giovedì 28 ottobre 2010

PUNTA PEROTTI: mai più i palazzi torneranno com'erano


I palazzi di Punta Perotti, com’erano e dov’erano prima che saltassero in aria con la dinamite, non risorgeranno mai. Questa è l’unica cosa altamente probabile in una vicenda che gronda di colpi di scena.

Il prossimo 4 novembre il giudice Giuseppe De Benedictis dovrebbe decidere se revocare la confisca dei suoli, così come ha chiesto Berlusconi nella speranza che ciò basti a soddisfare la Corte di Strasburgo che ha giudicato «arbitraria» quella confisca, applicata nei confronti dei proprietari, autori innocenti di un reato (la lottizzazione abusiva) pur commesso ma rimasto senza colpevoli.

La procura si è sorprendentemente accodata alla richiesta, il Comune invece vi si è opposto, non avendo mai reclamato la confisca, anzi avendo «subìto» l’ingresso di quei terreni nel proprio patrimonio.

E i proprietari? Michele Matarrese (Sudfondi srl), avendo incassato la clamorosa sentenza del tribunale europeo, si mostra poco interessato alle decisioni della magistratura italiana, e aspetta la quantificazione del risarcimento per l’ingiustizia patita che sarà determinato a Strasburgo. Risarcimento per la confisca, non per l’abbattimento dei palazzi eseguito con una legge dello Stato (era in carica il governo Berlusconi).

In attesa delle risposte dei giudici (di Bari, di Roma e di Strasburgo) si fanno ipotesi e si elaborano scenari, più o meno azzardati. Cerchiamo però di stare con i piedi per terra. Come abbiamo anticipato ieri su queste pagine, Punta Perotti non risorgerà mai, almeno secondo il progetto che fu elaborato dagli architetti Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano e poi trasformatosi nel tempo, fino al «giallo» del coinvolgimento concreto di Renzo Piano (l’architetto genovese ha smentito - a suo tempo - i suoi clienti, cioè i Matarrese).

Contro la fantasiosa ipotesi della ricostruzione com’era, dov’era (si è fatto per il Petruzzelli, perché scandalizzarsi a pensarlo per Punta Perotti?) si stagliano innanzitutto i motivi che condussero alla legittima demolizione. In più, qualche recente norma che ha dato voce giuridica alla consapevolezza dell’assetto del territorio e della trasformazione sostenibile del paesaggio maturata negli anni. Ci riferiamo, in primo luogo, al Codice dei Beni culturali e del paesaggio e al Putt/p, cioè il Piano urbanistico territoriale tematico del paesaggio, al quale si è finalmente adeguato il piano regolatore generale di Bari (la variante è stata adottata dal Consiglio comunale lo scorso 9 luglio).

Già questo sarebbe sufficiente a sfoltire di molto la capacità reale di esprimere quei volumi teoricamente «promessi» oltre trent’anni fa dallo stesso piano regolatore. Ma c’è di più: nonostante gli ostacoli oggettivi o la soggettiva volontà di rallentare il passo, continuano a maturare da un lato il Piano paesaggistico regionale, dall’altro il Documento programmatico preliminare (anche questo già approvato dalla giunta comunale) al nuovo, futuro piano urbanistico generale.

Infine, a una riedizione di Punta Perotti si frappone il Piano Strategico Ba2015, che dà indicazioni anche sul futuro della costa sud. Un piano strategico correttamente inteso è uno strumento di costruzione dello sviluppo economico e sociale dell territorio metropolitano. Non un catalogo di progetti o di «sogni nel cassetto». Per questo non diamo molto peso a quell’insieme di «progetti» che pure è stato inserito nel Piano strategico. Per esempio, la Galleria di arte contemporanea, collocata proprio al centro dell’area di Punta Perotti.

Ora se i suoli dovessero essere restituiti ai proprietari, che ne sarebbe del Piano Strategico Ba2015? In teoria, i privati sarebbero chiamati a condividere quelle scelte e a partecipare alla realizzazione. Ammesso che vogliano vedervi una opportunità di sviluppo e condividere la visione prodotta dell’area metropolitana.

