mercoledì 28 ottobre 2009

Al via oggi a Bologna l’edizione 2009 del SAIE


Apre oggi i battenti alla Fiera di Bologna, SAIE 2009, il Salone Internazionale dell’Industrializzazione Edilizia, l’appuntamento annuale degli operatori delle costruzioni. Nei quattro giorni della manifestazione più di 1700 aziende incontreranno gli operatori del settore per mostrare i loro prodotti e sistemi e confrontarsi su soluzioni, progetti e tecnologie per costruire il futuro.
La Via dell’efficienza energetica è il percorso di esposizione e approfondimento delle soluzioni, tecnologie e architetture per l’efficienza energetica del costruito che fa quest’anno da filo conduttore del SAIE. Ha il suo punto nodale nel padiglione 14 e 15 con SAIEnergia, lo spazio interamente dedicato all’energia rinnovabile e all’efficienza energetica applicate all’edilizia e alle costruzioni, con particolare attenzione alle soluzioni abitative ad elevata efficienza e a basso costo. LaterSAIE è lo spazio espositivo interamente dedicato ai produttori del settore dei laterizi, che consente un ampio sguardo sullo specifico comparto e sulla relativa offerta, sia merceologica che tecnologica. LaterSAIE è al centro dell’area del Costruire Sostenibile e uno dei nodi principali della Via dell’Efficienza Energetica.
SAIEBit è lo spazio dedicato ai sistemi informatici e alle società di servizi che occupa i padiglioni 18 e 20. SAIEBit, è diventata negli anni il punto di riferimento dove software-houses e società di servizi per imprese di costruzione e architettura propongono le ultimissime novità in campo informatico.
SAIE Legno è lo spazio che ogni anno il SAIE dedica all’edilizia in legno, alle strutture ed ai componenti in Legno. Occupa l’intero padiglione 16, al centro dell’area del Costruire Sostenibile.
Tra le novità di quest’anno c’è SAIE New Stone Age Design, un’iniziativa nata dalla collaborazione fra SAIE, Confindustria Marmomacchine e Pietra Autentica per portare a SAIE le realizzazioni in pietra di famosi designer.
Il Cuore Mostra SAIE 2009 approfondisce le tematiche della sostenibilità e del risparmio energetico focalizzando il tema delle soluzioni abitative a basso costo e a basso consumo energetico. Modelli di intervento alle differenti scale, nuove e vecchie tipologie abitative, utilizzo di nuovi materiali e nuove tecnologie, soluzioni finanziarie innovative sono alcuni dei temi che verranno affrontati nel Convegno internazionale, nella Mostra e nel Volume di approfondimento in cui si articola tradizionalmente l’iniziativa. Nel Centro Servizi saranno esposte le proposte dei giovani progettisti sul tema “Low cost & Low Energy sustainable housing”.
Un focus particolare sarà dedicato alle “Tecnologie per la protezione dal rischio sismico: strategie e prospettive”, attraverso una mostra al Centro Servizi organizzata con l’Università di Bologna Dipartimento DISTART Facoltà di Ingegneria, che mostrerà metodi, tecniche e sistemi per la realizzazione di costruzioni sismo-resistenti, per la riparazione di edifici danneggiati dal sisma e per il miglioramento delle prestazioni sismiche offerte dagli edifici esistenti, e seminari e convegni dedicati al rischio sismico.

