Le prescrizioni impartite all'Ilva di Taranto per il rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale sono online sul portale dell'Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale), all'indirizzo www.isprambiente.it, dove e' stato messo in linea il sito 'Garante dell'Aia per l'Ilva' dal 28 febbraio. A comunicarlo e' lo stesso Vitaliano Esposito, Garante del Governo dell'Aia per l'Ilva.
Visualizzazione post con etichetta governo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta governo. Mostra tutti i post
mercoledì 6 marzo 2013
ILVA Taranto: on line la pagina del garante per l'autorizzazione integrata ambientale
Etichette:
aia,
ambiente,
autorizzazione integrata ambientale,
garante,
governo,
ILVA,
inquinamento,
Taranto
sabato 9 febbraio 2013
FIAB / Un decalogo e la ricostituzione del gruppo interparlamentare per la mobilità ciclistica
Come da copione, nemmeno questa volta si parla di mobilità sostenibile nei programmi
elettorali delle prossime elezioni politiche.
Etichette:
bicicletta,
ciclisti,
elezioni,
fiab,
governo,
mobilità sostenibile,
onorevoli,
parlamento,
pista ciclabile,
senato
lunedì 17 settembre 2012
URBANISTICA / Piano nazionale per le città: entro il 5 ottobre i comuni dovranno presentare i progetti
Si è svolta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla presenza del vice ministro Mario Ciaccia, la prima riunione della Cabina di regia che valuterà i piani di riqualificazione e rigenerazione urbana da parte delle amministrazioni comunali.
lunedì 9 luglio 2012
SMART CITIES AND COMMUNITIES AND SOCIAL INNOVATION / Pubblicato il bando MIUR per le regioni italiane
Etichette:
città,
governo,
MIUR,
smart cities,
sostenibilità,
sud
venerdì 29 giugno 2012
AGENZIA DEL TERRITORIO / Dal 1° ottobre visure catastali a pagamento
Novità in arrivo per i cittadini contribuenti, professionisti, pubblica amministrazione e centri di assistenza fiscale.
giovedì 21 giugno 2012
Detrazioni fiscali IRPEF / Ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico al 50% fino a giugno 2013
In questo periodo di stagnazione economica, arriva una novità per i contribuenti.
L'edilizia rappresenta uno dei
settori trainanti del nostro paese e pertanto il Governo ha deciso di puntare su questo comparto, dal momento che il ministro Corrado
Passera ha approntato un nuovo Decreto Sviluppo, recante Misure urgenti per
la crescita, che prevede tra i suoi contenuti di portare dal 36% al 50% la
quota di spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia che è
possibile detrarre dall'Irpef.
lunedì 18 giugno 2012
Decreto Sviluppo: le novità per l'edilizia
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto volto a favorire il rilancio dell’edilizia e gli incentivi alle imprese.
Etichette:
36%,
50%,
55%,
agevolazioni irpef,
costruzioni,
edilizia,
edilizia sostenibile,
governo,
imprese edili,
risparmio energetico,
ristrutturazioni edilizie,
sviluppo
lunedì 9 gennaio 2012
Novità 2012 per l'edilizia: detrazioni 36 e 55%, IMU, IVA
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27 dicembre 2011 la Legge n. 241 del 23 dicembre 2011 di conversione del Decreto Monti.
Vediamo i punti principali e le modifiche apportate al Decreto Legge.
Etichette:
36%,
55%,
detrazioni fiscali,
edilizia,
governo,
ici,
imu,
IVA,
Mario Monti,
risparmio energetico,
ristrutturazioni edilizie,
tasse
venerdì 16 dicembre 2011
Incentivi per l'edilizia: 55% confermato per il 2012 e 36% a tempo indeterminato
E' ufficiale, nel testo della Manovra Salva Italia, appena firmato dal Presidente della Repubblica, c’è la proroga del bonus 55% fino al 31 dicembre 2012 alle attuali condizioni.
Etichette:
2012,
2013,
36%,
55%,
agevolazioni irpef,
casa,
detrazioni fiscali,
edilizia,
energia,
fisco,
governo,
imprese edili,
risparmio energetico,
ristrutturazioni edilizie
martedì 8 novembre 2011
Detrazione 36% per le ristrutturazioni: ecco i documenti da conservare
Le abilitazioni amministrative, la domanda di accatastamento per immobili non censiti, la ricevuta di pagamento dell'Ici. Sono alcuni dei documenti elencati nel provvedimento del direttore dell'Agenzia del 2 novembre, per i quali è previsto l'obbligo di conservazione ed esibizione in caso di controllo sulle detrazioni del 36% per le spese di ristrutturazione.
