lunedì 8 novembre 2010

Giornata nazionale dell'albero: appuntamento per il 21 novembre


Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” che istituisce la “Giornata nazionale degli alberi” il 21 novembre. Con questa iniziativa di valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo si vuole perseguire “l’attuazione del protocollo di Kyoto e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e il miglioramento della qualità dell’aria”.

In questa Giornata il Ministero dell’Ambiente, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, potrà realizzare nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università e negli istituti di istruzione superiore iniziative per promuovere la conoscenza e il rispetto della natura per stimolare un comportamento quotidiano ecosostenibile, anche al fine della conservazione della biodiversità. Ogni anno la Giornata sarà intitolata a uno specifico tema. Inoltre, in collaborazione con le autorità comunali e regionali e il Corpo forestale dello Stato, le istituzioni scolastiche cureranno la messa a dimora in aree pubbliche di piantine di specie autoctone, preferibilmente di provenienza locale.

Il disegno di legge punta poi a rendere effettivo per i Comuni l’obbligo di piantare un albero per ogni nato modificando la normativa vigente e rendendola più cogente per i sindaci. In particolare si abbreviano i tempi per la messa a dimora dell’albero portandoli da 12 mesi a 90 giorni.

Entro un anno dall’entrata in vigore, ciascun Comune provvederà a censire e classificare gli alberi piantati nell’ambito del rispettivo territorio in aree urbane pubbliche. Due mesi prima della scadenza naturale del mandato il sindaco dovrà rendere noto il bilancio arboricolo del Comune.

Inoltre, il provvedimento vuole incentivare la destinazione ad aiuole delle aree adiacenti o comunque funzionali a pubblici esercizi introducendo l’esenzione dalla Tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Tosap).

Infine il decreto interviene sulla disciplina dei contratti di sponsorizzazione e degli accordi di collaborazione stipulati dalle amministrazioni pubbliche facendo rientrare tra le iniziative previste quelle finalizzate a favorire l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica dall’atmosfera attraverso la piantumazione di alberi nelle aree urbane.

“Con questo disegno di legge che istituisce la Giornata nazionale degli alberi – afferma il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo – vogliamo promuovere la cultura del verde a 360 gradi: non solo la piantumazione, importante per la qualità dell’aria delle nostre città, per la riduzione dell’inquinamento acustico e per il risparmio energetico, ma anche l’educazione dei più piccoli e non alla conoscenza e al rispetto della natura. La creazione di un ambiente sostenibile per le prossime generazioni è un dovere di tutti e provvedimenti come questo vanno proprio nella direzione di raggiungere questo importante traguardo”.

domenica 7 novembre 2010

VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Il quartiere di Santa Lucia: il salotto della città


Il quartiere che ingloba la chiesa di Santa Lucia è da sempre il “salotto della città”. Un sistema insediativo ottocentesco sviluppatosi in circa centocinquant’anni attraverso variegate trasformazioni edilizie. Negli ultimi decenni l’edificato consolidato è stato oggetto di interventi di completamento e anche di alcuni interventi di sostituzione edilizia che hanno cambiato le quinte di diversi assi viari. Sono in corso interventi di demolizione e ricostruzione in via Regina Elena e in via Giosuè Carducci. Prossimamente sarà oggetto di edificazione l’area della ex “arena Castellano”.

L’asse di via Roma, dove è eretta la chiesa di Santa Lucia, collega il centro cittadino con la stazione ferroviaria. La “via della stazione” negli anni ottanta divenne il luogo della socializzazione delle fasce giovanili: da qui la decisione di inibirne il traffico veicolare con l’installazione di alcune fioriere. Si è pensato, in seguito, di realizzare un organico intervento di riqualificazione di tale spazio aperto, attraverso un progetto urbano che comprendesse le piazze collegate ovvero piazza Kennedy (stazione), piazza Luca D’Andrano e piazza Umberto I. Allo stato attuale è completata la riqualificazione del tratto di via Roma compreso tra piazza Umberto I e via Armando Celiberti. Prossimamente seguirà il secondo stralcio funzionale dell’opera di riqualificazione che interesserà la piazza Luca D’Andrano e il tratto di via Flora che conduce a piazza Plebiscito, adiacente alla chiesa di San Francesco.