per maggiori approfondimenti

martedì 27 ottobre 2009

TARANTO: Il disastro della città col cielo rosso

le case parcheggio al quartiere Tamburi della Città di Taranto



L'anticamera dell'inferno si chiama Tamburi. È un quartiere di Taranto. Lì bastano solo quindici passi e ci si trova di fronte l'impianto siderurgico più grande d'Europa. Oggi è l'Ilva, all'inizio si chiamava Italsider. Il Quarto Centro siderurgico, come prevedeva il piano di costruzione, nel 1959. Allora, cinquant'anni fa esatti, Taranto esulta. L'industria sotto casa: posti di lavoro, stipendio sicuro, casa, famiglia. Futuro. Nessuno immagina, allora, che quel futuro sarà cosparso di diossine. Che Taranto diventerà «la città più inquinata d'Italia, probabilmente d'Europa». Così spiegano oggi ai cittadini della città pugliese. E così scrive un altro pugliese, Giuliano Foschini, un giornalista che si è messo a indagare su «un disastro ambientale silenzioso», quello che si è consumato a ridosso dell'Ilva. Dalle sue indagini è nato un libro, Quindici passi, pubblicato da Fandango, che racconta la storia dell'Ilva, di Taranto, e del quartiere Tamburi. Dove i bimbi disegnano cieli neri come il fumo e le donne spazzano dai balconi e dai pavimenti quarzite rossa. Dove le cappelle al cimitero di Brunone ormai si verniciano di rosa, perché tanto è il colore a cui sono destinate le pietre. E perfino le pecore diventano un rischio, coi pastori della zona costretti a sopprimere greggi intere. È la diossina. Livelli dalle venti alle undici volte superiori al limite stabilito in tutto il resto del mondo. È solo nel febbraio di quest'anno che un accordo fra l'azienda, il governo, la regione, i sindacati e l'agenzia regionale per l'ambiente ha stabilito un limite alle emissioni da rispettare entro la fine del 2010, ricorrendo alle tecnologie più innovative. Un accordo arrivato dopo anni di battaglie. Un giorno di primavera, nel marzo del 2004, soffiava vento forte, da nord ovest. Racconta Foschini che allora fu come se tutta Taranto fumasse, come certi tabagisti accaniti. «Quel giorno tutti, bambini compresi, hanno fumato 128 sigarette». E ovviamente è al Tamburi che quel vento ha portato più fumi, più sostanze tossiche. Perché lì vivono gli operai, a ridosso dell'impianto. A quindici passi dal posto fisso, ma ancora più immersi nei veleni dell'aria.Una strage silenziosa, lunga quasi mezzo secolo. «A Seveso fuoriuscirono circa 3 chili di diossine in un giorno, a Taranto il doppio in 40 anni». Ci sono state le condanne, ci sono state le malattie. I tumori che a Taranto colpiscono il 31 per cento in più che nel resto della provincia. Ci si ammala più di frequente «e non di tumori qualsiasi, ma di quelle tipologie di cancro che hanno una relazione specifica con l'inquinamento ambientale». È questione di numeri e di mappe: «A Taranto ci si ammala di geografia, basta essere nati a Manduria, trenta chilometri più in là, per essere fortunato». Ma a volte sono molto meno di trenta chilometri a segnare un destino. Se il vulcano è vicino, pronto a esplodere, bastano anche solo quindici passi.


di Eleonora Barbieri, il Giornale.it 26.10.2009

lunedì 26 ottobre 2009

A Pisa nascono gli orti energetici: si piantano pannelli solari e mini-eolico


Gli orti pubblici, terreni concessi dal comune ai cittadini agricoltori per passione, non sono una novità. E migliaia sono gli improvvisati contadini metropolitani che coltivano pomodori, insalata o melanzane nelle periferie di piccole o grandi città. Mai però si erano visti orti energetici dove, invece di frutta e verdura, nascono pannelli solari e impianti minieolici. L'idea l'ha avuta il Comune di Pisa che, nel nuovo capitolo del regolamento edilizio, ha previsto particolari agevolazioni e concessioni di terreni pubblici ai cittadini che producono energia pulita e non hanno la possibilità di installare gli impianti sulla propria casa.
«L’idea è stata pensata soprattutto per gli abitanti del centro storico – spiega l'assessore all'Edilizia, Fabio Cerri – dove per motivi di decoro urbano non è possibili installare sui tetti i pannelli fotovoltaici. Pisa è una città d’arte e dunque bisogna avere una particolare attenzione a non deturpare il paesaggio urbano spesso pieno di capolavori. In questo caso l'amministrazione concederà ai cittadini terreni di sua proprietà nei quali si potrà decidere di produrre energia pulita». Non solo. Per «i coltivatori dell'energia pulita» sono previsti sconti sugli oneri di urbanizzazione secondaria o per gli incrementi volumetrici e i più bravi a produrre energia pulita e progettare o ristrutturare appartamenti per la salvaguardia del risparmio energetico potranno ottenere sconti sulle imposte anche oltre il 20%. «Questo progetto ha un obiettivo ambizioso – continua Cerri -, coprire parte del fabbisogno energetico della nostra città con l'autoproduzione da fonti rinnovabili, senza violare però i vincoli paesaggistici utilizzando anche impianti idroelettrici, a biomassa o cogenerativi a gas metano».
Gli incentivi del Comune di Pisa si sommeranno agli sgravi già previsti a livello nazionale. Intanto continua il progetto annunciato dalla Regione Toscana per riuscire a fornire, ai cittadini che lo chiederanno, installazioni di pannelli solari gratuiti. L'energia prodotta da questi impianti, infatti, coprirà l'investimento dell’acquisto dei pannelli e potrebbe diventare un affare anche per le casse dell'amministrazione pubblica.