Ma è proprio questa sospensione ipotetica che dimostra la fragilità del piano strategico in termini di governance. Una fragilità peraltro già dimostrata da un paio di episodi recenti: il flop del museo archeologico a Santa Scolastica (con perdita dei finanziamenti dell’Area Vasta) e le polemiche sorte intorno all’ipotesi di porto turistico a piazza Diaz. L’uno e l’altro, come tutto il Piano strategico, frutto di forum, incontri, discussioni: quel che si dice «programmazione partecipata».

Ma si abusa talvolta di formule che suonano bene, le si usa spesso come un marchio di qualità, salvo poi non controllare le caratteristiche chimico-fisiche del contenuto. In un libro apparso ultimamente in Francia col titolo: L’urbanisme c’est notre affaire! (L’Atalante ed., pp. 174, euro 10), il sociologo Thierry Paquot nota: «L’urbanistica partecipata non è uno specchietto per le allodole, ma è una difficoltà. Bisogna saperlo. Si avvia faticosamente (perché esige molto tempo), senza la certezza che si mantenga e si sviluppi, destabilizza le procedure abituali (...) e spinge a riconsiderare la democrazia parlamentare, che allontana i rappresentanti dai rappresentati e conforta una “classe politica” che si crogiola nella vacuità e nella retorica».


fonte: la Gazzetta del Mezzogiorno, articolo di Nicola Signorile

mercoledì 27 ottobre 2010

Edilizia sostenibile / Approvato il regolamento comunale per la città di Mottola (Ta)


In arrivo la casa del futuro.
Il consiglio comunale accoglie le numerose richieste dell’imprenditoria ed approva il regolamento per l’edilizia sostenibile.
Mottola è, infatti, tra i primi Comuni dell’area ionica ad attrezzarsi in tal senso.
Il regolamento concede la possibilità ai costruttori di progettare la cosiddetta casa del futuro, ovvero la casa dove pannelli solari ed impianti ad energia rinnovabile sono già installati.
Mottola quindi si adegua alla legge 13/2008 che regola gli incentivi per l’edilizia sostenibile. Ai costruttori che progetteranno la casa del futuro saranno concessi sconti sui costi di costruzione e aumenti di volumetria del 10%.
“Con questo regolamento - commenta soddisfatto il sindaco Giovanni Quero - vogliamo sviluppare l’edilizia sostenibile che va dall’efficienza energetica al risparmio. Avevamo ricevuto pressioni da parte degli imprenditori locali che attendevano questo provvedimento. Credo che Mottola sia tra i più innovativi comuni dell’area ionica”.
In altre parole le nuove costruzioni in città saranno moderne ed attrezzate di pannelli fotovoltaici e solari in grado di fornire luce ed energia per i consumi familiari.
Sistemi che, come è noto, si stanno diffondendo anche nell’are ionica proprio per il vantaggio economico, oltre che ambientale, che ne deriva.
Il regolamento è passato al vaglio del consiglio comunale di qualche giorno fa.
In aula tutti d’accordo sulla volontà di dare un nuovo aspetto all’edilizia locale. Il provvedimento è infatti passato all’unanimità. Ora si aspetta di vedere nel concreto le case sostenibili.

martedì 26 ottobre 2010

Attivata la consultazione telematica delle planimetrie catastali



Con Provvedimento del Direttore dell'Agenzia del Territorio del 19 ottobre 2010, Prot. n. 54082 è stato attivato il servizio di consultazione telematica delle planimetrie catastali da parte dei soggetti abilitati alla presentazione telematica degli atti tecnici di aggiornamento del catasto edilizio urbano e dei pubblici ufficiali incaricati della stipula di atti concernenti beni immobili.

A far data dal 20 ottobre sono disponibili le planimetrie di tutti gli immobili urbani eccetto quelle relative ad immobili censiti nelle categorie: B/3 (prigioni e riformatori), D/5 (istituti di credito, cambio ed assicurazione) e E/5 (fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenze).

La consultazione telematica delle planimetrie avviene previa sottoscrizione con firma digitale di apposita richiesta attraverso l'accesso al Sistema Telematico dell'Agenzia del Territorio (SISTER).

