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sabato 4 dicembre 2010

Connessione stradale "Città di Matera-Comune di Gioia del Colle": approvato ordine del giorno interconsiliare


I Consigli comunali della Città di Matera, del Comune di Gioia del Colle e di quello di Santeramo in Colle, unitamente a quelli provinciali di Bari e Matera, hanno approvato un ordine del giorno per la realizzazione del raccordo autostradale Matera-Gioia del Colle, sul percorso della strada provinciale che collega il comune lucano con quello pugliese.

Alla seduta congiunta, che si è svolta nella città dei Sassi, presso l’auditorium “Gervasio”, sono intervenuti, oltre ai Sindaci, i Presidenti delle Province e delle varie assemblee, anche rappresentanti del Consiglio regionale di Basilicata, parlamentari lucani e il presidente vicario di Confindustria Basilicata, Pasquale Lorusso, che, anche a nome dei colleghi pugliesi, ha espresso apprezzamento per l’oggetto dell’incontro.

mercoledì 17 novembre 2010

Connessione Gioia del Colle-Matera: essenziale allo sviluppo del territorio appulo-lucano

Gioia del Colle


Matera

Il 3 dicembre Comuni e Province insieme, sperando nella presenza anche dei vertici regionali di Puglia e Basilicata, per rilanciare la Matera-Gioia del Colle, un progetto ed un'infrastruttura essenziale per il territorio appulo-lucano e per i collegamenti con la rete autostradale. 

Alcuni incontri tra i rappresentanti dei Comuni di Matera, Gioia del Colle e Santeramo e tra le due province, l'ultimo martedì mattina a Matera, hanno segnato il percorso che mira a raggiungere un obiettivo essenziale per il territorio: «E' stato creato un tavolo comune nel quale predisporre un tavolo a cui si cercherà di dar forza con una richiesta unica il 3 dicembre» ha spiegato Brunella Massenzio presidente del Consiglio comunale di Matera che ha coordinato gli incontri e si è fatta promotrice insieme agli altri soggetti coinvolti dell'iniziativa. 

Trovare le risorse economiche ed avviare le procedure e i presupposti per quest'iniziativa è l'obiettivo dichiarato: «serviranno circa 25 milioni di euro, una cifra che con la dovuta attenzione sarebbe stata già disponibile. L'infrastruttura è comunque essenziale e il risultato da ottenere non impossibile ed è per questo che siamo tutti impegnati» ha concluso il sindaco di Matera, Salvatore Adduce.

sabato 3 luglio 2010

VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Oltre il passaggio a livello: a contatto con l’archeologia industriale

Oltre il passaggio a livello della linea ferroviaria Bari-Taranto, a ridosso di via Paolo Cassano e della trasversale via Lagomagno, si è sviluppato un quartiere residenziale scollato dal resto della città. La barriera fisica, costituita dal passaggio a livello di via Dante, ha determinato un suburbio, appendice della città consolidata, dove è difficile rintracciare l’effetto urbano. A distanza di poco più di un ventennio dalla sua costituzione la zona, detta comunemente di “via per Santeramo”, è priva di quelle attrezzature urbane che connotano un quartiere residenziale. Non è prevalsa negli anni la logica del quartiere satellite indipendente quanto la mera aggregazione di edifici. Con il passare degli anni la zona sembra impoverirsi di quei servizi essenziali. Basterebbe ricordare il campo di calcio, che ora è stato inglobato in una struttura alberghiera, oppure il supermercato Upim, che per anni aveva assunto il ruolo di attrattore della zona.

