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giovedì 22 dicembre 2011
lunedì 24 ottobre 2011
GIOIA DEL COLLE / Quando la città crolla
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venerdì 7 ottobre 2011
IN EDICOLA / La Piazza, bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 5/2011)
E' USCITO IL NUOVO NUMERO DEL BIMESTRALE DI INFORMAZIONE LOCALE "LA PIAZZA"
Lo trovate nelle edicole e negozi di Sammichele, Gioia e Acquaviva.
E' on-line nella sezione "il Giornale" il numero precedente di luglio e agosto.
martedì 2 agosto 2011
IN EDICOLA / "La Piazza" bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 4/2011)
Il nuovo numero de "la Piazza" è disponibile nelle edicole e nei negozi di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti al costo di 1 euro.
sabato 25 giugno 2011
GIOIA DEL COLLE (BA) / Le architetture che raccontano i 150 anni dell’Unità d’Italia
| Gioia del Colle (Ba), via Roma - Albergo "Italia" (cartolina d'epoca) |
La ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia impone una riflessione sul tema dell’architettura locale che, con la sua presenza fisica, testimonia l’evoluzione della città diffusa.
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venerdì 3 giugno 2011
IN EDICOLA / La Piazza, bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 3/2011)
Il nuovo numero de "la Piazza" è disponibile nelle edicole e nei negozi di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti al costo di 1 euro.
lunedì 16 maggio 2011
Piano Urbanistico Generale di Gioia del Colle: situazione al palo
Il Piano Urbanistico Generale (PUG) di Gioia del Colle, una nuova visione della città, per garantire un ordinato assetto del territorio, è da due anni in fase di standby. Un tema che la politica locale trascura forse perché condizionata da pressioni latenti e da una concezione errata circa le lungaggini del percorso progettuale.
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domenica 3 aprile 2011
IN EDICOLA / La Piazza, bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 2/2011)
Il nuovo numero de "la Piazza" è da oggi nelle edicole e negozi di Sammichele, Gioia del Colle e Acquaviva delle Fonti, al costo di € 1,00
mercoledì 2 marzo 2011
Trasformazione del diritto di superficie nella zona 167 di Gioia del Colle (Ba)
La zona 167 di Gioia del Colle è, da sempre, al centro del dibattito locale per via della mancanza di qualità urbana. I Piani di Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.) convenzionati nell’anno 1979 con le cooperative edilizie “Junior”, “La Casa” e “Esperia” nonché la lottizzazione di “Colle delle Gioie” convenzionata nell’anno 1989 hanno avuto la possibilità di realizzare edilizia residenziale a favore di soggetti aventi determinati requisiti reddituali e familiari. Il diritto alla casa, sancito dall’art. 47 della costituzione italiana, che diventa realtà per molte famiglie gioiesi.
domenica 6 febbraio 2011
IN EDICOLA / La Piazza, bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 1/2011)
Il nuovo numero de "la Piazza" è da oggi nelle edicole e negozi di Sammichele, Gioia del Colle e Acquaviva delle Fonti, al costo di € 1,00.
In questo numero…
lunedì 20 dicembre 2010
buon Natale e felice Anno 2011 da Iniziative Urbane
domenica 19 dicembre 2010
VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Considerazioni finali: la città è in cerca di un’identità urbana
Rileggere le considerazioni riguardanti i sei quartieri gioiesi equivale a rivivere un viaggio alla Le Corbusier dove analizzare il territorio serva da punto di partenza per future prospettive di studio e sviluppo. L’indagine propone un possibile volto della città, le sue dicotomie, i punti di forza e di debolezza. In particolare: “Giù alle Croci” è il quartiere del divertimento e dello shopping; il centro storico è la memoria storica dimenticata con frammenti di riqualificazione; il rione della chiesa dell’Immacolata è diviso tra zona di completamento e zona di espansione; oltre il passaggio a livello si è a contatto con l’archeologia industriale; il quartiere della chiesa di San Vito è caratterizzato da residenza e servizi sportivi; la zona della chiesa di Santa Lucia è il salotto della città.