Dopo le norme che hanno abolito gli obblighi di inviare la comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara e di indicare separatamente nella fattura il costo della manodopera (Dl 70/2011), semplificando, quindi, notevolmente gli adempimenti per i contribuenti che intendono avvalersi dell'agevolazione fiscale per gli interventi di ristrutturazione edilizia (detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute), il provvedimento di oggi fornisce, invece, l'elenco della documentazione che i contribuenti devono tenere a disposizione e, a richiesta, esibire agli uffici fiscali.
Ecco la lista dei documenti:
- abilitazioni amministrative (concessioni, autorizzazioni o comunicazioni di inizio lavori), se previste (in alternativa, dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà contenente la data di inizio lavori e attestante che si tratta di interventi agevolabili anche se non è richiesto un'abilitazione specifica)
- domanda di accatastamento per gli immobili non censiti
- ricevuta dell'Ici, se dovuta
- delibera assembleare e tabella con ripartizione delle spese in base ai millesimi, in caso di lavori concernenti parti comuni di edifici
- dichiarazione di consenso ai lavori da parte del possessore dell'immobile, se diverso dai familiari conviventi
- comunicazione alla Asl, se prevista dalla legge per la sicurezza dei cantieri
- fatture e ricevute delle spese sostenute
- ricevute dei bonifici di pagamento.
Come accennato, il provvedimento recepisce la disposizione normativa che ha semplificato gli adempimenti a carico dei contribuenti, prevedendo che si devono "indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione e a conservare ed esibire a richiesta degli uffici i documenti che saranno indicati in apposito Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate" (articolo 1, comma 1, lettera a, del decreto interministeriale 41/1998, come modificato dall'articolo 7, comma 2, lettera q), del Dl 70/2011).
Fonte: FiscoOggi
venerdì 16 settembre 2011
FISCO / Da domani l'IVA passa al 21%
A seguito la conversione in Legge del Decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 "Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo.", l'aliquota ordinaria passa dal 20% al 21%, in vigore da domani 17.09.2011.
martedì 13 settembre 2011
Manovra fiscale di ferragosto 2011: l'IVA nel settore dell'edilizia
La Manovra di ferragosto 2011 ha introdotto l`aumento dell`aliquota ordinaria IVA al 21%, l`introduzione del cd. "mini-contributo di solidarieta" del 3% per i titolari di redditi superiori a 300.000 euro, l`anticipo al 2012 della probabile riduzione delle agevolazioni fiscali vigenti e la facoltà, per Comuni e Regioni, sempre dal 2012, di modificare le rispettive addizionali IRPEF.
Etichette:
36%,
agevolazioni irpef,
ance,
costruzioni,
edilizia,
governo,
IVA,
ristrutturazioni edilizie
martedì 19 luglio 2011
Manovra fiscale: tagli alle detrazioni fiscali del 36% e del 55%
Le agevolazioni fiscali per gli interventi di risparmio energetico sugli edifici sono a rischio insieme a quelle per gli interventi di ristrutturazione edilizia secondo la Manovra fiscale, in vigore da lunedì, per raggiungere il tanto agognato pareggio di bilancio.
Etichette:
36%,
55%,
casa,
governo,
risparmio energetico,
ristrutturazioni edilizie
mercoledì 11 maggio 2011
PUNTA PEROTTI / offerta di risarcimento per 60 milioni di euro
Sessanta milioni di euro da dividere tra le tre imprese, oltre alla restituzione dei suoli. È la proposta di transazione avanzata dalla rappresentanza permanente italiana presso la Corte europea dei diritti dell'uomo per la vicenda di Punta Perotti. Un’iniziativa, quella di Palazzo Chigi, nata con ogni probabilità per evitare la sentenza di condanna a un maxirisarcimento da parte di Strasburgo: Mabar, Sud Fondi e Iema hanno infatti chiesto 300 milioni di danni.
«Non abbiamo ricevuto alcuna offerta, se e quando ci arriverà la valuteremo con i nostri avvocati», si limita a dire Beppe Matarrese. Non è una posizione tattica: la proposta è stata depositata solo a Strasburgo e non è stata discussa né con gli avvocati delle imprese né tantomeno con quelli del Comune che sta informalmente partecipando alle trattative sulla transazione. L’offerta è emersa soltanto perché l'8 aprile il ministero della Giustizia ha chiesto un parere alla Cassazione, al Consiglio di Stato e al Tribunale di Bari (in quanto giudice dell'esecuzione).