Il quartiere avrebbe dovuto rappresentare il punto di riferimento della città considerando la presenza di diversi monumenti dell’archeologia industriale quali la distilleria “Paolo Cassano”, il mulino “Enrico Pagano e figlio Luigi” e il pastificio “Alfredo Pagano”. Riqualificando i locali della distilleria nei pressi di via Lagomagno, per l’insediamento di un centro a servizio dei sistemi produttivi locali, e i locali nei pressi del casello autostradale, da destinare a museo del vino, si doveva dare forma a quell’idea di una riconversione, in chiave moderna, di questi complessi industriali caduti in disuso, a beneficio degli abitanti nella zona. Allo stato attuale non si è registrato alcun miglioramento della qualità della vita e si evidenzia una stagnazione del relativo mercato immobiliare. Infatti, la vertenza in corso per la chiusura dei passaggi a livello ha determinato un’evidente incognita sullo sviluppo futuro del quartiere. L’attività edilizia della zona potrebbe far pensare, invece, che la problematica dell’attraversamento ferroviario sia secondaria ma certamente non è rapportabile a quanto doveva realizzarsi nelle previsioni di un piano regolatore che destinava tale zona anche ad attività direzionali e commerciali, considerata la presenza di infrastrutture viarie tra cui la rete ferroviaria e autostradale. Oggi di direzionale e commerciale non si ha più traccia. Gli uffici pubblici sono solamente quelli provinciali del centro impiego (ex collocamento) e quelli della comunità montana (in fase di liquidazione). Non vi è mai stato un ufficio postale, un asilo, un’area mercatale, un decentramento comunale, una fermata degli autobus. Vi sono tanti locali terranei dalle serrande chiuse, forse mai usati, a indicare un destino ormai deciso.

La marginalizzazione del quartiere è così marcata che l’amministrazione comunale, con delibera di giunta n. 70 del 26.3.2002, ha pensato di promuovere un’apposita società di trasformazione urbana per la sistemazione delle aree di pertinenza dell’ex distilleria che parte dell’uliveto adiacente e termina con la linea ferroviaria Rocchetta S. Antonio-Santeramo e la strada Paolo Cassano. Tale società pubblico-privata, a oggi non è ancora stata costituita poiché fermi allo studio di fattibilità.

Oggi più che mai è importante ripensare la città in termini eco-sostenibili, puntando sullo spazio pubblico anche in modo da dare qualità a quel tessuto urbano che è stato oggetto di un’edilizia spesso selvaggia, trasformando gli spazi introducendo parchi urbani e luoghi dedicati alla condivisione e alla socialità.

Nunzio Loporcaro

pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 3, maggio-giugno 2010

mercoledì 10 febbraio 2010

Pubblicati i risultati del concorso fotografico "ALMA MURGIANA"


Si è concluso l’esame delle immagini inviate al I° Concorso Fotografico “ALMA MURGIANA” bandito dal Parco Nazionale dell'Alta Murgia nel novembre scorso.
La giuria valutatrice era composta dai fotografi professionisti Pasquale Susca e Loredana Moretti e dal Direttore f.f. dell'Ente Fabio Modesti.

Le foto saranno inserite in un DVD di prossima realizzazione mentre i premi saranno consegnati durante una manifestazione pubblica.

Di seguito l’elenco dei vincitori.
  • CATEGORIA PAESAGGI DEL PARCO

1.Luciana Lore’ con “Paesaggio murgiano”

Vince un fine settimana in azienda agrituristica nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia per n. 4 persone
2.Alessia Emilia Tragni con “L'Angolo della Pace”
3.Michele Cicirelli con “Il Doppio Volto Della Murgia”
Menzione speciale a Maria D’Alonzo con “Paesaggi del Parco”
  • CATEGORIA SCULTURE NATURALI DEL PARCO
1.Biagio Stragapede con “Ferula Communis: esplosione di vita”

Vince un corso di equitazione (n.10 lezioni) presso un’azienda specializzata nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
2.Raffaele Difonzo con “La scultorea pigna e' morta - ma già nuova vita e'...”
3.Michele Manicone con “Sculture naturali del Parco”
Menzione speciale a Filippo Leone con “Un americano a Parigi”

per visualizzare tutte le foto cliccare qui





 

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