Nell'attuale momento di crisi del settore immobiliare, apportare valore ad ogni “promozione immobiliare” con l'approccio dell'home staging, facendo di ciascun asset un prodotto appetibile, può "fare la differenza" a qualsiasi livello sia che si tratti di vendere un singolo appartamento che di commercializzare una grande operazione di sviluppo immobiliare.
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domenica 30 settembre 2012
MERCATO IMMOBILIARE / L'home staging per vendere o affittare una casa
Nell'attuale momento di crisi del settore immobiliare, apportare valore ad ogni “promozione immobiliare” con l'approccio dell'home staging, facendo di ciascun asset un prodotto appetibile, può "fare la differenza" a qualsiasi livello sia che si tratti di vendere un singolo appartamento che di commercializzare una grande operazione di sviluppo immobiliare.
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venerdì 3 febbraio 2012
Serge Latouche in Puglia dal 6 al 10 febbraio 2012
Dal 6 al 10 febbraio 2012 Serge Latouche - professore emerito di Scienze Economiche all’Università di Paris-Sud (Orsay), studioso molto noto nell’ambito dell’antropologia economica, tra gli animatori de “La revue de Mauss”, specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell'epistemologia delle scienze sociali nonché teorico e “profeta” della Decrescita – sarà ospite in Puglia dove terrà conferenze pubbliche e incontri.
Il breve tour partirà da Bari lunedì 6 febbraio alle ore 18.30 con la presentazione presso la libreria Feltrinelli (via Melo, 110) dell’ultimo saggio di Latouche, edito dalla Bollati-Boringhieri, dal titolo “Per un’abbondanza frugale, Malintesi e controversie sulla decrescita”.
Martedì 7 febbraio a partire dalle ore 10.30, sempre a Bari presso l’Auditorium dell’Istituto “Marco Polo” (Viale Giuseppe Bartolo, 4/6 Rione Poggiofranco), incontro-lezione dal titolo:”La via della decrescita, Inventare un nuovo modo di rapportarci al mondo, alla natura, alle cose e alle persone”.
L’iniziativa, aperta a studenti e cittadini, è organizzata dall’associazione culturale Teatro Origine e dall’associazione Anche Noi/Movimento di Cittadinanza Attiva, in collaborazione con la Presidenza dell’Istituto tecnico commerciale e linguistico statale “Marco Polo”.
Mercoledì 8 febbraio ore 19, l’Amministrazione civica di Locorotondo in collaborazione con la libreria L’Approdo, propone presso l’Auditorium Comunale (via Vittorino da Feltre 1, zona C.so XX Settembre) una conferenza del prof. Latouche dal titolo “I luoghi della decrescita”, incentrata sul bisogno di reinventare una nuova cultura e una nuova politica locale, rilocalizzando le attività utili, ovvero riterritorializzando l’economia e in sostanza elaborando un progetto collettivo profondamente radicato nel luogo di vita comune.
Giovedì 9 febbraio Serge Latouche raggiungerà la penisola salentina e sarà a Lecce per un incontro con docenti e studenti presso l'Università (aula SP2 Sperimentale Tabacchi) previsto alle ore 10.30 dal titolo "Controsensi e controversie sulla decrescita, Oltre il mito dello sviluppo ed il fallimento dell'economia dei consumi". Introduce Carlo Mileti, presidente Coop. Soc. Commercio Equo e Solidale, conduce il prof. Stefano Cristante, Preside Corso di Laurea Sociologia della comunicazione
Venerdì 10 febbraio alle ore 18.00 presso la sala conferenze del Castello De Monti di Corigliano d'Otranto, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, presentazione del nuovo saggio "Per un'abbondanza frugale" e confronto sulle politiche di decrescita per le piccole realtà locali.