La risposta degli ermellini di piazza Cavour è arrivata in via Arenula il giorno 29, e sembra omettere un particolare importante. Nella missiva il primo presidente Ernesto Lupo evidenzia «l'impossibilità di esprimere parere»: «La valutazione richiesta presupporrebbe infatti la disponibilità di dati (quali l'estensione dei suoli e l'entità degli immobili confiscati, il loro stato presente, la situazione attuale e gli interessi coinvolti, la posizione assunta dalle predette società in merito agli sviluppi della vicenda, ecc.) dei quali questa Corte non è in possesso, e che non è in grado di acquisire, non competendo ad essa alcun apprezzamento in ordine alla destinazione dei beni confiscati, una volta che gli stessi, com'è accaduto nella specie, siano stati acquisiti al patrimonio indisponibile del Comune». In realtà, l'incidente di esecuzione proposto da Palazzo Chigi ha già portato alla restituzione dei suoli di Punta Perotti alle imprese: Lupo si ferma però alla sentenza di maggio 2010 con cui la Terza sezione ha rimesso gli atti al Tribunale di Bari.
La Cassazione, insomma, se ne lava le mani. Né potrebbe essere diversamente, visto che la titolarità a esprimersi su una proposta di transazione appartiene al Consiglio di Stato. Ma più che l'intreccio giuridico-amministrativo, ciò che conta è la strategia processuale di Palazzo Chigi. A Strasburgo infatti i tempi sono maturi per una decisione sul quantum della richiesta, e una eventuale sentenza di condanna potrebbe avere un impatto mediatico devastante. La rappresentanza permanente presso la Corte avrebbe dunque «suggerito» al governo di avanzare una proposta, così da sparigliare il campo e dimostrare di essersi attivato: e se i giudici di Strasburgo dovessero giudicare congrua l’offerta di 60 milioni, sarebbe un modo di limitare i danni rispetto ad una richiesta che ammonta a 5 volte tanto.
Il risarcimento, ma questo è ovvio, integra e non sostituisce la restituzione dei suoli. Suoli che sono sempre edificabili, seppure soltanto in linea teorica, e che restano ancora nella materiale disponibilità del Comune in quanto trasformati in Parco della legalità. Una norma voluta da Berlusconi (l’articolo 4, comma 4-ter della legge 102/2009) peraltro dice che i suoli da restituire vanno valutati al prezzo di mercato, in base alla destinazione attuale e senza tener conto del valore dei palazzi: serviva ad evitare che i Matarrese potessero pretendere i danni anche per gli immobili demoliti. La Corte di Strasburgo non è obbligata a tenerne conto, ma l’offerta di Palazzo Chigi ovviamente sì.
«Non abbiamo ricevuto alcuna offerta, se e quando ci arriverà la valuteremo con i nostri avvocati», si limita a dire Beppe Matarrese. Non è una posizione tattica: la proposta è stata depositata solo a Strasburgo e non è stata discussa né con gli avvocati delle imprese né tantomeno con quelli del Comune che sta informalmente partecipando alle trattative sulla transazione. L’offerta è emersa soltanto perché l'8 aprile il ministero della Giustizia ha chiesto un parere alla Cassazione, al Consiglio di Stato e al Tribunale di Bari (in quanto giudice dell'esecuzione).
La risposta degli ermellini di piazza Cavour è arrivata in via Arenula il giorno 29, e sembra omettere un particolare importante. Nella missiva il primo presidente Ernesto Lupo evidenzia «l'impossibilità di esprimere parere»: «La valutazione richiesta presupporrebbe infatti la disponibilità di dati (quali l'estensione dei suoli e l'entità degli immobili confiscati, il loro stato presente, la situazione attuale e gli interessi coinvolti, la posizione assunta dalle predette società in merito agli sviluppi della vicenda, ecc.) dei quali questa Corte non è in possesso, e che non è in grado di acquisire, non competendo ad essa alcun apprezzamento in ordine alla destinazione dei beni confiscati, una volta che gli stessi, com'è accaduto nella specie, siano stati acquisiti al patrimonio indisponibile del Comune». In realtà, l'incidente di esecuzione proposto da Palazzo Chigi ha già portato alla restituzione dei suoli di Punta Perotti alle imprese: Lupo si ferma però alla sentenza di maggio 2010 con cui la Terza sezione ha rimesso gli atti al Tribunale di Bari.
