Visualizzazione post con etichetta metropoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta metropoli. Mostra tutti i post

lunedì 17 settembre 2012

URBANISTICA / Piano nazionale per le città: entro il 5 ottobre i comuni dovranno presentare i progetti



Si è svolta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla presenza del vice ministro Mario Ciaccia, la prima riunione della Cabina di regia che valuterà i piani di riqualificazione e rigenerazione urbana da parte delle amministrazioni comunali.

venerdì 1 aprile 2011

Housing e paesaggi urbani di Roma dal dopoguerra ad oggi: una mostra fotografica

Da mercoledì 6 a sabato 30 aprile il Museo dell'Ara Pacis, ospita la mostra fotografica,che documenta lo sviluppo delle periferie di Roma, racconta le diverse fasi dello sviluppo della città negli ultimi sessant’anni attraverso l’analisi dei tessuti residenziali della sua cintura periferica con l’obiettivo di indagarne i differenti paesaggi mettendoli in relazione con i meccanismi e le procedure che li hanno determinati: strategie urbane, leggi di finanziamento, norme urbanistiche, esigenze produttive.

lunedì 12 aprile 2010

Arredo urbano: Milano cambia look, più verde e più grigio per le strade


Tradizione e innovazione. Milano sceglie di rifarsi il look in vista dell’Expo 2015 puntando ad armonizzare l’arredo urbano e i colori che la caratterizzano. E quindi, a partire dal grigio. Grigio ghisa che ritorna negli svariati elementi previsti dall’abaco allegato al piano per la qualità urbana approvato ieri dalla giunta.
Il piano è una raccolta di regole che punta sul verde come colore dominante, insieme al grigio. Con una doppia sfumatura: da una parte il verde in senso ambientale (a partire dall’obbligo di alberare ogni strada che si realizza o riqualifica), dall’altra il verde delle panchine, degli orologi, delle vedovelle di ghisa, elette simbolo della “rinascita” urbana.
Portato in giunta dall’assessore Cadeo, il piano fissa le regole per rimettere ordine in una città in cui le regole per l’arredo urbano sono state disattese per troppo tempo. Qualche esempio: via i panettoni e al loro posto aiuole; piante o almeno fioriere su tutti i marciapiedi larghi, a tutela anche delle piste ciclabili che vi correranno sopra
Così, per dare un’idea, corso Buenos Aires diventerà un boulevard alla francese. Gli archetti gialli lascieranno spazio alle parigine. I cestini dei rifiuti diventeranno grigi. I dehors saranno grigio ghisa con tetto verde, come i chioschi delle edicole. Qua e là forse del giallo nelle finiture.
Allegato al piano, dicevamo, l’abaco dell’arredo urbano. Un lungo elenco, che sarà sempre estendibile, di oggetti di arredo urbano come panchine (verdi) e cesate (grigie), lampioni (grigi) e fioriere (in ghisa). Il Comune prevede di mettere rastrelliere per le bici (grigio ghisa) lungo i raggi verdi, che saranno di un verde diverso grazie a nuove graminacee che correranno dal centro alla periferia, con buona pace degli allergici.
Al piano della qualità urbana sarà allegato un “Piano del colore”, di cui il primo contiene le linee guida. Così Palazzo Marino vieterà facciate colorate nel centro storico, che dovrà tornare ai colori originali (graffitari permettendo). In periferia invece ogni casa dovrà attenersi al cromatismo del quartiere. Previste eccezioni solo per oggetti di design di particolare pregio, ma non nel centro storico.
La rivoluzione partirà dagli orologi: a breve sarà pubblicato il bando per sistemare i 13 mila quadranti cittadini. Erano e restano verde scuro, ma potranno avere diversi numeri e lancette, per salvare la creatività e perché – soprattutto – se no la gara andrebbe deserta, per stessa ammissione di Cadeo. Poi toccherà ai pali (170 mila quelli censiti nel 2003, molti dei quali dovranno sparire) mentre si prosegue il lavoro sui panettoni (42 mila quelli tirati via negli ultimi cinque anni).
Ma il Comune realizzerà davvero questo progetto? “Dobbiamo tenere conto anche dei costi - mette le mani avanti Cadeo – faremo un po’ alla volta”. Dovranno tenere conto anche delle proteste di molta gente che aveva accolto con favore i cestini dei rifiuti colorati, auspicio in una città grigia come Milano di un’inversione di tendenza.
“Vorremmo che anche i tram fossero tutti dello stesso colore” ha detto ieri Cadeo. Non è dato sapere quale, ma visto l’andazzo che tira e dovendo scegliere fra giallino, arancione e verde chissà quale sarà scelto.

