martedì 14 settembre 2010

Settimana Europea per la Mobilità Sostenibile: appuntamenti associazione Ruotalibera Bari


La settimana europea per la mobilità sostenibile rappresenta per i tutti i cittadini un’occasione per sperimentare forme di mobilità diverse da quella legate a motori e automobili.

In tale ottica, durante la settimana viene offerta al maggior numero possibile di cittadini, l’opportunità di sperimentare - per recarsi al lavoro, a scuola o a fare la spesa - mezzi di trasporto alternativi a quelli motoristici all’insegna dello slogan “Muoversi Bene, Vivere Meglio”.

Per far ciò, l’associazione Ruotalibera Bari si è impegnata ad organizzare una serie di eventi rivolti ad amministratori, adulti e ragazzi., durante i quali a tutti i partecipanti saranno distribuiti, come simbolico ringraziamento, i cioccolatini con il logo FIAB : “In bici x l’ambiente”. In particolare, gli eventi previsti sono:

16 settembre – Workshop “Riduzione dei rifiuti e Mobilità Sostenibile”.

Il WS, che prevede la partecipazione degli assessori regionali, provinciali e comunali alla Mobilità nonché di docenti universitari, si svolgerà nell’ambito del progetto “Tri-ciclo: un approccio sistematico alle buone prassi ecosostenibili” presso il Padiglione 126 della Regione Puglia alla Fiera del Levante.

19 settembre – Escursione treno+bici per Benvenuta Vendemmia.

Rivolto agli adulti per invitarli al cicloturismo, l’evento si sposa perfettamente con la manifestazione del MTVPuglia all’insegna dello slogan “Muoversi Bene, Vivere Meglio”. Meta dell’escursione la Tenuta Girolamo in Valle d’Itria.
26 settembre – Pedalata sul lungomare di Palese e S. Spirito

Rivolta ai ragazzi di elementari e medie (genitori compresi) della I Circoscrizione per stimolarli ad attuare pedibus e bicibus quali buone pratiche di Mobilità Sostenibile.


Il Presidente
Roccaldo Tinelli

lunedì 13 settembre 2010

Novità per la tessera degli addetti di cantiere


Il Parlamento, con la pubblicazione della Legge n. 136/2010 dal titolo "Piano straordinario contro le mafie, nonchè delega al Governo in materia di normativa antimafia", ha apportato una importante novità sulla tessera degli addetti di cantiere.

Infatti l'art. 5 (identificazione degli addetti nei cantieri) precisa che la tessera di riconoscimento di cui all'art. 18, comma 1 lettera u), del D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008, deve contenere, oltre agli elementi ivi specificati, anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione.

Mentre per i lavoratori autonomi che accedono nel cantiere, la tessera di riconoscimento, di cui all'art. 21, comma 1, lettera c), del D.Lgs. n. 81/2008, deve contenere anche l'indicazione del committente.

Il provvedimento è entrato in vigore il giorno 7 settembre 2010.

giovedì 9 settembre 2010

VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Il quartiere di San Vito


Il quartiere che ingloba la chiesa di San Vito è oggi il quartiere della trasformazione urbana di espansione. Da Piazza XX Settembre, storico spazio di aggregazione, dal tessuto insediativo a piccola grana, si giunge in via Dei Peuceti (ex via per Putignano) dove le maglie del vigente piano regolatore hanno generato diverse lottizzazioni edilizie. L’edificato si dissolve nella campagna urbana a sud-est, superata la zona per le attrezzature sportive.

Di quella che un tempo doveva essere la “cittadella dello sport” ne è stato realizzato solo il campo da calcio e il palazzetto per le attività agonistiche della pallavolo e del basket. Fuori dalla zona dedicata ai servizi sportivi è sorta la piscina per l’attività natatoria, in gestione a privati che l’hanno realizzata in project financing, in un’area che doveva essere destinata a parco urbano.

Nella zona della piscina sorgerà, a breve, un nuovo complesso residenziale a ridosso dell’ex Casino Palmentullo, che una volta riqualificato, sarà destinato a centro di accoglienza per persone diversamente abili e bisognose.

Il quartiere, nell’ultimo decennio, è stato oggetto di una densificazione edilizia dopo il primo impianto, avvenuto negli anni ottanta, con la realizzazione della zona 167, a ridosso del liceo scientifico. Negli anni novanta, invece, si è avuta la realizzazione del complesso residenziale denominato “Colle delle Gioie” che rappresenta, ad oggi, il più consistente intervento di edilizia residenziale realizzato da un soggetto privato (22 edifici in linea).