La Cassazione, insomma, se ne lava le mani. Né potrebbe essere diversamente, visto che la titolarità a esprimersi su una proposta di transazione appartiene al Consiglio di Stato. Ma più che l'intreccio giuridico-amministrativo, ciò che conta è la strategia processuale di Palazzo Chigi. A Strasburgo infatti i tempi sono maturi per una decisione sul quantum della richiesta, e una eventuale sentenza di condanna potrebbe avere un impatto mediatico devastante. La rappresentanza permanente presso la Corte avrebbe dunque «suggerito» al governo di avanzare una proposta, così da sparigliare il campo e dimostrare di essersi attivato: e se i giudici di Strasburgo dovessero giudicare congrua l’offerta di 60 milioni, sarebbe un modo di limitare i danni rispetto ad una richiesta che ammonta a 5 volte tanto.
Il risarcimento, ma questo è ovvio, integra e non sostituisce la restituzione dei suoli. Suoli che sono sempre edificabili, seppure soltanto in linea teorica, e che restano ancora nella materiale disponibilità del Comune in quanto trasformati in Parco della legalità. Una norma voluta da Berlusconi (l’articolo 4, comma 4-ter della legge 102/2009) peraltro dice che i suoli da restituire vanno valutati al prezzo di mercato, in base alla destinazione attuale e senza tener conto del valore dei palazzi: serviva ad evitare che i Matarrese potessero pretendere i danni anche per gli immobili demoliti. La Corte di Strasburgo non è obbligata a tenerne conto, ma l’offerta di Palazzo Chigi ovviamente sì.
Etichette:
Bari,
governo,
Matarrese,
Punta Perotti,
Unione Europea
martedì 8 marzo 2011
PUNTA PEROTTI / 40mila euro ai Matarrese per danni morali
Si apprende che il governo italiano ha pagato i danni morali e le spese processuali ai Matarrese per l'illegittima confisca di Punta Perotti. Liquidando 40mila euro alla società Sud Fondi lo Stato ha ottemperato alla sentenza della Corte europea del 20 gennaio 2009.
Etichette:
Bari,
Emiliano,
Europa,
governo,
Matarrese,
Punta Perotti,
Unione Europea
lunedì 21 febbraio 2011
Sanatoria catastale / Nuovo termine al 30 aprile
Slitta dal 31 marzo al 30 aprile 2011 il termine per la presentazione delle istanze di aggiornamento catastale per gli immobili non dichiarati, modificati o che hanno perso il requisito di ruralità. Dopo la scadenza dei termini, sarà applicata una rendita presunta che, insieme alla rendita definitiva, produce effetti fiscali dal 1° gennaio 2007.
Etichette:
agenzia del territorio,
catasto,
governo,
immobili
sabato 5 febbraio 2011
PUNTA PEROTTI / Le imprese: Tenetevi il parco
Martedì prossimo il Comune avrebbe voluto restituire loro le aree di Punta Perotti. Ma i costruttori hanno detto «no»: ci è stato confiscato un suolo edificabile con dei palazzi, volete ridarci un parco pubblico. E quindi, con tre fax identici giunti ieri al sindaco, alla ripartizione Patrimonio e al dipartimento Affari giuridici di Palazzo Chigi, le imprese Mabar, Sud Fondi e Matarrese dichiarano che l’invito non può essere accolto. Almeno per ora. È una mossa prevedibile in virtù del procedimento in corso a Strasburgo, ma che non aiuta certo a sbrogliare la matassa.
Attenzione: questa mossa non significa che le imprese stanno definitivamente rinunciando a riprendersi i suoli. L’ordinanza del giudice Antonio Lovecchio, infatti, è ormai definitiva, quindi la proprietà è senza ombra di dubbio degli imprenditori Matarrese, Quistelli e Andidero. In ballo qui c’è il possesso dell’area: che, stando così le cose, per ora resterà nelle mani del Comune. Le imprese dicono infatti di non essere interessate a farsi carico di un parco pubblico attrezzato, di cui dovrebbero curare manutenzione e custodia. «Persino per essere autorizzata a realizzare mere opere di recinzione», servirebbe un ok da parte del Comune.