venerdì 9 aprile 2010

Vivere di periferia: sguardi incrociati tra Italia e Francia


Il 16 aprile, dalle ore 9.30, presso il Centro Culturale San Luigi di Francia a Roma (Largo Toniolo 21/22), si terrà il festival e la cerimonia di premiazione nazionale del concorso Vivere di Periferia / Vivre de banlieue, al quale hanno partecipato più di 600 giovani dai 12 ai 20 anni da tutta Italia e dalla Francia.
La giuria ha selezionato i vincitori per le tre sezioni (video, soggetto e fotografia), ispirati quest’anno da due percorsi: «Periferie, come sono, come le vorrei» e «Seconde generazioni: mio padre, lui non è italiano». Diversi gli approcci dei ragazzi al tema della periferia: alcuni l’hanno interpretato nel senso più letterale del termine, proponendo inediti scorci urbani, esperienze di vita vissuta, filmati documentari o giornalistici, altri, invece, hanno identificato le aree periferiche come dimensioni astratte, stati mentali e dell’anima, mostrando che, in fondo, «tutte le città possono essere considerate periferia di qualcosa» (Carmine Cerasuolo, 17 anni). Emozioni, sensazioni, ma soprattutto contrasti: bellezza e degrado, integrazione e solitudine e, come ha notato Jean-Marc de la Sablière, Ambasciatore di Francia, complessità e freschezza.
Così come il sito http://www.viverediperiferia.it/, le creazioni sono state realizzate in due lingue, italiana e francese, «perché il plurilinguismo è un modo concreto per uscire dall’enclave creata dall’abitudine, per poter rivolgere la propria parola agli altri».
Durante la giornata del 16 aprile, verranno proiettati i migliori filmati e le migliori sequenze fotografiche, con un ampio spazio dedicato al dialogo con fotografi e registi e alle testimonianze sulla vitalità pulsante del vivere urbano. In questa occasione, si potrà anche visitare la mostra allestita presso il Centro Culturale San Luigi di Francia aperta al pubblico fino al 24 aprile.
Un appuntamento, dunque, da non perdere che si svilupperà nell’ambito delle Giornate Romane della Francofonia e della Primavera del Cinema francese, con l’assegnazione di tantissimi premi, grazie al contributo di Atout France, Comune di Torino, Hachette FLE-Sansoni per la Scuola, Scuola Holden, Touring Club Italiano, CTS, Indice dei Libri del mese. I fortunati vincitori del premio «bleu blanc rouge» andranno a Parigi per un soggiorno organizzato nel quadro del programma » Allons en France » su iniziativa del Ministero degli Esteri francese. Il miglior cortometraggio verrà inserito nella competizione ufficiale del festival «Regards jeunes sur la cité» / «Sguardi giovani sulla periferia» che si terrà a Parigi a ottobre prossimo.

