martedì 13 aprile 2010

La città diventa ecologica con Milano Green


Milano è la città più grigia di'Italia per antonomasia: il verde c'è ma in periferia, sullo sfondo di una città caotica e trafficata. Per questo un gruppo di artisti, musicisti, designer, imprenditori, giornalisti, pensatori, esperti di tecnologia, personalità televisive ha deciso di dare vita a Milano Green. "La missione - si legge sul sito http://www.milanogreen.com/ - é quella di far conoscere a Milano stili di vita, di piacere e di consumo sostenibili. Milano Green propone azioni ed eventi per avvicinare i milanesi a nuovi stili di vita eco-sostenibili e responsabili. Aggregare, stimolare e informare sono gli obiettivi principali che, trasferiti ai cittadini di Milano, possono aiutarci tutti a diventare attori di un cambiamento necessario. Il percorso è piacevole, e il risultato è a beneficio di tutti".
"La città - si legge sempre sul sito - è il contesto ideale per sperimentare nuovi stili di vita ed è il più efficace per misurarne gli effetti. Come habitat della comunità globale multi-culturale, la città costituisce infatti uno straordinario contenitore di capitale umano. L'idea chiave è utilizzare l'habitat urbano come incubatore di sviluppo, sensibilizzando le persone che vivono in città su questa straordinaria opportunità. No quindi a una città-gabbia di individui isolati e minacciati dai conflitti inter-culturali e dall'inquinamento. Sì a una città capace di diventare il meraviglioso contesto di una sperimentazione che fa della comunità cittadina il suo perno fondamentale. Milano green mette in primo piano la comunità e il ruolo che ciascun individuo - ispirato e motivato - può giocare a partire dal suo quartiere. Lo stile di vita Milano green passa per un senso di partecipazione e di forte appartenenza alla comunità. Milano green intende aggregare persone capaci di lasciare un segno positivo nella città a partire dalle piccole cose, dalle scelte quotidiane che, per quanto semplici, sono l'inizio di un percorso. Partendo dal basso, si vuole creare un'energia capace di contrastare il disagio, il vandalismo, l'occupazione violenta di spazi. Milano green intende mettere in pratica il nuovo stile di vita eco-sostenibile e responsabile verso la comunità cittadina, creando le condizioni e fornendo gli spazi e le soluzioni perché il nuovo modello si diffonda".
In occasione del Fuorialone 2010 ( dal 13 al 20 aprile) Milano Green ha organizzato una serie di spettacoli teatrali Il Milano green festival, teatro della quotidianità sostenibile alla Galleria Venti Correnti, Via Cesare Correnti 20, Milano
Il cartellone prevede spettacoli gratuiti dalla mattina alla sera per un'intera settimana.

lunedì 12 aprile 2010

Arredo urbano: Milano cambia look, più verde e più grigio per le strade


Tradizione e innovazione. Milano sceglie di rifarsi il look in vista dell’Expo 2015 puntando ad armonizzare l’arredo urbano e i colori che la caratterizzano. E quindi, a partire dal grigio. Grigio ghisa che ritorna negli svariati elementi previsti dall’abaco allegato al piano per la qualità urbana approvato ieri dalla giunta.
Il piano è una raccolta di regole che punta sul verde come colore dominante, insieme al grigio. Con una doppia sfumatura: da una parte il verde in senso ambientale (a partire dall’obbligo di alberare ogni strada che si realizza o riqualifica), dall’altra il verde delle panchine, degli orologi, delle vedovelle di ghisa, elette simbolo della “rinascita” urbana.
Portato in giunta dall’assessore Cadeo, il piano fissa le regole per rimettere ordine in una città in cui le regole per l’arredo urbano sono state disattese per troppo tempo. Qualche esempio: via i panettoni e al loro posto aiuole; piante o almeno fioriere su tutti i marciapiedi larghi, a tutela anche delle piste ciclabili che vi correranno sopra
Così, per dare un’idea, corso Buenos Aires diventerà un boulevard alla francese. Gli archetti gialli lascieranno spazio alle parigine. I cestini dei rifiuti diventeranno grigi. I dehors saranno grigio ghisa con tetto verde, come i chioschi delle edicole. Qua e là forse del giallo nelle finiture.
Allegato al piano, dicevamo, l’abaco dell’arredo urbano. Un lungo elenco, che sarà sempre estendibile, di oggetti di arredo urbano come panchine (verdi) e cesate (grigie), lampioni (grigi) e fioriere (in ghisa). Il Comune prevede di mettere rastrelliere per le bici (grigio ghisa) lungo i raggi verdi, che saranno di un verde diverso grazie a nuove graminacee che correranno dal centro alla periferia, con buona pace degli allergici.
Al piano della qualità urbana sarà allegato un “Piano del colore”, di cui il primo contiene le linee guida. Così Palazzo Marino vieterà facciate colorate nel centro storico, che dovrà tornare ai colori originali (graffitari permettendo). In periferia invece ogni casa dovrà attenersi al cromatismo del quartiere. Previste eccezioni solo per oggetti di design di particolare pregio, ma non nel centro storico.
La rivoluzione partirà dagli orologi: a breve sarà pubblicato il bando per sistemare i 13 mila quadranti cittadini. Erano e restano verde scuro, ma potranno avere diversi numeri e lancette, per salvare la creatività e perché – soprattutto – se no la gara andrebbe deserta, per stessa ammissione di Cadeo. Poi toccherà ai pali (170 mila quelli censiti nel 2003, molti dei quali dovranno sparire) mentre si prosegue il lavoro sui panettoni (42 mila quelli tirati via negli ultimi cinque anni).
Ma il Comune realizzerà davvero questo progetto? “Dobbiamo tenere conto anche dei costi - mette le mani avanti Cadeo – faremo un po’ alla volta”. Dovranno tenere conto anche delle proteste di molta gente che aveva accolto con favore i cestini dei rifiuti colorati, auspicio in una città grigia come Milano di un’inversione di tendenza.
“Vorremmo che anche i tram fossero tutti dello stesso colore” ha detto ieri Cadeo. Non è dato sapere quale, ma visto l’andazzo che tira e dovendo scegliere fra giallino, arancione e verde chissà quale sarà scelto.