Si precisa che il soggetto richiedente potrà soltanto essere:
• professionista abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale, incaricato da uno dei soggetti titolari di diritti reali sull'immobile, della redazione di atti tecnici di aggiornamento del catasto edilizio urbano, ovvero di adempimenti connessi alla stipula di atti concernenti l'immobile, nonché dall'autorità giudiziaria. Il soggetto richiedente è tenuto a conservare detto incarico professionale, in originale, per un periodo di 5 anni;
• notaio od altro pubblico ufficiale incaricato della stipula di atti concernenti l'immobile.

L'Agenzia del Territorio garantisce che non vi sarà nessuna violazione della privacy dei cittadini in quanto i dati possono essere utilizzati esclusivamente per i suddetti fini, previo rilascio di incarico scritto da parte degli intestatari delle unità immobiliari, da conservare, in originale, per un periodo di 5 anni.

lunedì 25 ottobre 2010

Al via il 6° censimento dell'agricoltura


È partito il 6° Censimento generale dell’Agricoltura. Un appuntamento che si rinnova ogni 10 anni e viene gestito e coordinato dall’Istat, l’Istituto nazionale di statistica. Il giorno di riferimento del censimento è il 24 ottobre, le operazioni di raccolta dei dati iniziano oggi e termineranno il 31 gennaio 2011.

La rilevazione, realizzata in collaborazione con le Regioni e le Province autonome, si propone diversi obiettivi. Innanzitutto fornire un quadro informativo statistico sulla struttura del sistema agricolo e zootecnico a livello nazionale, regionale e locale; in secondo luogo consentire l’aggiornamento del registro delle aziende agricole mediante l’integrazione di database di fonte amministrativa; assolvere, in ultimo, agli obblighi di rilevazione stabiliti dai Regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio sulle statistiche agricole strutturali, sui metodi di produzione e sulle superfici viticole.

Delineare con precisione la realtà italiana, infatti, è importante non solo per il Paese, ma anche per l'Unione Europea, che ha bisogno di statistiche comparabili tra i vari Stati, come supporto indispensabile alla politica agricola e di sviluppo rurale della Comunità.

Il mondo agricolo italiano, che il censimento si propone di fotografare, è cambiato molto negli ultimi dieci anni: nuove tecniche organizzative e produttive in grado di razionalizzare processi e strutture, nuove professionalità e idee, filiere corte, farmer's market e agriasili, multifunzionalità e diversificazione dei servizi come parole d'ordine, nuove forme di sensibilità nei confronti dell’ambiente, utilizzo di energie alternative, innovazioni tecnologiche e trasformazioni, in ogni caso sempre connesse e strettamente legate alla tradizione, all'identità e alla cultura delle nostre campagne. E ancora, processi evolutivi che fanno del legame con il territorio un valore imprescindibile di sviluppo.

I nuovi dati censuari offriranno un quadro aggiornato sugli utilizzi dei terreni, sugli allevamenti, sull’impatto dei metodi di produzione e sulla manodopera aziendale. Sarà possibile verificare se si mantiene la tendenza all’abbandono della pratica zootecnica da parte delle piccole e medie imprese o se l’attuale generazione dei conduttori, per la maggior parte anziana, è ricambiata da una nuova generazione di agricoltori. Ognuno di questi dati sarà disponibile fino al dettaglio per singolo comune, offrendo numerosi spunti di analisi per le diverse entità locali.

Il questionario inizia con una pagina dedicata all’aggiornamento delle notizie anagrafiche dell’impresa agricola e continua articolandosi in sei sezioni. Nella prima vengono raccolte le notizie generali sull’azienda, come il sistema di conduzione, gli elementi del paesaggio agrario e l'informatizzazione. La seconda sezione riguarda le informazioni relative ai terreni: la loro utilizzazione, notizie particolari sulle colture energetiche e sulla vite e i diversi metodi di produzione agricola. Seguono poi le informazioni riguardanti le aziende con allevamenti (consistenza e tipologia, produzioni di qualità, metodi di gestione, ecc.) e la loro ubicazione, così come quella dei terreni. La quinta sezione tratta del lavoro e delle attività connesse, e prevede la raccolta di informazioni di dettaglio sui membri della famiglia, sull’altra manodopera aziendale, sul contoterzismo e sulle attività connesse. La parte finale del questionario riguarda infine le informazioni economiche, quali la contabilità, i ricavi, l'autoconsumo e la commercializzazione dei prodotti aziendali.
 
