giovedì 3 marzo 2011

Rapporto FIAB: ciclovie al posto di ex strade ferrate



In occasione della 4^ "Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate" che si celebra in tutta Italia domenica prossima 6 marzo, la FIAB presenta il volume "DALLE ROTAIE ALLE BICI".  
Il testo, che riporta i risultati di un’indagine svolta in Italia sulle ferrovie dismesse, recuperate e trasformate in strade per le bici e l’utenza non motorizzata, presenta contributi sul tema di studiosi e progettisti e illustra, con schede di rilevamente, 42 casi di successo.
La pubblicazione (174 pagine), a cura di Umberto Rovaldi e Giulia Cortesi, fa parte dei volumi FIAB-Centro Studi Gallimbeni" voluti in ricordo dell’architetto torinese Riccardo Gallimbeni, esperto FIAB di progettazioni ciclabili oltre che ciclista, scomparso prematuramente a seguito di un tragico incidente stradale il 24 giugno 2002 mentre andava in bicicletta.

Dichiara il Presidente FIAB Antonio Dalla Venezia: “In Italia ci sono più di 5.000 chilometri di linee ferroviarie dimesse. Pochissimi i chilometri chiusi per la modifica dei tracciati. La maggior parte per scelte che, col senno di poi, si sono rivelate decisamente sbagliate, frutto di valutazioni superficiali da parte di Istituzioni poco lungimiranti che avevano come modello di riferimento una società basata sulla prevalenza del mezzo privato a motore. L’obiettivo condiviso è quello di un recupero totale di questo immenso patrimonio ferroviario dismesso per prevenirne l’assoluto degrado e distruzione, puntando preferibilmente alla sua funzione originaria e, in seconda battuta, alla tutela dell’infrastruttura e alla sua riconversione, come parte essenziale di una rete nazionale di percorribilità ciclistica e ciclopedonale secondo il progetto FIAB BicItalia”.

Umberto Rovaldi, architetto paesaggista che con Giulia Cortesi ha curato la redazione del volume spiega: “Il recupero ciclabile delle ex ferrovie oggi in Italia – così come nel resto d’Europa – richiama e implica un sistema integrato e intermodale, di reti ciclabili e ferroviarie, cui puntare per una moderna mobilità dolce, eco-compatibile e matrice di nuovo paesaggio. Le conversioni ciclabili dei sedimi ferroviari abbandonati non siano dunque viste come scelte preconcette, a senso unico, tese a non affrontare seriamente le problematiche in campo e ad escludere la riattivazione del servizio ferroviario. Le due opzioni di recupero – ciclabile e ferroviario (o tramviario) – non sono fra loro avverse, in alternativa e in competizione, con reciproca esclusione. Bici e treno (o tram o metrò) al contrario si chiamano a vicenda, dialogano, si armonizzano e si potenziano: si veda il caso esemplare della Merano-Malles in val Venosta, o della Bergamo-Albino".

Molteplici gli aspetti trattati nel volume. Umberto Rovaldi (Fiab) introduce al tema del riconoscimento, della percezione e della fruizione estetica del paesaggio, che proprio la mobilità dolce fa emergere oggi in Italia. Roberto Rovelli e Giulio Senes (Associazione Italiana Greenways) e il tedesco Achim Bartoschek delineano e compendiano le origini, le casistiche e gli sviluppi del recupero ciclopedonale delle ferrovie abbandonate in America e in Europa. Albano Marcarini (Co.Mo.Do. - Confederazione Mobilità Dolce) evidenzia come la trasformazione in pista ciclopedonale di un sedime ferroviario dismesso non pregiudichi un successivo ripristino del servizio ferroviario. Marco Navarra introduce all’idea di parco lineare nel recupero del sedime ex ferroviario come progetto di paesaggio dei territori attraversati (il caso della greenway degli Erei, in Sicilia). Girolamo Lombardo e Gaetano Brucoli descrivono la riconversione in greenways delle ex ferrovie siciliane inquadrando gli approcci progettuali e gli aspetti di metodo ("progetto conoscenza") nei confronti di un'infrastruttura ferroviaria storica intesa in termini di archeologia industriale, di elemento del paesaggio degno della stessa attenzione progettuale riservata al restauro dei tessuti urbani storici. Giulia Cortesi (Fiab) traccia una sintesi ragionata dell’indagine compiuta con verifiche sul campo dell’effettiva ciclabilità dei sedimi recuperati, documentando e mettendo in luce caratteristiche e potenzialità di interconnessioni.

“Per le mappature – conclude Rovaldi - abbiamo usato stralci della "Carta Automobilistica d’Italia al 200.000" del Touring Club Italiano edizione anni ’30, base cartografica storica che consente di rintracciare con precisione l’andamento di tutte le vecchie – e quasi tutte "secondarie" – linee ferroviarie interessate. Claudio Pedroni (Fiab) ha rielaborato questa cartografia, togliendo la colorazione originale per far risaltare e rendere meglio leggibili i sedimi, distinguendo con colorazioni differenti i tratti recuperati, quelli non recuperati e quelli persi, oltre le continuità ciclabili, ovvero i tratti di ciclovia interposti in sede propria ma non su sedime ex ferroviario, oppure promiscui su strade a basso traffico”.

Completa il volume un'appendice contenente i disegni di legge attinenti il recupero delle ex ferrovie, introdotti da Giuseppe Merlin (Direttore Fiab) e, last but not least, La Risoluzione di Roma a favore del patrimonio ferroviario storico italiano (Convegno nazionale “Ferrovie e Paesaggio”, Roma 22 marzo 2009).

Lello Sforza
Ufficio Stampa FIAB onlus

(Federazione Italiana Amici della Bicicletta)
Tel. +39 3200313836
Fax +39 0805236674

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