venerdì 9 aprile 2010

Vivere di periferia: sguardi incrociati tra Italia e Francia


Il 16 aprile, dalle ore 9.30, presso il Centro Culturale San Luigi di Francia a Roma (Largo Toniolo 21/22), si terrà il festival e la cerimonia di premiazione nazionale del concorso Vivere di Periferia / Vivre de banlieue, al quale hanno partecipato più di 600 giovani dai 12 ai 20 anni da tutta Italia e dalla Francia.
La giuria ha selezionato i vincitori per le tre sezioni (video, soggetto e fotografia), ispirati quest’anno da due percorsi: «Periferie, come sono, come le vorrei» e «Seconde generazioni: mio padre, lui non è italiano». Diversi gli approcci dei ragazzi al tema della periferia: alcuni l’hanno interpretato nel senso più letterale del termine, proponendo inediti scorci urbani, esperienze di vita vissuta, filmati documentari o giornalistici, altri, invece, hanno identificato le aree periferiche come dimensioni astratte, stati mentali e dell’anima, mostrando che, in fondo, «tutte le città possono essere considerate periferia di qualcosa» (Carmine Cerasuolo, 17 anni). Emozioni, sensazioni, ma soprattutto contrasti: bellezza e degrado, integrazione e solitudine e, come ha notato Jean-Marc de la Sablière, Ambasciatore di Francia, complessità e freschezza.
Così come il sito http://www.viverediperiferia.it/, le creazioni sono state realizzate in due lingue, italiana e francese, «perché il plurilinguismo è un modo concreto per uscire dall’enclave creata dall’abitudine, per poter rivolgere la propria parola agli altri».
Durante la giornata del 16 aprile, verranno proiettati i migliori filmati e le migliori sequenze fotografiche, con un ampio spazio dedicato al dialogo con fotografi e registi e alle testimonianze sulla vitalità pulsante del vivere urbano. In questa occasione, si potrà anche visitare la mostra allestita presso il Centro Culturale San Luigi di Francia aperta al pubblico fino al 24 aprile.
Un appuntamento, dunque, da non perdere che si svilupperà nell’ambito delle Giornate Romane della Francofonia e della Primavera del Cinema francese, con l’assegnazione di tantissimi premi, grazie al contributo di Atout France, Comune di Torino, Hachette FLE-Sansoni per la Scuola, Scuola Holden, Touring Club Italiano, CTS, Indice dei Libri del mese. I fortunati vincitori del premio «bleu blanc rouge» andranno a Parigi per un soggiorno organizzato nel quadro del programma » Allons en France » su iniziativa del Ministero degli Esteri francese. Il miglior cortometraggio verrà inserito nella competizione ufficiale del festival «Regards jeunes sur la cité» / «Sguardi giovani sulla periferia» che si terrà a Parigi a ottobre prossimo.

mercoledì 7 aprile 2010

“L’urbanizzazione come alternativa sociale ed eco-sostenibile”


