, dopo una breve visita guidata, al Castello Caracciolo e alla chiesetta annessa a cura di Giacomo Spinelli, presidente del Centro Studi di Storia Cultura e Territorio, presso la sala civica del Comune si svolgerà un convegno dedicato al mondo delle piante, alla biodiversità, al mondo rurale, al tema della città-giardino.

Interverranno Alessandra Morgese, Assessore all’ambiente del Comune di Sammichele di Bari,i rappresentanti del mondo vivaistico Caterina Giannoccaro, Luca Fortunato e Gerardo Spinelli, Domenica Di Cosmo della Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia, Teca del Mediterraneo, Anna Rita Somma, coordinatrice del Centro Euromediterraneo di Cultura Biofila e propositrice dell’iniziativa “Sammichele di Bari, per una città Giardino”; Francesco Macchia, già prefetto dell’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Bari; Luigi Catalano, direttore del Consorzio Vivaistico Pugliese; Pasquale Montemurro, docente della Facoltà di Agraria dell’Università di Bari; Vito Bianco, docente della Facoltà di Agraria dell’Università di Bari;Giacomo Spinelli, Pasquale Venerito del CRSA Basile Caramia.

Modererà gli interventi Vito Savino, Preside della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari.

DOMENICA 19: MOSTRA FOTOGRAFICA - Nel pomeriggio di domenica 19 settembre, dalle ore 18, nella Biblioteca comunale di Sammichele di Bari è prevista la mostra fotografica sulle bellezze dell’Alta Murgia. Durante l’incontro porteranno i saluti Natale Tateo, sindaco del Comune di Sammichele di Bari; Vittorio Marzi, presidente dell’Accademia dei Georgofili Sez.Sud-Est; Franca Tommasi, presidente della Sezione Pugliese della Società Botanica Italiana. Sono previste due proiezioni, la prima di immagini astronomiche a cura dell’Osservatorio Astronomico Isaac Newton di Uggiano Montefusco e la seconda su Lama San Giorgio-Giotta a cura di Antonio Deramo.

A seguire, sono stati programmati una serie di interventi sul tema della Lama San Giorgio-Giotta a cura di Nico Tedesco, esperto in Biodiversità; Francesco Saverio D’Amico, docente della Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Bari e Giovanni Carlo D’Addabbo, preside della scuola “ G. Mazzini” di Gioia del Colle; modererà gli interventi Alessandra Morgese, concludera Viviana Cavallaro, direttore del Museo Orto Botanici dell’Università di Bari.

Al termine dell’incontro si terrà la premiazione del concorso fotografico “Lame e Dintorni”, a cura dell’associazione culturale “La Piazza” e la consegna di una targa alla professoressa Pasquina Bianco, un riconoscimento per aver dedicato un’intera vita alle piante, alla didattica e alla ricerca, da parte della comunità di Sammichele di Bari, della sezione pugliese della Società Botanica Italiana e del Centro Euromediterraneo di Cultura Biofila.

giovedì 9 settembre 2010

VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Il quartiere di San Vito


Il quartiere che ingloba la chiesa di San Vito è oggi il quartiere della trasformazione urbana di espansione. Da Piazza XX Settembre, storico spazio di aggregazione, dal tessuto insediativo a piccola grana, si giunge in via Dei Peuceti (ex via per Putignano) dove le maglie del vigente piano regolatore hanno generato diverse lottizzazioni edilizie. L’edificato si dissolve nella campagna urbana a sud-est, superata la zona per le attrezzature sportive.

Di quella che un tempo doveva essere la “cittadella dello sport” ne è stato realizzato solo il campo da calcio e il palazzetto per le attività agonistiche della pallavolo e del basket. Fuori dalla zona dedicata ai servizi sportivi è sorta la piscina per l’attività natatoria, in gestione a privati che l’hanno realizzata in project financing, in un’area che doveva essere destinata a parco urbano.

Nella zona della piscina sorgerà, a breve, un nuovo complesso residenziale a ridosso dell’ex Casino Palmentullo, che una volta riqualificato, sarà destinato a centro di accoglienza per persone diversamente abili e bisognose.

Il quartiere, nell’ultimo decennio, è stato oggetto di una densificazione edilizia dopo il primo impianto, avvenuto negli anni ottanta, con la realizzazione della zona 167, a ridosso del liceo scientifico. Negli anni novanta, invece, si è avuta la realizzazione del complesso residenziale denominato “Colle delle Gioie” che rappresenta, ad oggi, il più consistente intervento di edilizia residenziale realizzato da un soggetto privato (22 edifici in linea).

La città consolidata si relaziona alla città di espansione tramite l’asse viario di via Federico II di Svevia (ex S.S. 100) attraverso i nodi di via Monte Sannace (chiesa di San Vito) e via Salvatore Rosa (attrezzature sportive “Padre Semeria”). Quest’ultimo nodo viario sarà oggetto d’interventi per la moderazione del traffico consistenti nella realizzazione di una rotatoria.

L’effetto urbano sarà assicurato quando saranno create quelle connessioni fisiche che permettano l’innalzamento della qualità della vita per gli abitanti e quando saranno favorite le relazioni con il resto della città.

Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 4, luglio-agosto 2010

martedì 7 settembre 2010

Rigenerazione urbana di Gioia del Colle: il ruolo delle comunità alla formazione del piano


E’ di grande attualità locale la questione dell’approvazione del documento preliminare al piano di rigenerazione urbana. Convalida avvenuta, in sede di consiglio comunale, con scarsa conoscenza preventiva da parte dei consiglieri stessi, dei politici in generale ma soprattutto dell’intera cittadinanza.

