giovedì 9 settembre 2010

VIAGGIO TRA I QUARTIERI GIOIESI / Il quartiere di San Vito


Il quartiere che ingloba la chiesa di San Vito è oggi il quartiere della trasformazione urbana di espansione. Da Piazza XX Settembre, storico spazio di aggregazione, dal tessuto insediativo a piccola grana, si giunge in via Dei Peuceti (ex via per Putignano) dove le maglie del vigente piano regolatore hanno generato diverse lottizzazioni edilizie. L’edificato si dissolve nella campagna urbana a sud-est, superata la zona per le attrezzature sportive.

Di quella che un tempo doveva essere la “cittadella dello sport” ne è stato realizzato solo il campo da calcio e il palazzetto per le attività agonistiche della pallavolo e del basket. Fuori dalla zona dedicata ai servizi sportivi è sorta la piscina per l’attività natatoria, in gestione a privati che l’hanno realizzata in project financing, in un’area che doveva essere destinata a parco urbano.

Nella zona della piscina sorgerà, a breve, un nuovo complesso residenziale a ridosso dell’ex Casino Palmentullo, che una volta riqualificato, sarà destinato a centro di accoglienza per persone diversamente abili e bisognose.

Il quartiere, nell’ultimo decennio, è stato oggetto di una densificazione edilizia dopo il primo impianto, avvenuto negli anni ottanta, con la realizzazione della zona 167, a ridosso del liceo scientifico. Negli anni novanta, invece, si è avuta la realizzazione del complesso residenziale denominato “Colle delle Gioie” che rappresenta, ad oggi, il più consistente intervento di edilizia residenziale realizzato da un soggetto privato (22 edifici in linea).

La città consolidata si relaziona alla città di espansione tramite l’asse viario di via Federico II di Svevia (ex S.S. 100) attraverso i nodi di via Monte Sannace (chiesa di San Vito) e via Salvatore Rosa (attrezzature sportive “Padre Semeria”). Quest’ultimo nodo viario sarà oggetto d’interventi per la moderazione del traffico consistenti nella realizzazione di una rotatoria.

L’effetto urbano sarà assicurato quando saranno create quelle connessioni fisiche che permettano l’innalzamento della qualità della vita per gli abitanti e quando saranno favorite le relazioni con il resto della città.

Nunzio Loporcaro
pubblicato sul periodico locale La Piazza, n. 4, luglio-agosto 2010

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