| Gioia del Colle (Ba), via Roma - Albergo "Italia" (cartolina d'epoca) |
La ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia impone una riflessione sul tema dell’architettura locale che, con la sua presenza fisica, testimonia l’evoluzione della città diffusa.
| Gioia del Colle (Ba), via Roma - liceo classico "P.V. Marone" |
A Gioia del Colle, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, l’architettura postunitaria ha formato un sistema insediativo variegato e meritevole di conservazione. Esempio dello stile architettonico del tempo è senz’altro il liceo classico “P.V. Marone” che domina la scena di via Roma e di via A. Celiberti.
Questo edificio, ancora oggi in uso per attività d’istruzione scolastica, certamente resterà testimone del periodo storico per un lungo tempo, essendo di proprietà pubblica.
| Gioia del Colle (Ba), via Roma - ex Albergo "Italia" |
Di fronte a tale costruzione sorge un fabbricato, di proprietà privata, meno importante ma sicuramente meritevole di conservazione. L’edificio era utilizzato per l’attività commerciale di albergo-ristorante ed era denominato “Albergo Italia”. Oggi questo immobile ha cambiato destinazione: i locali a piano terra sono adibiti a vari usi commerciali, il primo piano a uso residenziale. L’edificio sembra dialogare con il liceo simbioticamente. Le soluzioni d’angolo dei due volumi edificati sembrano coerenti e formano uno slargo incompiuto per altre ragioni.
Quale possibilità ha un palazzotto del genere di “restare in piedi” a testimonianza di un periodo storico importante e dello sviluppo urbano della città? Nessuna.
Le norme urbanistiche e il regolamento edilizio locale, infatti, permettono nell’immediato la demolizione di tanti fabbricati, seppur di pregio e in condizioni di normale conservazione fisica e statica, per far posto a moderni e anonimi edifici pluripiano in grado di sfruttare al meglio una modesta superficie territoriale.
Nei committenti e progettisti di tali operazioni edilizie non sorgerà il dubbio che tali interventi di totale abbattimento, pur liberando aree centrali del paese, vadano a cancellare un valore identitario per la comunità. Quasi certamente il nuovo costruito non conterrà in sé quel plus valore in grado di risarcire i danni che una compromissione d’immagine consolidata comporta. Demolendo si sottrae, con insita difficoltà di dover dimostrare che tale operazione costituisce, per la collettività e per le future generazioni, un guadagno e non una perdita.
Sulla gestione urbana del territorio, il ruolo di un ente comunale è quello di approntare un sistema di normative capaci di supportare le scelte di demolizione e ricostruzione, indirizzandone i processi, per trovare il giusto equilibrio e buonsenso, dove all’ordinario rapporto costi-ricavi si sostituisca il rapporto costi-benefici valido, oltre che per i portatori di interesse, anche per tutti i cittadini.
Nunzio Loporcaro, la Piazza n. 3 maggio-giugno 2011
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