venerdì 23 ottobre 2009

Case, le meno sicure in periferia



Le case meno sicure si trovano in periferia. Non solo prezzi più convenienti, ma, anche, immobili esposti al maggior rischio di rapine, furti e incidenti domestici. Sfiora il 20% il livello di preoccupazione dei residenti nelle zone meno privilegiate delle grandi città e tirano, ancora, poco le polizze assicurative contro i rischi che corre la propria dimora. Va meglio sul fronte della prevenzione degli infortuni tra le 4 mura (il 70% ha fatto lavori per la messa in sicurezza degli impianti), ma esistono, ancora, aree, specie negli hinterland di Torino e Genova, dove un palazzo su 2 non possiede nemmeno un estintore, nonostante sia obbligatorio per legge. La sicurezza in città come Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli e Palermo, sottolinea una ricerca di Tecnoborsa, presentata, a Roma, dal neo presidente Raimondo Soria, è un tema che "scalda", ancora, molto i residenti (specie nei sobborghi): ben il 69% teme le intrusioni di terzi e un significativo 30% gli incidenti domestici. E gli ultimi dati forniti da Viminale e Organizzazione mondiale della sanità spiegano il perché di tanto timore. In Italia, ogni anno, si verificano 4,5 milioni di incidenti domestici (infortuni dichiarati), che rappresentano, peraltro, la prima causa di morte per i bambini dei Paesi sviluppati. In genere, però, sono infortuni lievi che si risolvono senza intervento medico (67,1 per cento). In un caso su 4, invece, serve andare al pronto soccorso e nel 10% dei casi è necessario il ricovero ospedaliero. Non sono più incoraggianti i dati sui furti in appartamento: in media, 280 l'anno, con picchi nelle grandi metropoli come Milano, Roma e Torino. Lo studio conferma, poi, la tendenza, già registrata da alcuni anni, ad andare a vivere fuori città: scelta suffragata da una questione di prezzi e di vivibilità, ma, anche, da un maggior senso di sicurezza per le proprie case (circa 70 per cento). Tra i rischi più temuti nelle nostre case, "vince" la fuga di gas (48,4%), seguita da incendio (18,8%) e infortunio (13,9%). Solo in caso su 4, però, ci si assicura contro gli infortuni domestici. Le città più attive sono Milano, Genova e Torino. Sul fronte intrusioni, invece, è la rapina a destare maggior spavento (70 per cento). A distanza, troviamo furto con scasso (17,2%) e atti vandalici (13,9 per cento). Roma e Palermo, le metropoli dove risiedono i cittadini più "preoccupati". Porte blindate (73,8%), allarme antifurto (51,4%) e grate protettive (31,4%), sono le misure principali per proteggere la propria dimora. Tirano di meno il teleallarme (7,1%), il cane in giardino (6%) e la classica cassaforte incassata nel muro (2,7 per cento). Solo, poi, il 22,4% delle famiglie residenti nelle 6 grandi città prese a campione dalla ricerca ha stipulato una polizza in caso di furto. Le città più sensibili nel ricorrere allo strumento assicurativo sono Milano, Genova, Torino. A Roma si evidenzia meno attenzione e, praticamente, nulla a Napoli.

giovedì 22 ottobre 2009

Festival del Cinema di Roma: la grande onda del "Marpiccolo"