Scrive Latouche: «Siamo imbarcati su un bolide senza pilota, senza marcia indietro e senza freni, che sta andando a fracassarsi contro i limiti del pianeta.» Che fare, allora? «Dobbiamo aspirare ad un miglioramento della qualità della vita e non a una crescita illimitata del PIL. Bisogna reclamare la bellezza delle città e dei paesaggi, la purezza delle falde freatiche e l'accesso all'acqua potabile, la trasparenza dei fiumi e la salute degli oceani. Esigere un miglioramento dell'aria che respiriamo, del sapore degli alimenti che mangiamo… C'è ancora molta strada da fare per lottare contro l'invasione del rumore, per ampliare gli spazi verdi, per preservare la fauna e la flora selvatiche, per salvare il patrimonio naturale e culturale dell'umanità, senza parlare dei progressi da fare nella democrazia…»
L’invito è pressante e lo studioso bretone lo rivolge con misurata passionalità nelle conferenze che tiene da anni in giro per il mondo: «Ci dicono che con la decrescita scenderà su di noi la tristezza di un’infinita quaresima. Non è vero niente. Invertire la corsa ai consumi è la cosa più allegra che ci sia!» Latouche definisce la decrescita come una “utopia concreta” attraverso cui costruire un futuro ideale ma comunque possibile e come «una scommessa sulla maturità dei nostri contemporanei, sulla loro capacità di scoprire che c’è un altro mondo dentro quello che viviamo: è una scommessa arrischiata ma necessaria, e che vale la pena di essere accettata.» Una figura intellettuale di grande rilievo, dunque, che ha pubblicato in Italia un cospicuo numero di saggi, tutti da leggere e studiare, tra i quali: La scommessa della decrescita; Come sopravvivere allo sviluppo; Breve trattato sulla decrescita serena; L’invenzione dell’economia; Come si esce dalla società dei consumi e Per un’abbondanza frugale.
Per contatti e info:
incontri Bari 333.1666640
incontro Locorotondo 333.4231444
incontri Lecce e Corigliano d'Otranto (Le) 330.976464
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mercoledì 12 ottobre 2011
Edison Energia cede centrali termoelettriche all'Ilva di Taranto
L'accordo fra Edison e il gruppo Riva risale allo scorso mese di giugno quando da Foro Buonaparte comunicarono di aver sottoscritto un'intesa per la cessione delle centrali termoelettriche di Taranto. L'operazione e' avvenuta tramite la cessione di una newco costituita appositamente in cui sono stati conferiti i rami d'azienda delle due centrali.
Gli impianti, situati all’interno del sito industriale dell’ILVA a Taranto, sono alimentati a gas naturale e siderurgico ed hanno una potenza complessiva di 1.065 MW. CET 2 è un impianto asservito da 480 MW che fornisce elettricità all’acciaieria di Taranto mentre CET 3, con una potenza di 585 MW, fornisce vapore all’acciaieria e produce elettricità che viene venduta al GSE (regime CIP6/92).
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venerdì 9 settembre 2011
La piastra logistica nel porto di Taranto: a che punto siamo?
Il progetto per la realizzazione della piastra logistica di Taranto compie un importante passo avanti. E' stato sottoscritto infatti tra l’Autorità Portuale di Taranto e la Taranto Logistica un atto aggiuntivo al contratto di concessione che mette nero su bianco i prossimi passi da fare per la realizzazione della struttura.
lunedì 5 settembre 2011
NORMATIVA / Legge Regione Puglia n. 21/2011 - Modifiche e integrazioni al "Piano Casa"
E' stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 121 del 02/08/2011 la LEGGE REGIONALE 1 agosto 2011, n. 21 - “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14, nonché disposizioni regionali in attuazione del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106” a modifica del vecchio Piano Casa (legge regionale n.14 del 2009) e in recepimento delle norme urbanistiche contenute nel recente Decreto Sviluppo (legge n. 106 del 12 luglio 2011) varato dal governo nazionale.
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lunedì 30 agosto 2010
Associazione pmi edili: demolire tutte le periferie degradate
Demolire tutte le periferie italiane degradate e fare subito una legge urbanistica che dia impulso al settore. E' la proposta-provocazione avanzata dal presidente dell'Aniem, l'associazione nazionale delle pmi edili aderente alla Confapi (http://www.aniem.it/), Dino Piacentini, che raccoglie e 'rinforza' l'idea lanciata dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, cioè quella di demolire e ricostruire il quartiere periferico di Tor Bella Monaca, idea supportata anche dal sindaco di Milano Letizia Moratti. Secondo Piacentini gli interventi di demolizione delle periferie italiane degradate possono rappresentare una opportunità di rilancio per il paese. "Rifare le città d'Italia togliendo le brutture - spiega - ha una importante funzione sociale ed economica". E aggiunge: "Gli interventi di ricostruzione darebbero un forte impulso all'economia e sarebbero un toccasana per il settore edilizio, un sollievo dalla crisi". L'Aniem chiede quindi una nuova normativa, che consenta agli amministratori locali di decidere in base alle esigenze delle singole realtà, ma con determinate condizioni: risparmio energetico, moderne tecnologie e sviluppo verticale, così da liberare il più possibile le aree sociali e non consumare ulteriore territorio. L'associazione lancia quindi un appello agli architetti, chiedendo progetti innovativi, che darebbero ulteriore respiro al settore. Sono infatti di pochi giorni fa i dati sempre più allarmanti della crisi. L'attività edilizia è sprofondata a -18,1% rispetto ai livelli pre-crisi e ora, accanto alla stretta del credito, è allarme per l'allungamento fino a 90 giorni dei ritardi dei pagamenti. "Si tratterebbe di una scommessa molto importante - conclude Piacentini - ma che vale la pena di giocare. Le periferie italiane pullulano di veri e propri ecomostri, edifici invivibili e a volte pericolosi. Rivoluzioniamo l'urbanistica per dare una nuova immagine alle periferie italiane, consentire un recupero sociale e dare il via a un rilancio economico".