Collaborare alle operazioni censuarie, rispondendo in modo completo e corretto per evitare di incorrere nell'applicazione di sanzioni amministrative, non solo è un obbligo di legge, ma è un atto utile alle aziende agricole e a tutto il Paese. Tramite il censimento verranno infatti registrati i bisogni concreti delle aziende, identificate le reali esigenze degli imprenditori agricoli e fotografate le criticità del mondo rurale italiano. Informazioni che saranno poi messe a disposizione delle istituzioni competenti e diverranno la base per lo sviluppo futuro del settore e per probabili proposte e iniziative di miglioramento, sia a livello nazionale che europeo.
 
Per la prima volta, è possibile assolvere agli obblighi del censimento anche telematicamente, indicando il codice identificativo pervenuto tramite comunicazione ISTAT, all'indirizzo http://censimentoagricoltura.istat.it/questionario
 

giovedì 21 ottobre 2010

Anche la provincia di Bari diventerà eternit free


Impianti fotovoltaici al posto dei pericolosi tetti in eternit.

È questo l’obiettivo del progetto “Provincia Eternit free”, di Legambiente e AzzeroCO2. All’iniziativa ha aderito la Provincia di Bari per promuovere, sul proprio territorio, insieme a Legambiente Puglia e AzzeroCO2, la sostituzione delle coperture in amianto presenti sui capannoni agricoli e industriali con pannelli solari, beneficiando degli incentivi statali. Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto sarà sottoscritto un protocollo d'intesa tra le parti.

Interverranno:
Francesco Schittulli - Presidente della Provincia di Bari
Francesco Tarantini - Presidente di Legambiente Puglia
Mario Gamberale - Amministratore Delegato AzzeroCO2
Giovanni Barchetti - Assessore all’Ecologia della Provincia di Bari

mercoledì 20 ottobre 2010

Detrazioni 55%: si moltiplicano le richieste di proroga


Di una proroga delle detrazioni fiscali del 55% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici si parla gia' dall'inizio di quest'anno, ma oggi, a tre mesi dalla scadenza fissata al 31 dicembre 2010, visto l'immobilismo normativo, le richieste sono divenute sempre piu' pressanti.

Non si capisce come mai non si sia ancora proceduto a questa proroga, visto che si tratta di una forma di agevolazione che ha davvero dato impulso all’edilizia in un periodo di crisi, molto più di tante altre sbandierate iniziative.

Del resto non può che essere allettante la possibilità di detrarre dalle tasse più della metà delle spese sostenute per lavori di miglioramento energetico degli edifici, e lo dimostrano le numerose richieste di informazioni degli stessi utenti del nostro sito.

Inoltre, l’obbligo di presentare documentazione delle spese sostenute ha contribuito ha far emergere molto del nero in edilizia, che rappresenta una vera e propria piaga della nostra economia.

E’ dello scorso mese di settembre la lettera inviata da RENAEL, Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali, nella persona del suo presidente Michele Macaluso, al Presidente del Consiglio, al Ministro dello Sviluppo Economico e al Ministro dell’Economia e Finanze, per auspicare una proroga delle detrazioni oltre la scadenza fissata.

Del resto RENAEL ricorda come i primi tre anni di applicazione di queste agevolazioni fiscali abbiano innescato un circolo virtuoso che ha portato alla sostituzione progressiva di componenti ad alto consumo energetico con prodotti efficienti, che hanno contribuito a ridurre i consumi energetici e le emissioni di sostanze nocive in ambiente.
A questa campagna di sensibilizzazione del Governo ad una necessità di proroga contribuisce da tempo anche Uncsaal (Unione dei produttori di serramenti metallici).