La città consolidata si relaziona alla città di espansione tramite l’asse viario di via Federico II di Svevia (ex S.S. 100) attraverso i nodi di via Monte Sannace (chiesa di San Vito) e via Salvatore Rosa (attrezzature sportive “Padre Semeria”). Quest’ultimo nodo viario sarà oggetto d’interventi per la moderazione del traffico consistenti nella realizzazione di una rotatoria.

L’effetto urbano sarà assicurato quando saranno create quelle connessioni fisiche che permettano l’innalzamento della qualità della vita per gli abitanti e quando saranno favorite le relazioni con il resto della città.

Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 4, luglio-agosto 2010

martedì 7 settembre 2010

Rigenerazione urbana di Gioia del Colle: il ruolo delle comunità alla formazione del piano


E’ di grande attualità locale la questione dell’approvazione del documento preliminare al piano di rigenerazione urbana. Convalida avvenuta, in sede di consiglio comunale, con scarsa conoscenza preventiva da parte dei consiglieri stessi, dei politici in generale ma soprattutto dell’intera cittadinanza.

La rigenerazione urbana interesserà le aree urbane fra la ferrovia e la ex S.S. 100. Senz’altro è un ambito dove è possibile rintracciare contesti periferici e marginali, oltre a diverse aree dismesse, che abbisognano di una mirata riqualificazione e riconnessione. La legge regionale n. 21 del 29.7.2008, a cui il documento preliminare si riferisce, prevede essenzialmente che le scelte siano elaborate “con il coinvolgimento degli abitanti e dei soggetti pubblici e privati interessati”. Tutto questo non si concilia con l’approvazione del documento preliminare avvenuta in data 16.6. u.s., senza che via sia stato il coinvolgimento delle comunità. Per “riparare” l’amministrazione ha voluto incontrare i cittadini in data successiva, ovvero lo scorso 5 luglio, con un titolo significativo “Riqualificare Partecipando”. Forse sarebbe più opportuna considerarla una ratifica e non una partecipazione attiva, contravvenendo proprio a quanto enunciato all’art. 3 della medesima legge regionale che prevede che sia predisposto un documento preliminare “da mettere a punto con la partecipazione degli abitanti”. Questo non per mero percorso burocratico, ma per lo spirito che l’assessorato regionale all’urbanistica ha voluto adottare per garantire una reale ricaduta delle scelte operate sulle comunità amministrate. La nuova generazione dell’urbanistica, a tutti i livelli, prevede che studi, azioni e politiche siano improntate con il massimo coinvolgimento delle comunità locali.

Se manca quell’idea di comunità non si può pensare che il sapere tecnico e la volontà politica possano contrastare i ben noti fenomeni di disgregazione sociale, di polarizzazione, di impoverimento dei ceti medi, di crescita di un complesso intreccio di gruppi eterogenei e poco comunicanti tra loro. Una democrazia ha bisogno di una società civile vitale e pluralista, rappresentativa e radicata sul territorio, in grado di comunicare con il sistema partitocratico e di bilanciarne il potere.

In una definizione da manuale, la comunità può essere un insieme di soggetti legati da uno o più fattori di diversa natura che li portano a interagire tra loro più che con i membri di altre collettività.

Le comunità hanno dunque una specifica identità, da coinvolgere per garantire un reale senso di appartenenza, al fine della formazione di rapporti di solidarietà. La comunità va dunque intesa come “il contesto naturale di una democrazia di prossimità, fondata su una partecipazione più attiva e sulla costruzione di spazi pubblici locali” (L. Pesenti, 2003).

Nunzio Loporcaro

pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 4, luglio-agosto 2010

 

lunedì 6 settembre 2010

Piste ciclabili a Gioia del Colle: occasioni mancate. Preferiti interventi di infrastrutturazione pesante.



Il governo nazionale attraverso un fondo di 2 milioni di euro per il 2008 avviava un programma di valorizzazione e recupero delle strade ferrate dismesse, individuandone dodici, in tutto il territorio nazionale, tra cui la Gioia del Colle-Palagianello. Questa tratta, in esercizio dal 1868, lunga 28 chilometri, è stata dismessa nel 1997, a seguito di variante di tracciato della linea Bari-Taranto.

Uno studio di fattibilità dell’anno 2009, frutto di un protocollo d’intesa tra l’Acquedotto Pugliese e la Regione Puglia, per trasformare, in percorso ciclabile, la strada di servizio del canale principale dell’Acquedotto. Una ciclovia, da realizzare per stralci funzionali, dal territorio della Valle d’Itria a quello della Basilicata, con bretella di collegamento nel tratto Gioia del Colle-Bari.

