giovedì 20 gennaio 2011

PUNTA PEROTTI: in arrivo la decisione contro l'annullamento della confisca


Mancano ormai pochissimi giorni alla definizione della proprietà dei suoli di Punta Perotti, in attesa della decisione del gip presso il Tribunale di Bari Spadavecchia.
Nell’attesa cresce la preoccupazione al Comune per il rischio abbandono di quegli spazi ormai occupati da un grande polmone verde destinato a verde pubblico.
Il rischio, sempre secondo il Comune di Bari, è che il parco di Punta Perotti possa «essere abbandonato» al suo destino e la città perdere l’area verde più grande”. Intanto ieri s’è svolta la prima udienza al termine della quale il gip dovrà decidere se rendere immediatamente esecutiva l’ordinanza, emessa il 15 novembre scorso, con la quale dispose la revoca della confisca dei suoli sui quali sorgevano i palazzoni poi abbattuti e la restituzione dei terreni ai proprietari.
Il giudice si è riservato, ma la decisione verrà adottata comunque entro venerdì prossimo.
Il Comune, tuttavia, ha presentato ricorso in Cassazione contro la restituzione dei suoli e ha chiesto di attendere la decisione della Corte prima di dare esecutività all’ordinanza.
Come si ricorderà fu il gup del Tribunale di Bari Antonio Lovecchio che ha revocato la confisca dei suoli su cui sorgeva l’ecomostro di Punta Perotti, e ha disposto la restituzione dei terreni alle imprese costruttrici che subirono la confisca, al termine del processo per lottizzazione abusiva dei suoli.
La decisione è stata depositata due mesi fa, al termine dell’incidente di esecuzione proposta dall’Avvocatura dello Stato, per conto della presidenza del consiglio dei ministri.
Le tre società costruttrici sono Sudfondi, Mabar e Iema riconducibili alle famiglie Matarrese, Andidero e Quistelli.
Lo stesso ufficio del Tribunale aveva respinto a ottobre 2009 la richiesta, ma la Cassazione ha successivamente annullato, con rinvio, la decisione, per difetto di contraddittorio, in quanto il giudice aveva omesso di citare nel procedimento il Comune di Bari e le tre imprese alle quali i beni avrebbero dovuto essere restituiti.
La richiesta di restituzione dei terreni nasce da una decisione del 20 gennaio 2009 della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu), che ha ritenuto la confisca dei suoli (disposta al termine di un procedimento per lottizzazione abusiva) una sanzione arbitraria perchè gli imputati sono stati assolti dalle accuse contestate loro per ’difetto dell’elemento psicologicò del reato.
È invece passata in giudicato la sentenza che aveva dichiarato abusiva la lottizzazione. Lovecchio ha ereditato il fascicolo dal collega Giuseppe De Benedictis, trasferito ad altra sede.
Solo il Comune di Bari si era opposto alla revoca della confisca, mentre Procura della Repubblica e i tre costruttori si erano detti favorevoli alla restituzione. Come si ricorderà il complesso di Punta Perotti - tre saracinesche di 13 piani ciascuna sul lungomare sud di Bari, che chiudevano orizzonte e vista - fu abbattuto ad aprile 2006 dopo un’altra battaglia giudiziaria infinita, durata diversi anni e cominciata nel lontano 1997: trecentomila metri cubi di cemento furono distrutti davanti a decine di migliaia di persone, perfino in mondovisione.
Ma Punta Perotti nacque negli anni Ottanta con tutte le carte in regola: concessioni edilizie e autorizzazioni di Comune e Regione. Che Punta Perotti non fosse abusivo lo stabilì anche la Cassazione nell’ottobre ’97, quando restituì ai proprietari gli immobili che erano stati sequestrati.
La magistratura barese, due anni dopo, assolse otto persone tra costruttori e progettisti, sancendo che tutte le carte erano in regola, ma dispose la confisca del complesso per varie violazioni ambientali. Il provvedimento, confermato dalla Cassazione nel 2001, insieme con l’assoluzione degli otto imputati per aver agito in buona fede, fu alla base delle procedure per l’abbattimento.
Il 20 gennaio 2009 la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha ritenuto la confisca dei suoli una sanzione arbitraria e condannò l’Italia per violazione dell’art. 7 della Convenzione dei diritti, ritenendo che la confisca illegale costituisse un’ingerenza nel legittimo diritto dei ricorrenti di beneficiare delle loro proprietà. Oltre a riconoscere alle imprese un indennizzo di 40 mila euro ciascuna, la Corte di Strasburgo s’è riservata di quantificare il danno materiale da risarcire, invitando il governo italiano a cercare un accordo con i costruttori entro sei mesi. Ma questa è un’altra storia che non fa dormire sonni tranquilli ai contribuenti baresi, checché ne pensi il sindaco Emiliano…


Antonio De Luigi

1 commento:

Unknown ha detto...

ULTIM'ORA: I terreni su cui sorgeva Punta Perotti, il complesso edilizio abbattutto nel 2006, devono tornare ai costruttori. La decisione è stata presa dal gup del tribunale di Bari Antonio Lovecchio dopo che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha giudicato la confisca di quei suoli una sanzione arbitraria. Gli imputati sono infatti stati assolti in seguito al processo per lottizzazione abusiva. Le famiglie interessate sono Matarrese, Andidero e Quistelli.

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