Altro punto focale del quartiere è piazza Plebiscito, dove dovrebbe avvenire un’imponente sostituzione edilizia e una riqualificazione dello spazio aperto. Infatti, l’attuale amministrazione intende perseguire l’abbattimento del palazzo “scatolare” comunale che ospita gli uffici dell’INPS per riproporre, in chiave moderna, l’ex mercato coperto che trovava collocazione proprio in quel sito, al fine di realizzare una struttura polifunzionale e dei parcheggi interrati.

Il quartiere ha una buona dotazione di spazi aperti destinati a verde. Piazza Pinto è stata recentemente riqualificata integralmente. La “piazza della Croce” tra via A. Celiberti e via G. Carducci è stata sistemata negli anni novanta. I giardini in piazza Paolo VI sono stati realizzati negli anni novanta in un’area residuale agli interventi edilizi. Recentemente è stata ricavata anche un’area dedicata allo scorazzare degli animali a quattro zampe, in via Papa Giovanni XXIII, nei pressi del complesso residenziale “villa Soria”.

Il rione presenta una buona distribuzione di attività commerciali. Per quanto riguarda la dotazione di parcheggi gli stalli garantiscono una sufficiente disponibilità seppur condizionata al fabbisogno dei residenti, che non hanno sufficienti aree a parcheggio pertinenziali alle proprie residenze. Sino alla fine degli anni novanta l’area di piazza Pinto era gravata dalla presenza del mercato settimanale, con evidenti ripercussioni sull’intera città.

Questo quartiere, parte rilevante della città, i cui lineamenti sono tipici della città italiana, nel passaggio dalla fase antica a quella contemporanea, rischia di essere modificato da una serie indiscriminata d’interventi edilizi di sostituzione. Stiamo già assistendo a un dilagare d’interventi che non rispettano il contesto nel quale vanno a inserirsi. E’ compito dell’amministrazione, oltre a riqualificare gli spazi aperti, stabilire delle regole per la sostituzione di brani di città al fine di non assistere a delle stonature edilizie che rimarranno indelebili nel tempo.




Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 5, settembre-ottobre 2010

venerdì 5 novembre 2010

Risparmio energetico e detrazioni 55%: aggiornata guida Agenzia delle Entrate


Aggiornata la Guida fiscale dell'Agenzia delle entrate sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico.

La guida descrive i vari tipi di intervento per i quali si ha diritto al beneficio e gli adempimenti necessari per ottenerlo.

Aggiornamento dovuto alle più recenti modifiche normative, che hanno riguardato soprattutto le procedure da seguire per usufruire correttamente delle agevolazioni.

In particolare:
  • per i lavori che proseguono oltre un periodo d'imposta, è stato introdotto l'obbligo di inviare telematicamente all'Agenzia delle Entrate una specifica comunicazione entro 90 giorni dal termine del periodo d'imposta nel quale i lavori hanno avuto inizio.
  • per i lavori che proseguono per più anni, il modello deve essere presentato entro 90 giorni dal termine di ciascun periodo d'imposta in cui sono state sostenute le spese oggetto della comunicazione
  • per gli interventi eseguiti dal 2009 è obbligatorio ripartire la detrazione in 5 rate annuali di pari importo (per il 2008 andava da un minimo di tre a un massimo di 10 anni, mentre solo per il 2007 c'era l'obbligo di ripartire la spesa in 3 rate annuali uguali)
  • è stata sostituita la tabella dei valori limite della trasmittanza termica (decreto del ministro dello Sviluppo economico del 6 gennaio 2010).
Dal 1° luglio 2010, infine, al momento del pagamento del bonifico effettuato dal contribuente che intende avvalersi della detrazione, banche e Poste italiane hanno l'obbligo di effettuare una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell'imposta sul reddito dovuta dall'impresa che effettua i lavori.
 

giovedì 4 novembre 2010

PUNTA PEROTTI: rinviata decisione su restituzione suoli


Si conoscera' la prossima settimana la decisione del gup di Bari Antonio Lovecchio sull'incidente di esecuzione proposto dall'Avvocatura dello Stato per conto della presidenza del Consiglio dei ministri per ottenere la revoca della confisca dei suoli della lottizzazione dell'ecomostro (poi demolito) di Punta Perotti e la loro restituzione alle societa' Sudfondi, Mabar e Iema.