Due percorsi dedicati alla circolazione non motorizzata, in grado di connettere le popolazioni con le risorse del territorio (naturali, agricole, paesaggistiche, storico-culturali) e con i “centri di vita” (città consolidata, borgate rurali). Veri e propri parchi lineari, greenways, che potrebbero rappresentare una risposta qualitativa alla domanda di “mobilità lenta” sistematica, cioè connessa alla necessità di soddisfare bisogni primari, quali gli spostamenti casa-lavoro, o non sistematica, cioè legata allo svago e al tempo libero. Le greenways, se connesse tra loro e tali da formare una rete d’itinerari, diffusi sul territorio, potrebbero favorire il miglioramento del rapporto esistente tra reti infrastrutturali, per il traffico motorizzato, e reti ecologiche, finalizzate alla conservazione delle biodiversità.

Gioia del Colle avrebbe dovuto sfruttare al meglio tali occasioni per realizzare una mobilità sostenibile. Invece preferisce favorire, attraverso i propri atti deliberativi, un’infrastrutturazione viaria pensante che, invece di riqualificare concretamente il fascio dei binari che divide la città, va a interessarsi di problematiche stradali extramurali al sistema insediativo esistente.

Un’occasione poteva essere entrare a far parte del protocollo d’intesa che consentirà di trasformare, con quasi ottocentomila euro di finanziamento regionale concesso, la tratta ferroviaria Palagianello-Mottola-Castellaneta, ora dismessa, in pista ciclo pedonale, poiché naturale prosecuzione della tratta Gioia del Colle-Palagianello.

Creare una mobilità sostenibile, attraverso una rete che congiunga il centro alla periferia e alla campagna, rappresenta una sfida di cui tutti dovremmo sentirci partecipi. Il biglietto da visita di una città attenta ai temi eco-ambientali è rappresentato anche da un concreto sviluppo di una serie di itinerari ciclabili.

Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 4, luglio-agosto 2010

venerdì 3 settembre 2010

Il Treno dei Due Mari: il 12 Settembre 2010 fa tappa a Bari (Fiera del Levante) e a Polignano a Mare


Il prossimo 12 settembre si torna tutti in carrozza per il TRENO DEI DUE MARI (TARANTO - BARI - POLIGNANO A MARE), terza tappa di “Viaggi nel tempo” frutto di un accordo tra Trenitalia, Regione Puglia e A.T.S.P. stessa.

A poco più di 30 km da Bari, in direzione sud est, sorge Polignano a Mare, cittadina di origine greca collocata su un altopiano roccioso a picco sul mare. Un tempo luoghi di traffici e scambi marittimi, oggi è meta privilegiata per turisti e per quanti vogliono apprezzare le sue bellezze paesaggistiche ed enogastronomiche. Di notevole interesse naturalistico sono le sue grotte marine e storicamente importanti sono il centro storico e i resti della dominazione romana. Tra questi ultimi il ponte della via Traiana, tuttora percorribile, che attraversa Lama Monachile. L’Associazione Treni Storici Puglia, organizzatrice unica di questo viaggio, vuole cogliere questi aspetti in un periodo dell’anno in cui l’estate al sud è nel suo svolgimento. I passeggeri, provenienti da Taranto e Bari, dopo aver assaporato l’antico viaggiare sui convogli di un tempo, saranno accolti alla stazione di Polignano a Mare da guide turistiche locali. A pranzo sarà possibile gustare i prodotti tipici del luogo in ristoranti che verranno indicati prossimamente. Nel pomeriggio invece, apertura straordinaria delle attività commerciali per quanti volessero fare shopping. Un’opportunità da non perdere, una domenica da vivere all’insegna della cultura e della storia.

Per coloro che volessero invece recarsi da Taranto alla Fiera del Levante di Bari sarà possibile utilizzare il treno storico sino a Bari Centrale dove troveranno i bus dell’AMTAB che fanno servizio navetta tra stazione e Fiera. Il costo è di soli 10 € a/r Il treno arriva a Bari Centrale alle ore 09,40 e riparte alle 19,20
Per qualsiasi informazione o per la prenotazione clicca qui

giovedì 2 settembre 2010

Tremonti: «La legge sulla sicurezza sul lavoro lusso che non ci possiamo permettere». Sarà vero?


Una dichiarazione che farà discutere. Soprattutto in un Paese che registra una media di 3 o 4 morti sul lavoro al giorno. «Dobbiamo rinunciare ad una quantità di regole inutili, siamo in un mondo dove tutto è vietato tranne quello che è concesso dallo Stato, dobbiamo cambiare». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo al «Berghem fest» sottolineando subito dopo che «robe come la 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro) sono un lusso che non possiamo permetterci. Sono l'Unione europea e l'Italia che si devono adeguare al mondo».

Il giorno successivo Emanuela Bravi, portavoce del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha precisato che ”Tremonti tra le regole eccessive si riferiva all’Europa, alla giurisdizione europea e alla sua estensione eccessiva rispetto all’obiettivo sulla sicurezza del lavoro, che resta invece essenziale”.

Sarà vero?

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