Mai come adesso la questione dell’impatto ambientale deve indurci a una riflessione sull’occupazione del territorio. Per esempio, in Italia, gli spazi urbanizzati crescono di giorno in giorno, talvolta non tenendo conto o addirittura ignorando le condizioni idrogeologiche del territorio. Questo atteggiamento può, in certi casi, avere delle conseguenze gravissime, basti guardare gli smottamenti e le frane che stanno sconvolgendo la Calabria. La vera controtendenza sarebbe prendersi cura del territorio in cui viviamo e costruire nel rispetto dell’ambiente e delle persone.
Credo che, oggi più che mai, sia importante ripensare la città in termini eco-sostenibili, puntando sullo spazio pubblico anche in modo da dare qualità a quel tessuto urbano che, negli ultimi quarant’anni, è stato oggetto di un’edilizia spesso selvaggia. A fronte di un continuo sfregio del territorio, l’unica alternativa possibile rimane la demolizione. Molti edifici, infatti, sono stati costruiti abusivamente, non soltanto dal punto di vista legale e giuridico, ma anche ambientale.
E’ evidente che la città del futuro non sarà così come la vediamo rappresentata nei film, ossia con le auto che volano e simili fantasticherie. Bisognerà, invece, fare i conti con una città ancora più congestionata, al limite delle proprie capacità. Per questo sarà necessario intraprendere iniziative che potrebbero anche non riscuotere consensi nell’opinione pubblica. Alcune iniziative potrebbero essere: ridurre drasticamente l’utilizzo delle auto, fare una politica dei trasporti più seria e incisiva, pedonalizzare gran parte del centro, e così via.
Sono convinto che chi conosce queste problematiche abbia il dovere di intervenire dando un segnale forte. Prendiamoci cura delle nostre città che talvolta, anziché essere luogo di socializzazione, creano segregazione. Mi riferisco alle periferie, abitate da migliaia di persone ma troppo spesso coinvolte in scontri e tensioni. A mio avviso, la vera sfida sarebbe quella di trasformare gli spazi senza qualità introducendo nuovi parchi urbani e luoghi dedicati alla condivisione e alla socialità.
L’anno scorso ho voluto presentare una mia idea ai cittadini di Bologna, città in cui ho aperto il mio studio. Insieme a Patrizio Roversi ho organizzato una “conferenza scenica”, una sorta di spettacolo, dal titolo Vene Creative. Su un pavimento di 400 metri quadrati sono state proiettate le immagini di come è la città oggi e di come potrebbe essere domani. L’idea è quella di trasformare le antiche porte della città, che oggi sono le porte per “entrare” nel centro storico, in porte da cui “uscire” per accedere alla città esterna al perimetro delle antiche mura. Nella mia visione il collegamento tra centro storico e città esterna avviene attraverso la creazione di rami verdi che collegano alcune delle 12 antiche porte cittadine con la città nuova fuori dalle mura. Una città senza confini che si sviluppa seguendo le direttrici naturali della città. I rami verdi collegano, attraverso piste ciclabili ben fatte, la città storica con 10 parchi, ognuno con un tema specifico: tecnologia, creatività, musica, arte, sport e natura. Il progetto è stato concepito per attrarre i cittadini anche fuori dal centro storico dando così maggiore qualità alla periferia urbana. Tutti i rami verdi si collocano a una distanza massima di 5 km al massimo dal centro in modo da incoraggiare l’uso delle piste ciclabili. In questo modo si avrà un effetto decongestionante sul traffico cittadino con il conseguente abbattimento delle emissioni di CO2. Un contributo per fare di Bologna una città più sostenibile. I rami verdi sono concepiti anche per dare impulso allo sviluppo di nuovi eco-quartieri residenziali, fatti di condomini di piccola scala inseriti nel verde, per offrire un prodotto altamente competitivo nel mercato edilizio evitando i grandi e pericolosi interventi urbanistici dei decenni passati.

Mario Cucinella
fonte: LaStampa.it

martedì 6 aprile 2010

Detrazione 55% / On line il sito ENEA 2010


L'ENEA ha messo online il nuovo sito dedicato all'invio della documentazione per le detrazioni del 55%.
Il nuovo sito - http://finanziaria2010.enea.it/index.asp - contiene tutte le novità previste dalla Finanziaria 2010.
Una volta registrati al sito è possibile effettuare tutte le procedure online per l'inoltro della documentazione dei lavori di riqualificazione energetica, realizzati nel 2010, che beneficiano delle detrazione del 55%.
La home page, più snella rispetto al passato permette agevolmente di accedere alle procedure di registrazione, riepilogando in otto brevi e chiari passaggi la procedura da seguire per l'invio della pratica.
Inoltre all'interno di un riquadro vengono fornite al navigatore le indicazioni per l'assistenza telefonica e una breve spiegazione sulle detrazioni fiscali e il ruolo di Enea, mentre un piccolo box ricorda come questo sito web consenta l’invio delle dichiarazioni dovute all’Enea esclusivamente per i lavori completati nel 2010 fornendo i link per interventi precedenti.
All'interno del sito troviamo quindi una guida per l'utente estesa, l'aiuto in linea e l'area personale.
Ora il portale sarà testato sul campo dagli utenti che verificheranno se gli obiettivi di navigabilità e funzionalità sono stati raggiunti, anche se Enea avvisa che in questi primi giorni potranno verificarsi piccoli inconvenienti funzionali.
E' anche partito il nuovo numero verde telefonico per richiedere informazioni che risponde all' 800 589090.