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martedì 30 novembre 2010
IN EDICOLA / La Piazza, bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 6/2010)
SOMMARIO GIOIA DEL COLLE
- I mal di pancia della maggioranza
- Continuano i dissidi interni per l’approvazione di atti ritenuti illegittimi o illegali
- Reciclart a Spazio UnoTre
- Michele Angelillo alla Fides
- Scuola di recitazione al Rossini?
- Uno sceriffo a Gioia
- Curiosando qua e là
- Premio miglior regista per Vito Osvaldo
- Week end per laici
- Titti Dell’Orco a Stoccarda
- Guida alla Murgia
- Considerazioni finali
- Viaggio tra i quartieri gioiesi
- Alzheimer
- Per non dimenticare chi dimentica
- Il Rotary e le… tartarughe
- Intermittenze del cuore
- L’angolo della poesia
- Horror-operazione teleguardatemi
- Gruppo Femminile Croce Rossa
- Scuola: obiettivi e finalità dimenticati
- Daniele e Filippo Petrera
- La storia siamo noi
- La controversa costruzione del lebbrosario
- Le chiese di un tempo e le mansioni del sacrestano
- Pianeta sport
domenica 7 novembre 2010
VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Il quartiere di Santa Lucia: il salotto della città
Il quartiere che ingloba la chiesa di Santa Lucia è da sempre il “salotto della città”. Un sistema insediativo ottocentesco sviluppatosi in circa centocinquant’anni attraverso variegate trasformazioni edilizie. Negli ultimi decenni l’edificato consolidato è stato oggetto di interventi di completamento e anche di alcuni interventi di sostituzione edilizia che hanno cambiato le quinte di diversi assi viari. Sono in corso interventi di demolizione e ricostruzione in via Regina Elena e in via Giosuè Carducci. Prossimamente sarà oggetto di edificazione l’area della ex “arena Castellano”.
L’asse di via Roma, dove è eretta la chiesa di Santa Lucia, collega il centro cittadino con la stazione ferroviaria. La “via della stazione” negli anni ottanta divenne il luogo della socializzazione delle fasce giovanili: da qui la decisione di inibirne il traffico veicolare con l’installazione di alcune fioriere. Si è pensato, in seguito, di realizzare un organico intervento di riqualificazione di tale spazio aperto, attraverso un progetto urbano che comprendesse le piazze collegate ovvero piazza Kennedy (stazione), piazza Luca D’Andrano e piazza Umberto I. Allo stato attuale è completata la riqualificazione del tratto di via Roma compreso tra piazza Umberto I e via Armando Celiberti. Prossimamente seguirà il secondo stralcio funzionale dell’opera di riqualificazione che interesserà la piazza Luca D’Andrano e il tratto di via Flora che conduce a piazza Plebiscito, adiacente alla chiesa di San Francesco.
Altro punto focale del quartiere è piazza Plebiscito, dove dovrebbe avvenire un’imponente sostituzione edilizia e una riqualificazione dello spazio aperto. Infatti, l’attuale amministrazione intende perseguire l’abbattimento del palazzo “scatolare” comunale che ospita gli uffici dell’INPS per riproporre, in chiave moderna, l’ex mercato coperto che trovava collocazione proprio in quel sito, al fine di realizzare una struttura polifunzionale e dei parcheggi interrati.
Il quartiere ha una buona dotazione di spazi aperti destinati a verde. Piazza Pinto è stata recentemente riqualificata integralmente. La “piazza della Croce” tra via A. Celiberti e via G. Carducci è stata sistemata negli anni novanta. I giardini in piazza Paolo VI sono stati realizzati negli anni novanta in un’area residuale agli interventi edilizi. Recentemente è stata ricavata anche un’area dedicata allo scorazzare degli animali a quattro zampe, in via Papa Giovanni XXIII, nei pressi del complesso residenziale “villa Soria”.
Il rione presenta una buona distribuzione di attività commerciali. Per quanto riguarda la dotazione di parcheggi gli stalli garantiscono una sufficiente disponibilità seppur condizionata al fabbisogno dei residenti, che non hanno sufficienti aree a parcheggio pertinenziali alle proprie residenze. Sino alla fine degli anni novanta l’area di piazza Pinto era gravata dalla presenza del mercato settimanale, con evidenti ripercussioni sull’intera città.