In una casa di 'cartone', nel quartiere Paolo VI di una Taranto violentata dall'inquinamento, dalla povertà, dalla criminalità, vive Tiziano, un ragazzo brillante che cerca di sopperire, con qualche furto e altri espedienti, alla debolezza del padre, assuefatto dal videopoker, nel prendersi cura della sua famiglia. Il sedicenne, dopo una bravata di troppo contro il boss locale, finisce in rimorfatorio per uscirne poi, sei mesi dopo, con una prospettiva di vita diversa.
Una storia semplice, piccola, come il titolo del film di Alessandro di Robilant presentato nella sezione 'Alice' del Festival del Film di Roma: "Marpiccolo". Manca l'aria, nella Taranto serva dell'Ilva, 'l'industria dei tumori', e anche il mare è una piccola vittima del veleno che viene somministrato lentamente ad una città che sembra accettare tutto, rassegnata al suo destino.
E' con questo inizio e su questo sfondo che di Robilant presenta allo spettatore Tiziano, un ragazzo forte, deluso da una realtà opprimente, che cerca nelle pagine di 'Cuore di tenebra' la luce, la via di fuga. Tiziano paga il suo debito con la città che ama e odia e riscatta il suo desiderio di libertà da una grigia oppressione.
Interpretato da un emergente e bravissimo Giulio Beranek, Tiziano rappresenta la speranza per un Sud ancora una volta protagonista di una pellicola che ha ricevuto il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali come Film di Interesse Culturale Nazionale. La fotografia è asciutta, essenziale, l'obiettivo penetra nella realtà senza enfatizzare, senza dare giudizi, solo osservando, rapido e forte, proprio come il protagonista.

MARPICCOLO, al cinema dal 13 novembre

mercoledì 21 ottobre 2009

Cambiamenti climatici, forum virtuale per dare voce ai cittadini



Un forum virtuale www.fightclimatechange.eu per dare parola ai cittadini

In vista del summit internazionale sul clima che si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre prossimi per discutere e formulare un accordo globale che impegni tutte le nazioni ad una lotta efficace contro i cambiamenti climatici, un forum virtuale online www.fightclimatechange.eu è stato istituito all’interno del Clima World Community creato dal Comune di Copenhagen.

L'iniziativa, promossa dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea e dell'European Cyclists’ Federation, si propone di favorire il livello di partecipazione dei cittadini sul tema del surriscaldamento del pianeta e dei cambiamenti climatici, affinchè ciascuno di noi possa liberamente intevenire nel dibattito esprimendo il proprio punto di vista sulle possibili soluzioni che i Governi dovrebbero adottare.

Sulla bacheca on-line di www.fightclimatechange.eu ognuno può lasciare opinioni, proposte, suggerimenti, richieste concrete al proprio Governo. I messaggi saranno ufficialmente trasmessi ai negoziatori dell’Unione Europea presenti al COP15. L'iniziativa rientra nell'ambito della campagna di comunicazione focalizzata sull'importanza che ciascuno di noi intraprenda azioni individuali a favore del clima e sulla necessità di aumentare la pressione sui governi nazionali per fare un passo concreto in avanti e ridurre le emissioni di CO2.
Per coinvolgere le popolazioni e sensibilizzare opinione pubblica e Istituzioni sul ruolo e sul contributo che la mobilità ciclistica può avere nel prevenire i cambiamenti climatici attraverso la riduzione dell’emissione di gas serra e la limitazione dei consumi energetici, lo scorso 20 settembre in occasione della settimana europea della mobilità, l'European Cyclists' Federation e la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea, hanno organizzato in tre capotali europee - Roma, Stoccolma e Budapest - eventi di promozione del trasporto in bicicletta http://www.ecf.com/3688_1 . A Roma l'iniziativa è stata organizzata con la FIAB. Il video è disponibile per intero su http://www.youtube.com/watch?v=yK4kYSYPdWk




martedì 20 ottobre 2009

I luoghi ritrovati. L’Amministrazione Comunale presenta il bilancio sociale del primo anno di attività.