venerdì 2 aprile 2010

A Pasquetta bici gratis sui treni del trasporto regionale di Trenitalia


Bici gratis il prossimo 5 aprile, Lunedì di Pasqua, su tutti i treni regionali e interregionali di Trenitalia che effettuano il servizio di trasporto biciclette al seguito. Un’iniziativa promossa da una decina d'anni da Trenitalia e dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (Fiab), a favore della mobilità eco-sostenibile. Un contributo al decongestionamento di strade e autostrade, proprio in un giorno "di punta" del traffico automobilistico.

Si prevede che il giorno di Pasquetta saranno circa 6.000 le persone che utilizzeranno il servizio treno+bici. Acquistando il biglietto per il solo viaggiatore si potrà salire su tutti i treni regionali contrassegnati dall´apposito simbolo della bici e aderire alle tante escursioni, organizzate dalla Fiab, sui percorsi ciclo-turistici meno battuti dai flussi di massa.
Per informazioni sull'iniziativa, è possibile consultare il sito http://www.ferroviedellostato.it/ o http://www.fiab-onlus.it/. Il trasporto gratuito della bici al seguito sarà consentito anche agli abbonati.
Le regioni più gettonate dai clienti abituali del servizio "bicintreno" sono il Veneto, la Toscana, l´Emilia Romagna, la Lombardia e la Puglia. Circa 200.000 italiani, ogni anno, utilizzano la combinazione treno+bici per trascorrere le proprie vacanze, i weekend fuori porta e le gite in compagnia, sottraendo alla strada circa 135.000 auto.
Per usufruire del servizio basta scegliere la località di destinazione, individuare uno dei 6.000 treni regionali segnalati sull'orario ufficiale e acquistare - anche presso le biglietterie self-service - un supplemento "bici al seguito" valido 24 ore dalla convalida. Si ricorda, infine, che riponendo la bici in una sacca di dimensioni non superiori a cm. 80x110x40 è possibile trasportarla anche sui treni Intercity ed Eurostar.

Lello Sforza
Ufficio Stampa FIAB onlus
(Federazione Italiana Amici della Bicicletta)
Tel. +39 3200313836
Fax +39 0805236674

giovedì 1 aprile 2010

Ambiente / "Riciclare brutte periferie per fare città sostenibili"


Per costruire città sostenibili occorre anzitutto recuperare le periferie più brutte ascoltando le esigenze di chi ci vive. E' questa la tesi dell'architetto e urbanista belga Lucien Kroll, uno dei grandi maestri dell'architettura sostenibile internazionale, e da sempre avversario dei suoi colleghi razionalisti e modernisti. "Gli architetti della mia generazione - ha detto - hanno cercato di uccidere ogni sentimento ed emozione. Questo è criminale, un suicidio dell'architettura".

L'emergenza sociale, ha detto l'ultraottantenne Kroll in occasione del convegno internazionale 'A sustainable beauty - high green tech symposium 2010' che si è tenuto oggi alla Triennale di Milano, nasce dalle brutte periferie, dai casermoni dei quartieri dormitorio "imposti dall'alto" ai loro abitanti che rischiano di diventare focolai di violenza. Da qui l'esigenza di puntare sull'architettura partecipata: "Bisogna fare dozzine di riunioni, ascoltare a fondo le persone. E' questo che determina il cambiamento".
L'architettura di Kroll è plasmata sullo "spirito" dei luoghi e sulle esigenze di chi li abita. Niente pareti squadrate, ma strutture irregolari, a tratti quasi incompiute. Spesso il risultato del riuso di edifici considerati irrecuperabili. "E' possibile farlo quasi sempre, talvolta costa di più, ma si ottengono risultati migliori". Quanto agli "ecomostri" costruiti negli anni anche in Italia, per i quali spesso viene invocato l'abbattimento, l'architetto di Lovanio rifiuta anzitutto la definizione: "è un ossimoro - ha concluso - perché le parole ecologia e mostro sono in contraddizione".

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