Questo quartiere, parte rilevante della città, i cui lineamenti sono tipici della città italiana, nel passaggio dalla fase antica a quella contemporanea, rischia di essere modificato da una serie indiscriminata d’interventi edilizi di sostituzione. Stiamo già assistendo a un dilagare d’interventi che non rispettano il contesto nel quale vanno a inserirsi. E’ compito dell’amministrazione, oltre a riqualificare gli spazi aperti, stabilire delle regole per la sostituzione di brani di città al fine di non assistere a delle stonature edilizie che rimarranno indelebili nel tempo.
Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 5, settembre-ottobre 2010
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sabato 2 ottobre 2010
IN EDICOLA / La Piazza, bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 5/2010)
SOMMARIO GIOIA DEL COLLE
L’allegra gestione del teatro [di Donato Stoppini]
Rigenerazione Urbana=Maxi Variante al PRG [di Donato Stoppini]
Gioia/Fiera, sagra delle occasioni perdute [di Dalila Bellacicco]
Sagra della Mozzarella… dal sapore di Carta [di Dalila Bellacicco]
San Filippo e la fontana della discordia [di Dalila Bellacicco]
Il quartiere di Santa Lucia [di Nunzio Loporcaro]
Una guida turistica “fiera” di gioiesità [di Dalila Bellacicco]
Randagi - Problema irrisolto [di Dalila Bellacicco]
Claudia Notarnicola [di Dalila Bellacicco]
Francesco De Tommaso...in arte Lupini [di Dalila Bellacicco]
Domenico Ludovico [di Dalila Bellacicco]
L’incanto del canto di Angela Milano [di Dalila Bellacicco]
Premi poetici alle “Muse del Virgilio” [di Dalila Bellacicco]
Curiosando qua e là [di Donato Stoppini]
E’ nato il club delle “Cattive mamme” [di Dalila Bellacicco]
Secondo me… (pensieri sparsi su facebook) [di Olimpia Riccio]
Rapporto genitori figli [di Annamaria Castellana]
Strade [di Domenico Giannelli]
La controversa costruzione del lebbrosario [di Domenico Paradiso]
Il garzone [di Marisa D'Elia]
Pianeta sport [di Giuseppe Leronni]
giovedì 9 settembre 2010
VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Il quartiere di San Vito
Il quartiere che ingloba la chiesa di San Vito è oggi il quartiere della trasformazione urbana di espansione. Da Piazza XX Settembre, storico spazio di aggregazione, dal tessuto insediativo a piccola grana, si giunge in via Dei Peuceti (ex via per Putignano) dove le maglie del vigente piano regolatore hanno generato diverse lottizzazioni edilizie. L’edificato si dissolve nella campagna urbana a sud-est, superata la zona per le attrezzature sportive.
Di quella che un tempo doveva essere la “cittadella dello sport” ne è stato realizzato solo il campo da calcio e il palazzetto per le attività agonistiche della pallavolo e del basket. Fuori dalla zona dedicata ai servizi sportivi è sorta la piscina per l’attività natatoria, in gestione a privati che l’hanno realizzata in project financing, in un’area che doveva essere destinata a parco urbano.
Nella zona della piscina sorgerà, a breve, un nuovo complesso residenziale a ridosso dell’ex Casino Palmentullo, che una volta riqualificato, sarà destinato a centro di accoglienza per persone diversamente abili e bisognose.
Il quartiere, nell’ultimo decennio, è stato oggetto di una densificazione edilizia dopo il primo impianto, avvenuto negli anni ottanta, con la realizzazione della zona 167, a ridosso del liceo scientifico. Negli anni novanta, invece, si è avuta la realizzazione del complesso residenziale denominato “Colle delle Gioie” che rappresenta, ad oggi, il più consistente intervento di edilizia residenziale realizzato da un soggetto privato (22 edifici in linea).