martedì 9 marzo 2010

«Viaggio ai margini della città», dal 10 marzo a Napoli personale di Fabio Testa


Attraverso una pittura surreale dove la realtà immaginata appare immobile e sospesa, l’artista Fabio Testa racconta il “Viaggio ai margini della città”, titolo esplicativo della mostra che si inaugura il 10 marzo alle ore 18,00 a La Maditerranea Arte, in via Carlo de Cesare 60 a Napoli. I dipinti in mostra sono scorci quotidiani realizzati olio su tela, che analizzano la realtà da differenti punti di osservazione, fino a rivelare la tangibile esperienza dello spazio e il comune modo di appartenergli.
Cosi le opere raccontano con segni e colori, come è possibile vivere in modo etereo e senza soluzione una continuità e contiguità spazio-temporale, legata al passato, e al futuro, sebbene i diversi momenti siano vicini quanto lontani. Gli ambienti urbani colorati catturano l’attenzione del visitatore spesso troppo distratto, per soffermarsi sul dettaglio. Nei lavori si rendono visibili fenomeni oggettivi che in condizioni normali sfuggono alla percezione. L’uomo è il vero protagonista delle opere, celato dietro ciò che quotidianamente lo circonda.
Lo spazio raffigurato comunica solitudine con le strade e le periferie industriali ridotte all’essenziale. La contemporaneità ci permette di vedere in controluce il destino oscuro della città. Con la pittura il giovane artista napoletano mette a confronto l’architettura di alcune periferie di città per approfondire la sua ricerca sulla natura e lo sviluppo dell’identità.
Una vera e propria indagine sulle metropoli che si assomigliano un po’ ovunque, e dove paesaggi urbani si riconoscono nel destino delle proprie sedimentazioni, divenute nel tempo accumuli e stratificazioni. Luoghi simili dove il passato e il presente, ma anche il futuro sembrano coincidere, ma dove infondo le stesse storie cambiano continuamente, non sono mai uguali, piuttosto il risultato del fluire della vita.
«L’immagine di una città-racconta Testa-è intrappolata da due forze, tra la figura inevitabile dell’identità e la solida realtà di un volume che è metafora tangibile dell’avanzare minaccioso e compatto di un universo ostile come immagine definita che divora la nostra stessa presenza».
L’artista si sofferma su strutture di utilità sociale, con particolare attenzione alle tecniche costruttive tradizionali e alla tematica della sostenibilità ambientale. Ecco dunque, che con la sottrazione dei segni, intende mettere in discussione sia l’illusione del volume, eliminando il superfluo visivo, sia la materializzazione della stessa identità, che sottopone minacciosa l’individuo, come un vero e proprio sedimento della demarcazione psichica e sensibile, opprimendo lo spazio vitale.

sabato 26 settembre 2009

DA LEGGERE / Le periferie del mondo a cura di Marco Pitzen (edizioni Punto Rosso)

Esperienze metropolitane a confronto
Lima, Parigi, Mumbai, Beirut, Buenos Aires, Los Angeles, Milano
Saggi di Marco Pitzen, Sonia Paone, Michel Lahoud, Betty Gilmore, Michel Azcueta, Ruben H. Oliva, Daniela Bezzi, Fantu Cheru, Judith Revel, Alda MeriniFoto di Eleonora Bonaccorsi, Massimo Di Nonno, Pablo Lasansky, Samuele Pellecchia, Duilio Piaggesi.
Nove saggi per cinque continenti, per raccontare uno spaccato della realtà di alcune periferie del mondo al tempo della crisi della globalizzazione, ma anche un tentativo di riannodare i fili di una memoria che ci porta a comprendere le ingiustizie di un sistema economico che genera discriminazione ed esclusione sociale. Da Quarto Oggiaro a Milano, uno dei quartieri più problematici d’Italia, dove si narra la lotta degli occupanti abusivi per affermare il diritto alla casa, parte una riflessione che si estende alle banlieues di Parigi ed alla sommosse che hanno rivelato la rabbia dei giovani della periferia contro una condizione di violenta emarginazione. Dal conflitto urbano ad una città in guerra quale Beirut, che prima di altre ha sperimentato esperienze di convivenza multiconfessionale, per passare agli slum indiani di Mumbai e alle bidonvilles africane, territori di miseria con le loro condizioni vita estreme. Da agglomerati periferici dove troppo spesso si assiste ad una passiva accettazione di condizioni disumane, al progetto realizzato di portare acqua, case e scuole nel deserto ai margini di Lima in Perù. E’ l’esperienza di Villa el Salvador partita dalle occupazioni delle terre, resistendo alla repressione della dittatura militare, per diventare un modello di organizzazione amministrativa partecipata. Sempre nel continente Latino Americano la realtà delle villas miseria con il loro sistema informale organico al funzionamento di Buenos Aires. Mentre la sommossa del ghetto nero di Watts avvenuta nel 1965 a Los Angeles ci ricorda forme attuali di razzismo e xenofobia evidentemente mai superate. Infine una poesia inedita di Alda Merini recita di periferie come spazi della solitudine come luoghi urbani dell’indifferenza. Ma anche una speranza, che nella città del disamore può germogliare il seme resistente all’ingiustizia e del riscatto sociale.

