Dov’è finita la campagna? A guardarlo dall’alto, il pianeta è ormai una vasta distesa urbanizzata che quando di notte si accende lascia ben poche zone d’ombra. A sorprendere di più, oltre le vaste chiazze luminose che indicano le città, il reticolo di strade, di autostrade, le infrastrutture continue che solcano ogni spazio e che sembrano parte di una gigantesca ragnatela. Il fenomeno, iniziato quarant’anni fa, non accenna proprio a diminuire e la sua insostenibilità è diventata il simbolo forse più forte di un sistema di sviluppo ipertrofico seduto sull’orlo del baratro. Per limitarsi all’Italia, vengono cementificati ogni giorno 161 ettari di terreno, 750mila ettari tra 1995 e 2006, pari a poco meno dell’Umbria, in un paese che dal 1951 al 2001 ha aumentato la superficie urbanizzata del 500 per cento e che, con il rilancio recente del piano casa, sembra voler proseguire nell’opera di consumo del territorio.