Questa reimmissione in possesso, secondo i costruttori, non è la restitutio in integrum (nemmeno per i soli suoli) che anche la Cassazione ha ritenuto l’unica alternativa all’indennizzo a seguito di una confisca avvenuta in assenza di reato. Se è ovvio che le imprese non potranno mai riavere i suoli con i tre palazzi che c’erano il 17 marzo 1997, quando Punta Perotti fu sottoposta a sequestro preventivo da parte del Tribunale di Bari, oggi i proprietari lamentano di non poter riavere nemmeno un semplice suolo edificabile: questo proprio perché c’è il parco.
Ne consegue che i proprietari preferiscano puntare al risarcimento economico, il cui ammontare dovrà a breve essere stabilito dalla corte di Strasburgo. Oltretutto, secondo le imprese, la tempistica è sospetta: «Questa offerta (la restituzione, ndr) appare, per tempi e modalità, chiaramente strumentale ad evitare, o quantomeno condizionare o rinviare, la imminente determinazione da parte della Corte Europea del risarcimento del danno materiale subito dalla società, al termine di una procedura durata molti anni nel corso della quale mai nessuna offerta di restituzione e di risarcimento del danno era stata avanzata né dal Comune, né dallo Stato alla società stessa». Insomma: potevate pensarci prima. Il segnale lanciato sul punto del risarcimento sembra chiaro. Così come la lettera pare contenerne un altro: la restituzione del possesso potrà essere accettata - comunque dopo la pronuncia della Cedu - se il Comune smantellerà il parco. Azione che, però, l’amministrazione non intraprende per motivi di cautela contabile: per attrezzare il «Parco della legalità» voluto da Emiliano sono stati spesi 2 milioni di euro, ed un’eventuale demolizione potrebbe finire nel mirino della Corte dei conti.
Intanto a Strasburgo, l’altro giorno, il governo ha fatto propria la proposta transattiva del Comune di Bari: stop al contenzioso sulla proprietà delle aree, e risarcimento sottoforma di altri suoli edificabili. Una strada che però resta sulla carta, dal momento che i costruttori continuano a dire di non essere mai stati interpellati. La Cedu non si esprimerà a breve sull’ammontare del risarcimento: prima dovrà essere verificata l’impossibilità di arrivare a un accordo tra le parti. Gli imprenditori, come noto, per la confisca illegittima chiedono un risarcimento di 300 milioni di euro. Ma il Comune teme che non finirà lì: una volta chiusa la partita europea, con l’ultima ordinanza del giudice Lovecchio i costruttori potrebbero attivare un procedimento civile per chiedere anche i danni conseguenti all’abbattimento dei palazzi.
Etichette:
Bari,
Emiliano,
governo,
Matarrese,
Punta Perotti,
Regione Puglia
mercoledì 12 gennaio 2011
Il Ministero della Difesa vende l'isola di San Paolo nel golfo di Taranto
Il Ministero della Difesa intende vendere al miglior offerente l'isola di San Paolo nel golfo della città di Taranto perchè non piu’ d’interesse per le forze armate. L'isola e altri 60 beni da alienare sul territorio nazionale, formano un elenco di immobili pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 gennaio.
Etichette:
governo,
isole cheradi,
mar grande,
Regione Puglia,
San Paolo,
Taranto
domenica 9 gennaio 2011
Detrazioni fiscali e piano casa: quando spettano le agevolazioni del 36 e del 55%
Gli ampliamenti di edifici, previsti dal Piano Casa, approvato dal DL n. 112/2008 convertito in legge n. 133/2008, in deroga ai piani regolatori locali, non godono delle beneficio delle detrazioni fiscali del 36 e 55 per cento.
Etichette:
36%,
55%,
agenzia delle entrate,
agevolazioni irpef,
casa,
detrazioni fiscali,
edilizia,
governo,
piano casa
venerdì 17 dicembre 2010
Verso la proroga al 2011 delle operazioni di regolarizzazione degli immobili sconosciuti al catasto
Proroga (LEGGI COMMENTI DI AGGIORNAMENTO), del termine per la regolarizzazione degli immobili non ancora accatastati: è quanto previsto dall’ordine del giorno presentato dal senatore Cosimo Izzo, vicepresidente del gruppo del Pdl, e accolto dal Governo nell'ambito della Legge di Stabilità approvata in via definitiva dal Senato il 7 dicembre scorso. “La norma prevede che in caso di inottemperanza l’ufficio provvederà alla definizione di una rendita presunta con addebiti delle spese a carico del contribuente nonché una sanzione da un minimo di 258 euro ad un massimo di 2.066 euro”, spiega una nota del gruppo Pdl al Senato.
Iscriviti a:
Post (Atom)
