Collana: Libri - FMA
ISBN: 88-8351-122-0
Formato: 15x21 cm
Pagine: 144
Prezzo: 12.00 €
Data pubblicazione: luglio 2009

PRESENTAZIONE LIBRO
Spazio Guicciardini

Via Macedonio Melloni 6 - Milano (MI)
QUANDO
26-09 ore:10:00

venerdì 21 novembre 2008

DAL WEB / Per le compravendite c'è il rischio di un eccesso di offerta di nuovo


L’ufficio studi Ubh ha elaborato i dati raccolti sino alla fine di giugno 2008 dai primi 30 Comuni capoluogo italiani: alla fine del primo semestre 2008 il mercato immobiliare residenziale italiano ha mostrato una significativa correzione degli scambi e dei prezzi al ribasso. In particolare, i prezzi delle abitazioni usate (le dinamiche analizzate sono riferite ai prezzi di vendita di abitazioni usate in buono stato, che non necessitano di una totale ristrutturazione) hanno subito un calo medio a livello nazionale pari al -7%. Tali rilevazioni mostrano che il processo di riassestamento dei prezzi sul mercato è ormai iniziato nelle macro aree urbane semicentrali e periferiche di tutti i principali Comuni capoluogo, mentre nei centri e nelle zone di pregio i prezzi restano in una fase di stagnazione.
Tengono maggiormente i valori le nuove costruzioni grazie anche al fatto che l’offerta, ad eccezione di alcune aree soprattutto del Centro Italia, sia ancora inferiore rispetto alla domanda. La crescita zero dei valori significa ovviamente un calo in termini reali, almeno del 3,5%. Sempre sul fronte dei prezzi, le città che hanno subito un maggiore calo nel primo semestre 2008 sono Napoli e Palermo (-9%), a conferma del trend del primo trimestre, seguite da Roma (-8,3%) e Milano (-8%), anche loro già in leggero calo nel primo trimestre. Torino, ancora in positivo a marzo 2008, vede i prezzi calare in media del 6% circa come Bologna, Genova, Firenze e Catania.
Le stime elaborate a livello nazionale, relative al primo semestre 2008, danno una contrazione degli scambi di abitazioni compresa in un range fra il -13% ed il -15%, rispetto allo stesso periodo del 2007.
Scenari Immobiliari, nel focus dedicato all’Italia dell’European Outlook 2009, afferma che nel nostro Paese il fatturato del mercato immobiliare si avvicina ai 128 miliardi di euro, con uno 0,9% in più rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda il mercato residenziale, dopo anni caratterizzati da una crescita ininterrotta, si prevede che per fine anno le transazioni eseguite toccheranno quota 700.000, con un calo, rispetto al 2007, del 13%. Sul fronte delle quotazioni, viceversa, si ipotizza un incremento medio del 2% anche se calano le quotazioni nelle grandi città; si riprende il comparto industriale e migliora il settore degli uffici; bene la grande distribuzione. Nel 2009 è atteso un incremento generale del fatturato dell’1,6%.
Secondo Tecnocasa prosegue il momento no del mercato immobiliare che, nel primo semestre 2008, ha visto scendere i prezzi delle case del 2,7% nelle grandi città, del 2,3% nei capoluoghi di provincia e dell’1,9% nei comuni dell’hinterland delle grandi città. Per aree geografiche il calo dei prezzi nel Centro è di -3,7%, nel Nord -1,9%, nel Sud -1,6%. Le realtà meno dinamiche si sono rivelate Genova (-4,5%), Firenze (-3,3%) e Bologna (-3%). Per la prima volta, dal 1997, variazioni negative a Torino e Palermo (-1,7% e -2,2%) e Milano e Roma a -2,2%. Fino ai primi mesi del 2009, ci sarà un periodo di assestamento. Secondo la rete di agenzie immobiliari a pesare sono la diminuzione della domanda, l’allungamento dei tempi di vendita, l’aumento dell’offerta e la presenza di un maggiore margine di trattativa per gli acquirenti. Gli elementi dell’immobile maggiormente apprezzati sono: la presenza del box o del posto auto, il posizionamento ai piani alti, la luminosità, la razionale disposizione degli ambienti, la presenza di spazi esterni, la qualità del contesto condominiale; sempre più importante il riscaldamento autonomo.