Uncsaal ha inviato alle Commissioni competenti di Camera e Senato uno studio sull’impatto economico che la fine delle agevolazioni avrebbe sul comparto dei serramenti.

Si parla di un ridimensionamento di oltre un milione di euro che comporterebbe la chiusura di aziende e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

La richiesta era già stata presentata al Sottosegretario del Ministero dell’Economia, Luigi Casero, il quale aveva confermato l’orientamento del Governo ad una proroga, una volta valutato l’impatto di spesa del provvedimento.

A questo proposito Uncsaal ha fatto osservare come, a fronte di una dimunizione delle entrate fiscali, l’adozione delle detrazioni si siano alla fine rivelate una scelta economicamente conveniente, tanto che in quattro anni di applicazione, esse hanno portato nelle casse dello Stato una somma superiore di 4 miliardi a quanto non incamerato.

Un appello a prolungare le detrazioni del 55% viene anche dai semplici cittadini, sensibili al miglioramento della qualità ambientale, attraverso la creazione di una rete di blogger a cui, comunque, chiunque può aderire:

martedì 19 ottobre 2010

Ecosistemaurbano 2010: Bari sale di 7 posti


Il Sud rimane ancorato al fondo della classifica nella XVII edizione di Ecosistema Urbano, l'annuale ricerca di Legambiente e dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia sullo stato di salute ambientale dei comuni capoluogo italiani realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore. L'unica nota positiva è Bari che è al 54° posto (più sette posti) che recupera grazie al bike sharing. Brindisi passa dal 70° al 61°, Taranto fa due passi avanti, scalando al 64°, Lecce al 71° contro l'81° della scorsa edizione e Foggia peggiora, passando dall'82° all'87° posto.

QUALITA' DELL'ARIA - Scendendo nel dettaglio, dall’esame dei tre indicatori (Biossido di Azoto, Pm10 e Ozono) emerge che la qualità dell’aria peggiora nelle città capoluogo pugliesi. Solo Lecce migliora per le emissioni di biossido di azoto e Bari per la quantità di polveri sottili nell'aria. Il consumo giornaliero pro capite di acqua potabile resta alto a Lecce (166,7 litri pro-capite) e più basso a Foggia (131,8 litri pro-capite). Sulle dispersione di acqua dalla rete il dato preoccupante rimane quello di Bari con il 54% di perdite, al 94° posto della classifica generale. Sulla capacità di depurazione degli scarichi civili restano nelle posizioni più alte della classifica generale Taranto, Lecce, Foggia e Brindisi. Sulla produzione annuale pro capite di rifiuti urbani, i comuni pugliesi sono in coda alla classifica, con Lecce all'83° e 663,1 kg di rifiuti per abitante. Foggia rimane il comune pugliese che ne produce meno con 563,5 kg per abitante, ma passa dal 12° al 50° posto in un anno.

I TRASPORTI - Prendendo in considerazione l'indicatore della mobilità sostenibile si considerano vari parametri: autobus a chiamata, controlli elettronici alle Ztl, tariffe per intermodalità, l’esistenza di un sistema di pedaggio urbano per regolare gli ingressi nelle aree urbane, parcheggi interscambio bici, presenza del mobility manager comunale, bike sharing, car sharing, Piano mobilità ciclabile e di quello per gli spostamenti casa-lavoro. Quest'anno, Bari entra nella top ten dei comuni italiani più virtuosi, al 6° posto della classifica generale. Per quanto riguarda le isole pedonali, Brindisi ha il peggiore risultato, con lo 0% di mq per abitante di superficie pedonalizzata, mentre Bari resta la migliore al 20° posto e con 0,42 metri quadrati per abitante. Per le zone a traffico limitato Lecce dà il buon esempio, piazzandosi al 7° posto. Sulle piste ciclabili solo Lecce presenta miglioramenti, piazzandosi al 16° posto, mentre il verde urbano resta off limits in tutti i capoluoghi pugliesi. Sulle aree verdi totali, Brindisi e Lecce si salvano dalla coda della classifica.

fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it/  

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