Sull’onda lunga dell’ultimo, grande progetto d’investimento sulle fonti rinnovabili in Puglia, non si affievolisce la polemica sugli effetti «indesiderati» che la scommessa pugliese sull’energia verde sta destando. Da Zamparini a Brindisi e fino a Be4Energy per Taranto, pare che vada di gran moda il campo fotovoltaico di scala industriale mentre le linee guida emanate dalla Regione Puglia lo scorso 30 dicembre sono state redatte per assecondare uno sviluppo «morbido» delle rinnovabili: riconversione dei tetti dei capannoni industriali, autoconsumo e uso dei lastrici solari condominiali, filiera corta per l’approvvigionamento dei combustibili biologici delle centrali a biomassa.