Una leggera ma generalizzata contrazione delle quotazioni nominali contraddistingue l’andamento del mercato immobiliare italiano nel I semestre 2008, secondo l’analisi svolta dall’Ufficio Studi Gabetti. Rimane netta la flessione del numero di compravendite, stimata intorno al 15% nel semestre a livello nazionale, con percentuali più alte nelle metropoli. Anche i tempi di vendita si sono ormai stabilizzati su livelli elevati, intorno ai 6 mesi. Le variazioni leggermente negative registrate nelle quotazioni immobiliari delle grandi città nel primo semestre del 2008 sono state nell’ordine del 2,7%. Le contrazioni maggiori si sono riscontrate a Torino (-6,3%); flessione decisa anche a Bologna (-4,2%) e Napoli (-4,1%); livelli più contenuti di contrazione dei valori si registrano a Milano (-1%) e a Roma (-2,4%), mentre l’unica città di grandi dimensioni a far registrare prezzi stabili è Cagliari. Da un’analisi generale si denota una diminuzione dei prezzi più sensibile nei capoluoghi di provincia (-3,4%) che nei piccoli Comuni (-2,5%), mentre a livello territoriale la flessione sembra essere omogenea fra Nord (-3,3%) e Sud (-3,2%), leggermente più marcata per il Centro (-3,8%). Un contributo al rallentamento delle transazioni è venuto anche dal maggior rigore delle politiche creditizie attuate da parte degli Istituti di credito, che hanno inciso negativamente sulla quota di domanda coperta da giovani coppie e stranieri. Di fatto, si riscontra una difficoltà oggettiva di una parte della domanda potenziale a tradursi in domanda effettiva. La dinamica degli scambi è stata penalizzata nella prima parte dell’anno sia dal ciclo elettorale che dal clima di incertezza economica. La media degli sconti che si possono spuntare in sede di chiusura della trattativa d’acquisto è del 15% sul prezzo inizialmente richiesto, percentuale destinata a salire nel caso delle soluzioni di taglio più ampio. Continua a diminuire la domanda d’investimento privata, per lo più circoscritta ai capoluoghi e ai quartieri universitari, mentre si registra un surplus di offerta di nuovo nell’hinterland di molte città. Le nuove case, l’85% delle quali si trova in Comuni non capoluogo, attraggono una domanda dai criteri particolarmente selettivi che nella decisione d’acquisto tiene conto della location, della funzionalità, dell’efficienza e del rapporto qualità-prezzo. I rischi attuali sono legati all’eccesso di offerta di nuovo, con la prossima immissione sul mercato di immobili progettati in un momento più favorevole, il prezzo dei quali oggi risente del costo di acquisto dei terreni, avvenuto in pieno boom immobiliare. Una parte dell’offerta è composta da immobili acquistati di recente, i proprietari dei quali, non riuscendo a sostenere le rate del mutuo, preferiscono la cessione del bene per orientarsi verso soluzioni di dimensioni più ridotte o sulla locazione. Nelle grandi città è evidente uno sbilanciamento dell’offerta immobiliare verso tagli medio-grandi rispetto alla domanda. In generale, si registra un’attenuarsi del fenomeno della provincializzazione e dell’attrazione esercitata dai mercati del primo e secondo hinterland rispetto alle periferie urbane. I più penalizzati sono i Comuni di prima fascia, più popolari e con quotazioni in linea con le periferie urbane, dal momento che chi esce dalle metropoli tende a cercare soluzioni indipendenti, di qualità, immerse nel verde e un buon rapporto qualità-prezzo.