La richiesta di restituzione nasce da una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) che ha ritenuto la confisca una sanzione arbitraria perche' gli imputati della lottizzazione abusiva sono stati assolti.

Fonte: ANSA.it

mercoledì 3 novembre 2010

La decrescita serena secondo Serge Latouche a Putignano (Bari) il 12 Novembre 2010

L’assessorato all’ambiente del comune di Putignano organizza per una pubblica conferenza nella quale interverrà Serge Latouche, il quale esporrà la sua teoria della decrescita serena.

L’incontro si svolgerà a Putignano (Ba), presso la sala Margherita in via Cappuccini venerdì 12 novembre a partire dalle 19:00.

Con la conferenza di SERGE LATOUCHE, si intende avviare un percorso di riflessione condivisa sulle tematiche ambientali con la popolazione di Putignano …e non solo, che permetta di immaginare insieme un futuro nel quale il territorio possa essere percepito e vissuto come un luogo capace di coniugare organicamente lavoro e gioia di vivere, tutela ambientale e ricchezza, diversità culturali e tradizione, come un bene comune.

E' chiesto al teorico della decrescita serena di relazionare sulla diffusa visione “sviluppista”, costruita sull´idea che la crescita economica possa essere infinita, oltre la “teologia del PIL”, descrivendo e proponendo alternative concrete e praticabili in grado di restituire futuro alla Terra e all´umanità.

«Dobbiamo aspirare ad un miglioramento della qualità della vita e non a una crescita illimitata del PIL. Bisogna reclamare la bellezza delle città e dei paesaggi, la purezza delle falde freatiche e l’accesso all’acqua potabile, la trasparenza dei fiumi e la salute degli oceani. Esigere un miglioramento dell’aria che respiriamo, del sapore degli alimenti che mangiamo… C’è ancora molta strada da fare per lottare contro l’invasione del rumore, per ampliare gli spazi verdi, per preservare la fauna e la flora selvatiche, per salvare il patrimonio naturale e culturale dell’umanità, senza parlare dei progressi da fare nella democrazia.»

martedì 2 novembre 2010

Rigenerare la periferia italiana: un incontro ad Ascoli Piceno per progettare la città a misura d'uomo


Il 4 Novembre 2010 alle ore 17:00, presso la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, in Piazza Roma, avrà luogo l’incontro RIGENERARE LA PERIFERIA ITALIANA. BIOFILIA, ARCHITETTURA E COMMERCIO LOCALE, organizzato da: Gruppo Salìngaros, CRIVEO, Confcommercio Ascoli Piceno, Camera di Commercio Ascoli Piceno, Libreria Rinascita con la partecipazione del Centro Servizi per il Volontariato. Parteciperanno i protagonisti dell’attuale dibattito sulle periferie italiane, membri direttivi del Gruppo Salìngaros, secondo il seguente programma:
  •  Gabriele Tagliaventi, docente all’Università di Ferrara e Presidente dell’AVOE, Come recuperare a centro commerciale naturale le aree produttive dismesse 
  • Ettore M. Mazzola, docente alla Notre Dame University, Ritorno al borgo vivo. Un esempio di redenzione della periferia
  • Pietro Pagliardini, studio Pagliardini, Rupi & Associati, La vita è classica. Architettura senza aggettivi
  • Stefano Serafini, direttore della ricerca della Società Internazionale di Biourbanistica
  • Neurofisiologia e reti urbane. Alcuni interessanti effetti dell’organizzazione dello spazio sulle persone
In videoconferenza dagli USA interverrà il prof. Nikos Salìngaros, urbanista di fama internazionale e docente presso la Texas University at San Antonio.
 