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mercoledì 19 maggio 2010
CARO CASA: MEDIAMENTE IL 32,9% DEL REDDITO DELLE FAMIGLIE SERVE PER PAGARE L’AFFITTO
Il 32,9% del reddito mensile delle famiglie è impegnato per pagare l’affitto della casa con un esborso di 691,50 euro mensili.
L’incidenza sul budget varia a seconda del reddito che si percepisce e può arrivare fino al 40,3% ,se si considera una famiglia monoreddito.
Tale percentuale scende al 36,8% se entrambi i coniugi sono lavoratori in cassa integrazione; al 31,8% se è solo uno dei coniugi a percepire l’assegno di cassa integrazione; al 26,2% se entrambi i coniugi lavorano.
E’ quanto emerge dal 5° Rapporto UIL “FAMIGLIA, REDDITO, CASA”, che ha analizzato i costi degli affitti riferiti al II semestre 2009 prendendo a campione le città capoluogo di Regione.
Il rapporto, spiega Guglielmo Loy, analizza l’incidenza dell’affitto sul reddito di 4 tipologie di famiglie :
1. Famiglia composta da 2 lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito lordo annuo pari a 36.000 Euro + 2 figli minori a carico;
2. Famiglia composta da 1 lavoratore dipendente che percepisce un reddito lordo annuo paro a 18.000 Euro + 1 cassintegrato che percepisce mensilmente 886,31 Euro + 2 figli minori a carico;
3. Famiglia composta da 2 lavoratori cassintegrati che percepiscono ciascuno mensilmente 886,31 Euro + 2 figli minori a carico;
4. Famiglia composta da 1 lavoratore dipendente che percepisce annualmente 18.000 Euro lordi + 1 moglie e 2 figli minori a carico.
Ovviamente l’incidenza del costo dell’affitto sul budget familiare varia da Città a Città: in particolare, nelle aree metropolitane come Roma, Milano e Venezia, può occorrere più della metà del reddito disponibile.
Il “caro casa”, quindi, incide pesantemente sulle tasche di lavoratori e pensionati i quali hanno visto perdere, negli ultimi anni, il loro potere di acquisto.
Ma quanto sia socialmente grave la questione abitativa si evince anche da altri elementi. A causa della forte crisi occupazionale, molte famiglie sono al collasso, come dimostrano i dati sugli sfratti causati, in larga percentuale, dalla morosità.
Infatti nell’ultimo anno sono stati emessi, in tutto il Paese, 61.484 provvedimenti di sfratto, con un aumento del 15,4% rispetto all’anno precedente, di cui 52.033 per morosità (l’83,9% del totale).
In particolare a Roma, nel 2009, gli sfratti hanno riguardato quasi 9 mila famiglie di cui il 72,8% per morosità; a Firenze 2,9 Mila famiglie di cui l’80,2% per morosità; a Napoli oltre 2,7 Mila famiglie di cui il 70,7% per morosità; a Milano 2,6 Mila famiglie di cui l’87,5% per morosità.
Le difficoltà sono notevoli anche per chi vorrebbe acquistare una casa considerato che, analizzando un campione composto dalle città capoluogo di Provincia, per un appartamento di 70 mq. occorrono, prendendo a riferimento la media dei valori immobiliari delle zone centrali, semi centrali e periferiche, dai 62 Mila euro di Caltanissetta ai 419 mila euro di Roma.
Occorre, conclude Loy, rilanciare una vera politica per la casa a partire dagli interventi di “social housing”, prevedendo finanziamenti, anche con un “allentamento” dei parametri del Patto di stabilità per gli Enti Locali, finalizzati al sostegno agli affitti a partire dalle famiglie in difficoltà.