La città consolidata si relaziona alla città di espansione tramite l’asse viario di via Federico II di Svevia (ex S.S. 100) attraverso i nodi di via Monte Sannace (chiesa di San Vito) e via Salvatore Rosa (attrezzature sportive “Padre Semeria”). Quest’ultimo nodo viario sarà oggetto d’interventi per la moderazione del traffico consistenti nella realizzazione di una rotatoria.
L’effetto urbano sarà assicurato quando saranno create quelle connessioni fisiche che permettano l’innalzamento della qualità della vita per gli abitanti e quando saranno favorite le relazioni con il resto della città.
Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 4, luglio-agosto 2010
martedì 7 settembre 2010
Rigenerazione urbana di Gioia del Colle: il ruolo delle comunità alla formazione del piano
E’ di grande attualità locale la questione dell’approvazione del documento preliminare al piano di rigenerazione urbana. Convalida avvenuta, in sede di consiglio comunale, con scarsa conoscenza preventiva da parte dei consiglieri stessi, dei politici in generale ma soprattutto dell’intera cittadinanza.
La rigenerazione urbana interesserà le aree urbane fra la ferrovia e la ex S.S. 100. Senz’altro è un ambito dove è possibile rintracciare contesti periferici e marginali, oltre a diverse aree dismesse, che abbisognano di una mirata riqualificazione e riconnessione. La legge regionale n. 21 del 29.7.2008, a cui il documento preliminare si riferisce, prevede essenzialmente che le scelte siano elaborate “con il coinvolgimento degli abitanti e dei soggetti pubblici e privati interessati”. Tutto questo non si concilia con l’approvazione del documento preliminare avvenuta in data 16.6. u.s., senza che via sia stato il coinvolgimento delle comunità. Per “riparare” l’amministrazione ha voluto incontrare i cittadini in data successiva, ovvero lo scorso 5 luglio, con un titolo significativo “Riqualificare Partecipando”. Forse sarebbe più opportuna considerarla una ratifica e non una partecipazione attiva, contravvenendo proprio a quanto enunciato all’art. 3 della medesima legge regionale che prevede che sia predisposto un documento preliminare “da mettere a punto con la partecipazione degli abitanti”. Questo non per mero percorso burocratico, ma per lo spirito che l’assessorato regionale all’urbanistica ha voluto adottare per garantire una reale ricaduta delle scelte operate sulle comunità amministrate. La nuova generazione dell’urbanistica, a tutti i livelli, prevede che studi, azioni e politiche siano improntate con il massimo coinvolgimento delle comunità locali.
Se manca quell’idea di comunità non si può pensare che il sapere tecnico e la volontà politica possano contrastare i ben noti fenomeni di disgregazione sociale, di polarizzazione, di impoverimento dei ceti medi, di crescita di un complesso intreccio di gruppi eterogenei e poco comunicanti tra loro. Una democrazia ha bisogno di una società civile vitale e pluralista, rappresentativa e radicata sul territorio, in grado di comunicare con il sistema partitocratico e di bilanciarne il potere.
In una definizione da manuale, la comunità può essere un insieme di soggetti legati da uno o più fattori di diversa natura che li portano a interagire tra loro più che con i membri di altre collettività.
Le comunità hanno dunque una specifica identità, da coinvolgere per garantire un reale senso di appartenenza, al fine della formazione di rapporti di solidarietà. La comunità va dunque intesa come “il contesto naturale di una democrazia di prossimità, fondata su una partecipazione più attiva e sulla costruzione di spazi pubblici locali” (L. Pesenti, 2003).
Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 4, luglio-agosto 2010
lunedì 6 settembre 2010
Piste ciclabili a Gioia del Colle: occasioni mancate. Preferiti interventi di infrastrutturazione pesante.
Il governo nazionale attraverso un fondo di 2 milioni di euro per il 2008 avviava un programma di valorizzazione e recupero delle strade ferrate dismesse, individuandone dodici, in tutto il territorio nazionale, tra cui la Gioia del Colle-Palagianello. Questa tratta, in esercizio dal 1868, lunga 28 chilometri, è stata dismessa nel 1997, a seguito di variante di tracciato della linea Bari-Taranto.