mercoledì 19 novembre 2008

DAI GIORNALI / Quale casa comprare con il proprio stipendio

ROMA - Via dalla metropoli: per acquistare una casa, a meno che non si possa far conto su un reddito alto, è meglio scegliere un piccolo o medio centro. Nelle grandi città per effetto dell'aumento dei tassi sui mutui e dell'incremento delle quotazioni immobiliari diventa sempre più difficile acquistare un'abitazione, nei centri di minori dimensioni la compravendita non è un miraggio ma, in molti casi, una realtà concreta.
Ad esempio, alla periferia di Roma con un mutuo di 85.000 euro si può acquistare solo una stanza di 24 metri quadrati, mentre a Ragusa la casa diventa di circa 90 metri quadrati. Con il medesimo finanziamento, il taglio della casa acquistabile a Parma diventa di una quarantina di metri quadrati che raddoppiano a Brindisi. Chi guadagna duemila euro al mese può sperare in un mutuo da 112 mila euro, ma anche in questo caso le differenze sono notevoli: appena 35 metri quadrati a Roma, Milano o Venezia; venti di più a Vicenza o Salerno, oltre cento metri in un capoluogo di provincia del Sud. Questo il risultato di un'indagine realizzata da "Scenari Immobiliari" per Repubblica che ha posto a confronto le rate di mutuo ottenibili dai potenziali acquirenti prendendo in considerazione il loro reddito e i metri quadrati acquistabili con il finanziamento immobiliare nelle periferie di tutti i capoluoghi di provincia.
Come regola generale, la rata del mutuo non dovrebbe superare un terzo del reddito netto mensile del mutuatario. Sono state ipotizzate quattro categorie reddituali per ottenere l'importo di un mutuo trentennale "sostenibile" a tasso fisso (6,15%). In concreto, con un reddito netto mensile di 1.500 euro la banca erogherà un mutuo di 85.000 euro con una rata mensile di 518 euro. Se il reddito sale a 2.000 euro, il mutuo risulterà più consistente: 112.000 euro e rata di 682. Con redditi netti di 2.500 e 3.200 euro si potranno ottenere finanziamenti rispettivamente di 138.000 e 175.000 euro.
Bisogna considerare che di rado il finanziamento copre il 100% del costo dell'abitazione. Con un mutuo di 138.000 euro aumenta, ovviamente, il taglio delle case che si possono acquistare. Ad esempio, a Milano si può ipotizzare un mini-appartamento di 42 metri quadrati. Se poi ci spostiamo ad Aosta, la casa guadagna una stanza. A Ravenna, il taglio dell'appartamento raddoppia, per triplicare ad Agrigento. "La mappa delle possibilità di investimento con diverse cifre di acquisto - spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari non è solo lo specchio del mercato immobiliare, ma anche dell'economia del Paese. In fondo a questa classifica troviamo, infatti, molti capoluoghi del Sud".
La necessità di avere la disponibilità di una parte anche consistente del costo dell'immobile per rendere i metri quadrati acquistabili "abitabili" risulta evidente per le città a prezzi "salati". A Bolzano, dove i prezzi delle case risultano elevati a causa della scarsità dell'offerta, con 138.000 euro si acquista un mini-appartamento di 46 metri quadrati. E per un'abitazione di 58 metri quadrati, l'interessato dovrà avere anche una disponibilità liquida di 37.000 euro.
tratto da Repubblica.it del 18/11/2008

Cerca nel blog