Per l’anno 2010 il Fondo sostegno affitti ha registrato un aumento delle risorse disponibili, passando da 181 Milioni per il 2009 ai 377 milioni per il 2010; tuttavia, dal 2006 al 2009 lo stesso Fondo ha registrato una diminuzione pari al 43% comportando serie difficoltà alle Regioni nell’ attuazione di politiche abitative in linea alle esigenze reali dei cittadini.
Occorre, quindi, rilanciare gli interventi, anche premiali, di tipo fiscale, quali l’aliquota secca al 20% sugli affitti e la possibilità per gli inquilini di detrarre, dalla dichiarazione dei redditi, una parte del canone di affitto.
Questi interventi potrebbero rappresentare una prima risposta al problema del “caro casa”.
sabato 23 gennaio 2010
Casa, la crisi congela il mercato immobiliare
La crisi? Abbatte anche il mattone. Se, infatti, rimangono sostanzialmente stabili i prezzi della case in città, crollano le compravendite, scese del 15% solo nell’ultimo anno e del 34% dal 2007. La crisi economica mondiale si riflette anche nella difficoltà di accesso al credito per i risparmiatori, che non ottenendo i mutui come una volta, non comprano più appartamenti. I numeri parlano chiaro: non si registrano solo 570 transazioni in meno nell’ultimo trimestre del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, ma si allungano anche i tempi medi di vendita, che superano addirittura i sei mesi. È quanto emerge dalla «Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano» sul secondo trimestre 2009 realizzata dalla Borsa immobiliare, agenzia speciale della Camera di commercio, in collaborazione con gli agenti rilevatori di Fimaa.
Comprare casa in città costa in media 3.646 euro al metro quadro, con una forbice che varia da una quotazione media di 7.107 euro al mq per il centro (+0,9% rispetto al primo semestre 2009), ai 2.529 euro al metro della periferia (-0,2%). Al primo posto in classifica rimane il Quadrilatero della Moda con 8.750 euro al metro quadrato in via della Spiga e Montenapoleone, seguito da corso Vittorio Emanuele - piazza San Babila con 7.700 euro al metro quadro (+2%). Seguono, con 5.056 euro al metro quadrato, i quartieri compresi nella Cerchia dei Bastioni e quelli nella cerchia della Circonvallazione con un prezzo medio di 3.479 euro al metro. In leggera diminuzione il costo del mattone in periferia, che registra un -0,2% attestandosi su un prezzo medio di 2529 euro al metro quadrato. I migliori affari si fanno in un’area di nuove edificazione, ovvero Santa Giulia-Montecity-Rogoredo, dove comprare casa costa solo 1.800 euro al metro quadrato. Stesso prezzo per la zona Salomone-Bonfadini.
Il quadro generale tracciato dalla Borsa Immobiliare parla di «un mercato che sembra in attesa della ripresa e che per chi compra - spiega il presidente Antonio Pastore -, oltre alle difficoltà di accesso al credito e agli oneri legati ai mutui, diventano importanti per la valutazione dell’immobile da acquistare elementi come la ecosostenibilità dei materiali e il risparmio energetico». Buone notizie potrebbero arrivare nei prossimi anni con l’adozione del piano di governo del territorio: «Il mercato dei diritti sulle aree creato dal sistema delle perequazioni - spiega Marco Dettori, consigliere di Assoimpredil Ance - potrà permettere di acquistare le aree a prezzi più bassi. Ciò potrebbe portare non tanto a un calo dei prezzi degli immobili, quanto a un miglioramento qualitativo dei nuovi stabili, senza aumenti dei costi».
Scende notevolmente il mercato degli affitti a Milano: si parla addirittura di un -7,5% in un anno e di un -0,9% rispetto al primo semestre del 2009. Ecco allora che prendere un appartamento in locazione in città costa in media 830 euro al mese. Chi sta cercando un monolocale in affitto si prepari a spendere in media 620 euro al mese, che possono variare dagli 875 euro al mese per un appartamentino di circa 30 metri quadrati in centro ai 400 della periferia. Per un bilocale si dovrà preventivare una spesa media di 825 euro al mese e di 730 per un trilocale di 70 metri quadrati. Chi fosse in cerca di un quadrilocale in affitto invece si prepari a spendere mediamente 1.025 euro al mese.
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