La rigenerazione urbana interesserà le aree urbane fra la ferrovia e la ex S.S. 100. Senz’altro è un ambito dove è possibile rintracciare contesti periferici e marginali, oltre a diverse aree dismesse, che abbisognano di una mirata riqualificazione e riconnessione. La legge regionale n. 21 del 29.7.2008, a cui il documento preliminare si riferisce, prevede essenzialmente che le scelte siano elaborate “con il coinvolgimento degli abitanti e dei soggetti pubblici e privati interessati”. Tutto questo non si concilia con l’approvazione del documento preliminare avvenuta in data 16.6. u.s., senza che via sia stato il coinvolgimento delle comunità. Per “riparare” l’amministrazione ha voluto incontrare i cittadini in data successiva, ovvero lo scorso 5 luglio, con un titolo significativo “Riqualificare Partecipando”. Forse sarebbe più opportuna considerarla una ratifica e non una partecipazione attiva, contravvenendo proprio a quanto enunciato all’art. 3 della medesima legge regionale che prevede che sia predisposto un documento preliminare “da mettere a punto con la partecipazione degli abitanti”. Questo non per mero percorso burocratico, ma per lo spirito che l’assessorato regionale all’urbanistica ha voluto adottare per garantire una reale ricaduta delle scelte operate sulle comunità amministrate. La nuova generazione dell’urbanistica, a tutti i livelli, prevede che studi, azioni e politiche siano improntate con il massimo coinvolgimento delle comunità locali.

Se manca quell’idea di comunità non si può pensare che il sapere tecnico e la volontà politica possano contrastare i ben noti fenomeni di disgregazione sociale, di polarizzazione, di impoverimento dei ceti medi, di crescita di un complesso intreccio di gruppi eterogenei e poco comunicanti tra loro. Una democrazia ha bisogno di una società civile vitale e pluralista, rappresentativa e radicata sul territorio, in grado di comunicare con il sistema partitocratico e di bilanciarne il potere.

In una definizione da manuale, la comunità può essere un insieme di soggetti legati da uno o più fattori di diversa natura che li portano a interagire tra loro più che con i membri di altre collettività.

Le comunità hanno dunque una specifica identità, da coinvolgere per garantire un reale senso di appartenenza, al fine della formazione di rapporti di solidarietà. La comunità va dunque intesa come “il contesto naturale di una democrazia di prossimità, fondata su una partecipazione più attiva e sulla costruzione di spazi pubblici locali” (L. Pesenti, 2003).

Nunzio Loporcaro

pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 4, luglio-agosto 2010

 

lunedì 6 settembre 2010

Piste ciclabili a Gioia del Colle: occasioni mancate. Preferiti interventi di infrastrutturazione pesante.



Il governo nazionale attraverso un fondo di 2 milioni di euro per il 2008 avviava un programma di valorizzazione e recupero delle strade ferrate dismesse, individuandone dodici, in tutto il territorio nazionale, tra cui la Gioia del Colle-Palagianello. Questa tratta, in esercizio dal 1868, lunga 28 chilometri, è stata dismessa nel 1997, a seguito di variante di tracciato della linea Bari-Taranto.

Uno studio di fattibilità dell’anno 2009, frutto di un protocollo d’intesa tra l’Acquedotto Pugliese e la Regione Puglia, per trasformare, in percorso ciclabile, la strada di servizio del canale principale dell’Acquedotto. Una ciclovia, da realizzare per stralci funzionali, dal territorio della Valle d’Itria a quello della Basilicata, con bretella di collegamento nel tratto Gioia del Colle-Bari.

Due percorsi dedicati alla circolazione non motorizzata, in grado di connettere le popolazioni con le risorse del territorio (naturali, agricole, paesaggistiche, storico-culturali) e con i “centri di vita” (città consolidata, borgate rurali). Veri e propri parchi lineari, greenways, che potrebbero rappresentare una risposta qualitativa alla domanda di “mobilità lenta” sistematica, cioè connessa alla necessità di soddisfare bisogni primari, quali gli spostamenti casa-lavoro, o non sistematica, cioè legata allo svago e al tempo libero. Le greenways, se connesse tra loro e tali da formare una rete d’itinerari, diffusi sul territorio, potrebbero favorire il miglioramento del rapporto esistente tra reti infrastrutturali, per il traffico motorizzato, e reti ecologiche, finalizzate alla conservazione delle biodiversità.

Gioia del Colle avrebbe dovuto sfruttare al meglio tali occasioni per realizzare una mobilità sostenibile. Invece preferisce favorire, attraverso i propri atti deliberativi, un’infrastrutturazione viaria pensante che, invece di riqualificare concretamente il fascio dei binari che divide la città, va a interessarsi di problematiche stradali extramurali al sistema insediativo esistente.

Un’occasione poteva essere entrare a far parte del protocollo d’intesa che consentirà di trasformare, con quasi ottocentomila euro di finanziamento regionale concesso, la tratta ferroviaria Palagianello-Mottola-Castellaneta, ora dismessa, in pista ciclo pedonale, poiché naturale prosecuzione della tratta Gioia del Colle-Palagianello.

Creare una mobilità sostenibile, attraverso una rete che congiunga il centro alla periferia e alla campagna, rappresenta una sfida di cui tutti dovremmo sentirci partecipi. Il biglietto da visita di una città attenta ai temi eco-ambientali è rappresentato anche da un concreto sviluppo di una serie di itinerari ciclabili.

Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 4, luglio-agosto 2010

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