Uno studio di fattibilità dell’anno 2009, frutto di un protocollo d’intesa tra l’Acquedotto Pugliese e la Regione Puglia, per trasformare, in percorso ciclabile, la strada di servizio del canale principale dell’Acquedotto. Una ciclovia, da realizzare per stralci funzionali, dal territorio della Valle d’Itria a quello della Basilicata, con bretella di collegamento nel tratto Gioia del Colle-Bari.
Due percorsi dedicati alla circolazione non motorizzata, in grado di connettere le popolazioni con le risorse del territorio (naturali, agricole, paesaggistiche, storico-culturali) e con i “centri di vita” (città consolidata, borgate rurali). Veri e propri parchi lineari, greenways, che potrebbero rappresentare una risposta qualitativa alla domanda di “mobilità lenta” sistematica, cioè connessa alla necessità di soddisfare bisogni primari, quali gli spostamenti casa-lavoro, o non sistematica, cioè legata allo svago e al tempo libero. Le greenways, se connesse tra loro e tali da formare una rete d’itinerari, diffusi sul territorio, potrebbero favorire il miglioramento del rapporto esistente tra reti infrastrutturali, per il traffico motorizzato, e reti ecologiche, finalizzate alla conservazione delle biodiversità.
Gioia del Colle avrebbe dovuto sfruttare al meglio tali occasioni per realizzare una mobilità sostenibile. Invece preferisce favorire, attraverso i propri atti deliberativi, un’infrastrutturazione viaria pensante che, invece di riqualificare concretamente il fascio dei binari che divide la città, va a interessarsi di problematiche stradali extramurali al sistema insediativo esistente.
Un’occasione poteva essere entrare a far parte del protocollo d’intesa che consentirà di trasformare, con quasi ottocentomila euro di finanziamento regionale concesso, la tratta ferroviaria Palagianello-Mottola-Castellaneta, ora dismessa, in pista ciclo pedonale, poiché naturale prosecuzione della tratta Gioia del Colle-Palagianello.
Creare una mobilità sostenibile, attraverso una rete che congiunga il centro alla periferia e alla campagna, rappresenta una sfida di cui tutti dovremmo sentirci partecipi. Il biglietto da visita di una città attenta ai temi eco-ambientali è rappresentato anche da un concreto sviluppo di una serie di itinerari ciclabili.
Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 4, luglio-agosto 2010
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martedì 3 agosto 2010
IN EDICOLA / La Piazza, bimestrale di informazione di Gioia del Colle, Sammichele di Bari e Acquaviva delle Fonti (n. 4/2010)
Su questo numero (sommario Gioia del Colle)
- PARCHEGGI? UNA QUESTIONE DI ASSUNZIONI (di Donato Stoppini)
- CAMPETTO PRIVATO? (di Donato Stoppini)
- O.SVELTO, TRA PREMI E RICONOSCIMENTI (di Dalila Bellacicco)
- PISTE CICLABILI A GIOIA, OCCASIONI MANCATE (di Nunzio Loporcaro)
- RIGENERAZIONE URBANA (di Nunzio Loporcaro)
- FESTA FEDERICIANA TRA LUCI E OMBRE (di Dalila Bellacicco)
- LE PROMOZIONI DELLA SAN FILIPPO NERI (di Dalila Bellacicco)
- CURIOSANDO (di Donato Stoppini)
- DOV’E’ FINITA LA DELEGAZIONE ANT DI GIOIA? (di Donato Stoppini)
- CARLO TANGORRA E L’ULTIMA FANFARA (di Dalila Bellacicco)
- ANTONELLA LOZITO (di Dalila Bellacicco)
- L’ARTE DELLA PAROLA DI V. RUBINO (di Dalila Bellacicco)
- NUOVE CARICHE PER LIONS E LEO (di Dalila Bellacicco)
- ALLA GUIDA DEL ROTARY, ING. OLIVA (di Dalila Bellacicco)
- IL CAPITALE UMANO, I GIOVANI (di Anna Maria Fasano)
- SOLSTIZIO (di Olimpia Riccio)
- POESIA (di Giacomo Leronni)
- IL QUARTIERE DI SAN VITO (di Nunzio Loporcaro)
- DI CERTA TV NON SE NE PUO’ PIU’ (di Annamaria Castellana)
- L’ATTO DI MAGGIOR CORAGGIO COMPIUTOSI IN PUGLIA (di Domenico Paradiso)
- IL FORNAIO E IL PANE FATTO IN CASA (di Marisa D'Elia)
- PIANETA SPORT (di Giuseppe Leronni)
sabato 3 luglio 2010
VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Oltre il passaggio a livello: a contatto con l’archeologia industriale
Oltre il passaggio a livello della linea ferroviaria Bari-Taranto, a ridosso di via Paolo Cassano e della trasversale via Lagomagno, si è sviluppato un quartiere residenziale scollato dal resto della città. La barriera fisica, costituita dal passaggio a livello di via Dante, ha determinato un suburbio, appendice della città consolidata, dove è difficile rintracciare l’effetto urbano. A distanza di poco più di un ventennio dalla sua costituzione la zona, detta comunemente di “via per Santeramo”, è priva di quelle attrezzature urbane che connotano un quartiere residenziale. Non è prevalsa negli anni la logica del quartiere satellite indipendente quanto la mera aggregazione di edifici. Con il passare degli anni la zona sembra impoverirsi di quei servizi essenziali. Basterebbe ricordare il campo di calcio, che ora è stato inglobato in una struttura alberghiera, oppure il supermercato Upim, che per anni aveva assunto il ruolo di attrattore della zona.
Il quartiere avrebbe dovuto rappresentare il punto di riferimento della città considerando la presenza di diversi monumenti dell’archeologia industriale quali la distilleria “Paolo Cassano”, il mulino “Enrico Pagano e figlio Luigi” e il pastificio “Alfredo Pagano”. Riqualificando i locali della distilleria nei pressi di via Lagomagno, per l’insediamento di un centro a servizio dei sistemi produttivi locali, e i locali nei pressi del casello autostradale, da destinare a museo del vino, si doveva dare forma a quell’idea di una riconversione, in chiave moderna, di questi complessi industriali caduti in disuso, a beneficio degli abitanti nella zona. Allo stato attuale non si è registrato alcun miglioramento della qualità della vita e si evidenzia una stagnazione del relativo mercato immobiliare. Infatti, la vertenza in corso per la chiusura dei passaggi a livello ha determinato un’evidente incognita sullo sviluppo futuro del quartiere. L’attività edilizia della zona potrebbe far pensare, invece, che la problematica dell’attraversamento ferroviario sia secondaria ma certamente non è rapportabile a quanto doveva realizzarsi nelle previsioni di un piano regolatore che destinava tale zona anche ad attività direzionali e commerciali, considerata la presenza di infrastrutture viarie tra cui la rete ferroviaria e autostradale. Oggi di direzionale e commerciale non si ha più traccia. Gli uffici pubblici sono solamente quelli provinciali del centro impiego (ex collocamento) e quelli della comunità montana (in fase di liquidazione). Non vi è mai stato un ufficio postale, un asilo, un’area mercatale, un decentramento comunale, una fermata degli autobus. Vi sono tanti locali terranei dalle serrande chiuse, forse mai usati, a indicare un destino ormai deciso.
La marginalizzazione del quartiere è così marcata che l’amministrazione comunale, con delibera di giunta n. 70 del 26.3.2002, ha pensato di promuovere un’apposita società di trasformazione urbana per la sistemazione delle aree di pertinenza dell’ex distilleria che parte dell’uliveto adiacente e termina con la linea ferroviaria Rocchetta S. Antonio-Santeramo e la strada Paolo Cassano. Tale società pubblico-privata, a oggi non è ancora stata costituita poiché fermi allo studio di fattibilità.
Oggi più che mai è importante ripensare la città in termini eco-sostenibili, puntando sullo spazio pubblico anche in modo da dare qualità a quel tessuto urbano che è stato oggetto di un’edilizia spesso selvaggia, trasformando gli spazi introducendo parchi urbani e luoghi dedicati alla condivisione e alla socialità.
Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 3, maggio-giugno 2010
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