Estate, tempo di relax ma anche momento per i bilanci e i dibattiti. Piazza XX Settembre è stata scelta come ring di discussione del primo anno di attività dell’Amministrazione a guida del Sindaco Piero Longo. Il primo dibattito, tenutosi il 20 luglio, aveva ad argomento: “Restaurata o rifatta? – Gioia ed i lavori di ristrutturazione di piazze e strade”. Sono stati illustrati i lavori che hanno interessato oltre a piazza Pinto (cfr. La Piazza, n. 4/2009) anche la zona quattro-cinquecentesca del centro storico, tra piazza Livia e largo Scarpetta. Un milione di euro investiti per riqualificare lo spazio pubblico del centro storico, a ridosso della Chiesa Madre e del Castello, di circa 2.700 metri quadrati, ricoperto dall’asfalto degli anni settanta-ottanta, oggi riportato ad una morfogenesi adeguata. In questo incontro ci si aspettava di comprendere quando partiranno i lavori di rifacimento di altre strade e piazze, che parimenti risultano in notevole stato di abbandono e di degrado. Innanzitutto corso Garibaldi, che doveva già essere interessata da interventi di rifacimento dei marciapiedi. Poi, giusto per opportunità, sarebbero necessari interventi anche su via Regina Elena, via Celiberti, via Roma (dal liceo classico alla stazione ferroviaria) nonché su piazza Kennedy, piazza Umberto I e piazza Luca D’Andrano. Ma su questi luoghi urbani non è stato fatto cenno, forse in attesa di nuovi finanziamenti regionali e/o comunitari. Si è parlato di altri argomenti, quali lo studio di fattibilità per la ricostruzione del vecchio mercato coperto, da destinare a galleria civica, in piazza Plebiscito, con sotterraneo parcheggio per gli autoveicoli. Si è poi capita l’operazione “mercato coperto di via Regina Elena” di cui già avevamo parlato (cfr. La Piazza, n. 1/2009). In pratica si avrà il trasferimento del mercato giornaliero, unitamente al mercato settimanale del martedì, in un’area di circa 2 ettari in prossimità di via G. D’Annunzio. Questo intervento dovrebbe essere realizzabile attraverso un project financing a costo zero per il Comune, il quale prevede anche una volumetria dove verranno delocalizzati gli uffici INPS nonché la realizzazione di una piastra per i parcheggi interrati oltre a degli stalli a raso. L’operazione sembra fattibile, a detta del relatore, dalla contemporanea cessione dei diritti edificatori, in tale ambito, per la realizzazione di un intervento residenziale di non meglio precisate proporzioni.
Il secondo dibattito, tenutosi il 27 luglio, era intitolato: “Verde pubblico, infrastrutture e viabilità a Gioia”. Per la tematica del verde il dirigente dell’ufficio tecnico ha sottolineato come la dotazione deve essere compatibile con gli standard previsti dalla legge, cosa non proprio avvenuta con le diverse lottizzazioni ad iniziativa privata, e ha stimolato i futuri lottizzanti a qualificare i propri interventi superando la logica della dotazione minima. L’assessore all’ambiente ha parlato della prossima redazione di un piano generale del verde che permetterà una ricognizione di tale patrimonio e di formulare proposte di gestione della manutenzione, non esclusa la possibilità di concedere le aree in adozione a condominii, associazioni e privati. Anche per i servizi si è parlato di ricognizione delle aree cedute a standard urbanistico e della necessità di un piano dei servizi, parallelo al piano urbanistico generale, che preveda anche la possibilità di realizzare dei poli scolastici integrati, liberando gli attuali istituiti scolastici da rendere dei nuovi ulteriori contenitori culturali. Infine, il tema “caldo” della viabilità. E’ stato assegnato l’incarico di aggiornamento del piano traffico (alla stessa società che ha elaborato l’originario piano, a seguito di regolare gara pubblica; ndr) e del piano parcheggi. Secondo l’intento dell’assessore al ramo, si cercherà di evitare le “strumentali” proteste dei cittadini con comitati, che ricordiamo sono garanzia della partecipazione della cittadinanza nel processo decisionale e che hanno permesso la riapertura di via Bari nel dicembre 2008 proponendo una proposta di piano sottoscritta da oltre 1500 cittadini (cfr. La Piazza, n. 4/2007). Modello di partecipazione che era stato invocato e incoraggiato proprio dalla parte politica all’attuale guida della città ma che oggi sembrerebbe strumento di partecipazione superato.La conclusione di questi due incontri è stata affidata al Sindaco il quale ha detto semplicemente “faremo di più, quando saremo in tanti a volerlo”.


Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 5, settembre-ottobre 2009
www.la-piazza.it/giornale.html

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