 
Per informazioni: Criveo tel. 3200827818, e-mail criveo@libero.it

venerdì 29 ottobre 2010

PUNTA PEROTTI: il progetto bis


Isolati quadrati, come quelli del quartiere murattiano, schierati davanti alla ferrovia, un lungomare «raddrizzato» per separare i palazzi da un parco costiero, puntellato da bassi edifici che si spingono fin dentro il mare. Potrebbe essere così la nuova Punta Perotti, se il giudice De Benedictis deciderà per la restituzione ai proprietari dei suoli confiscati, ma ingiustamente, come ha stabilito la Corte europea dei Diritti dell’uomo.

Michele Matarrese, patron della società Sudfondi che insieme alla Mabar e alla Iema era intestataria della lottizzazione, ha promesso a se stesso di non fare pubbliche dichiarazioni fino alla sentenza del gup. E deve costargli, il silenzio, in questi giorni, mentre si rincorrono congetture e ragionamenti sulla possibilità o meno di ricostruire quel che è stato demolito a colpi di dinamite. E mentre il sindaco Michele Emiliano rilancia offerte di accordo che lasciano freddo se non «irritato» l’imprenditore.

Riaprirebbero i cantieri, i Matarrese? Una fonte vicinissima agli imprenditori suggerisce che sì, lo farebbero, e che hanno pronti anche progetto e architetto. I costruttori sanno benissimo che mai potrebbero ricostruire Punta Perotti «com’era, dove’era», né con le stesse dimensioni. Ma quei suoli sono tuttora edificabili, con destinazione urbanistica «terziario residenziale». Si può ripartire allora dal progetto elaborato dall’architetto milanese Ottavio Di Blasi e che risale al 2005, all’epoca in cui la battaglia giudiziaria era nel vivo e fu tentata la strada di una transazione. Sembra addirittura che il progetto - esposto in una mostra organizzata dal Politecnico di Milano e da Confindustria nella sala Murat - fosse piaciuto a Emiliano. A Michele Matarrese quell’idea piace ancora.

Di Blasi, pur essendo milanese, conosce Bari. Ci arrivò la prima volta insieme a Renzo Piano per costruire lo Stadio San Nicola, poi ha costruito tre chiese (tra cui quella del Salvatore a Loseto) ed un edificio residenziale in via Redi. E naturalmente conosce bene, per la collaborazione con Piano, il problema Punta Perotti. Il suo progetto si candida ad essere il fulcro di un parco urbano di 300mila metriquadri che inizia a piazza Gramsci e termina alla lama San Giorgio. I palazzi arretrano rispetto al mare, e si allineano sulla ideale prosecuzione di via Dalmazia. Dunque, il contrario di Punta Perotti. «Il nostro studio preliminare - spiega Di Blasi - è tutto speso in un ottica di “ricupero ambientale” e quindi non abbiamo tenuto conto dell’ipotesi di realizzare, assieme al porto turistico, un ulteriore pesante aumento di volumetrie in un’area che ha già degli ingenti indici di fabbricabilità. Ma occorre che l’area ritrovi una sua vocazione urbana e che diventi un pezzo “vivo” della città».

La proposta allora consiste nel dislocare ai margini del parco attività pubbliche ma con volumi di basso impatto: laboratori di creatività, scuole di teatro, di danza e di cinema, altre attività per il tempo libero, e tra queste due presenze più forti: la nuova sede della Pinacoteca provinciale «Giaquinto» e la nuova sede dell’Acquario che poi sarebbe l’unica costruzione sul mare, posta al termine di un molo attrezzato.

«Il minimo di volumi ad uso privato ed il massimo di contaminazione con le funzioni pubbliche»: solo a questa condizione, secondo Di Blasi, la marina può essere una risorsa. Alle spalle di queste attività, le residenze e il terziario, trasferendo e addensando le volumetrie previste sulla costa. «Teoricamente - nota l’architetto - la volumetria prevista dal Piano regolatore potrebbe essere ottenuta in isolati con un’altezza media di solo 8/9 piani», a fronte dei 13 piani fuori terra dei palazzi demoliti.

fonte: la Gazzetta del Mezzogiorno, articolo di Nicola Signorile

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