Sono centinaia. Uno accanto all’altro sul lungomare Sud di Bari o nascosti negli angoli più impensati della città. Nel centro cittadino, come nelle periferie. Disabitati, abbandonati al loro destino e talvolta pericolanti. Sono gli immobili di cui nessuno più si occupa. C’è il rudere dell’ex supermercato GS sul litorale di San Giorgio e lo scheletro di una clinica mai terminata in via Fanelli, finita nello scandalo della sanità privata. Ci sono edifici cascanti in via Piccinni ad angolo con via Sagarriga Visconti e quelli nel quartiere Madonnella. E oltre 40 locali sfitti in via Manzoni, segno della crisi, ma anche della parziale perdita d’identità di una strada che fino a qualche anno fa era una delle principali vie del commercio cittadino.
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martedì 19 novembre 2013
venerdì 12 aprile 2013
Dal MIT una proposta per ripensare i casermoni di periferia. I “Big Box” - tipici caseggiati a forma di rettangolo – vanno mantenuti, ma ripensati da un punto di vista estetico e funzionale
Generalmente le periferie non godono di buona reputazione: desolate, architettonicamente poco attraenti, spoglie. Sono questi, secondo l'architetto belga Alexander D'Hooghe, direttore del Centro per l'urbanistica avanzata al MIT (Massachusetts Institute of Technology), gli aggettivi che d'abitudine vengono associati ai quartieri periferici dei centri urbani. Ed è proprio da questo malcontento che D'Hooghe desidera partire per cambiare la percezione da negativa in positiva.
venerdì 16 novembre 2012
La città perduta, un dibattito sulla periferia italiana
Si terrà il prossimo martedì 20 novembre 2012 presso la Casa dell’Architettura di Roma il convegno La città perduta. Un dibattito sulla periferia a cura dell’architetto di Massimo Muciaccia.
Un’indagine Istat rivela che in Italia si consuma più suolo che nel resto d’Europa; il 7,3 per cento del territorio è a copertura artificiale contro una media dell’Unione Europea pari al 4,3 per cento; l’estensione di centri e nuclei abitati, complessivamente pari a circa 20.300 kmq (una superficie superiore a quella dell’intera regione Puglia) è cresciuta dell’8,8 per cento fra il 2001 e il 2011 (ovvero di una superficie pari a quella della provincia di Milano); nel decennio si è consumato suolo a un ritmo medio di circa 45 ettari giornalieri.
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