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martedì 4 settembre 2012

EDILIZIA / Calo delle occupazioni nel secondo trimestre 2012




I dati sulle forze di lavoro diffusi dall’Istat segnalano un’ulteriore contrazione dei livelli occupazionali nelle costruzioni: nel secondo trimestre 2012 il numero degli occupati nel settore registra un calo del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente che segue il -4,5% rilevato già nei primi tre mesi dell’anno in corso.

martedì 13 settembre 2011

Manovra fiscale di ferragosto 2011: l'IVA nel settore dell'edilizia


La Manovra di ferragosto 2011 ha introdotto l`aumento dell`aliquota ordinaria IVA al 21%, l`introduzione del cd. "mini-contributo di solidarieta" del 3% per i titolari di redditi superiori a 300.000 euro, l`anticipo al 2012 della probabile riduzione delle agevolazioni fiscali vigenti e la facoltà, per Comuni e Regioni, sempre dal 2012, di modificare le rispettive addizionali IRPEF.

lunedì 14 marzo 2011

Bari deve ripartire dalle sue periferie


Riqualificare le periferie per dare un nuovo slancio alle attività di edilizia pubblica e privata è il pensiero di Ambrogio Prezioso, presidente dell'AFM-ANCE, che si occupa di formazione manageriale all'interno dell'associazione nazionale costruttori.

giovedì 2 dicembre 2010

Edilizia, imprese e sindacati in piazza: ``Il Governo promuova le opere pubbliche``



Davanti a Montecitorio, con caschetti blu, gialli e rossi oggi tutta la filiera delle costruzioni. Due le richieste a fronte della crisi che ha spremuto il settore: l`avvio di nuovi lavori e il pagamento di quelli effettuati. ``Non si possono far fallire le imprese per non far fallire uno Stato che non paga``

In migliaia in piazza per protestare contro lo stop delle opere pubbliche e contro il mancato pagamento dei lavori commissionati ed effettuati per la pubblica amministrazione: oggi a Montecitorio c`era tutta la filiera dell`edilizia, imprese e sindacati, senza distinzioni corporative. Si sono schierati davanti al Parlamento con i caschetti blu, gialli e rossi in testa, niente bandiere ma reti di cantiere utilizzate come fasce. Tra gli slogan, `Lavorare per lo Stato non paga` e `La crisi preme e il fisco ci spreme`.

lunedì 29 novembre 2010

Stati generali delle costruzioni: manifestazione nazionale il 1° dicembre



Il settore non puo` piu` attendere: -250mila occupati, +300% di utilizzo ammortizzatori sociali, -20% di produzione.

A un anno e mezzo dagli Stati Generali delle Costruzioni, l`evento che riuni` insieme per la prima volta tutte le sigle delle organizzazioni sindacali e delle associazioni delle imprese artigiane, delle cooperative e di tutta la filiera delle costruzioni, per denunciare la crisi, ma anche per proporre un modello di sviluppo basato sulla qualita` e la legalita` dell`impresa e del lavoro, gli stessi soggetti sociali si sono riuniti per lanciare un nuovo e pressante grido di allarme.

Il settore e` piegato da una crisi senza precedenti: oltre 250.000 posti di lavoro persi, oltre 300% in piu` di utilizzo ammortizzatori sociali, oltre il 20% medio di riduzione delle produzioni nei settori dei materiali da costruzione, circa 70 mld in meno di valore complessivo delle produzioni. Se a questo si aggiunge l`inaccettabile danno causato dai ritardati pagamenti della pa, con punte di ritardo anche di 24 mesi, emerge un quadro di assoluta gravita`.

Durante tutti questi mesi, di fronte all`insufficiente politica industriale a sostegno del settore, imprese, sindacati, cooperative, artigiani e tutti gli attori della lunga filiera dell`edilizia hanno denunciato piu` volte - a livello nazionale e su tutto il territorio - lo stato di grande difficolta` del settore, ricercando un costante dialogo con il governo e le amministrazioni pubbliche, sollecitando un confronto, avanzando proposte concrete che hanno incontrato spesso il favore bipartisan delle forze politiche.

A questa azione, responsabile e propositiva, del mondo dell`edilizia non ha ancora corrisposto un`efficace azione del Governo, ne` sul piano dei provvedimenti adottati e delle risorse disponibili, ne` su quello del coinvolgimento completo degli attori degli Stati Generali, visto che il tavolo interministeriale dell`edilizia, che era stato insediato a Palazzo Chigi nel luglio 2009, si e` finora riunito una volta sola.

Non possiamo protrarre ulteriormente un`attesa che ha gia` fatto molte vittime in termini di perdita di posti di lavoro e di competitivita` del Paese.

Le imprese e i lavoratori dell`edilizia ritengono prioritario:
  1. sbloccare i pagamenti per le imprese che hanno SAL approvati e oggi vincolati dal Patto di stabilita`, anche per consentire alle stesse il pagamento delle forniture e dei servizi utilizzati. Piu` in generale allentare i vincoli dello stesso patto per gli enti virtuosi al fine di finanziare prioritariamente interventi legati alla tutela e messa in sicurezza del territorio, del patrimonio edilizio e dei beni culturali ed artistici.
  2. rendere effettivamente disponibili, in termini di attribuzioni di cassa, le risorse destinate dal CIPE alle priorita` infrastrutturali, a partire da quelle attribuite al programma di piccole e medie opere e all`edilizia scolastica.
  3. puntare su processi di semplificazione amministrativa rafforzando i controlli di sicurezza e regolarita`.
  4. eliminare le penalizzanti distorsioni fiscali esistenti nel settore immobiliare (ad esempio l`Iva sull`invenduto dopo 4 anni) nell`ambito di una riforma del fisco orientata allo sviluppo e piu` equa per lavoratori, imprese e cittadini.
  5. rilanciare gli strumenti di investimento nelle infrastrutture e nell`immobiliare.
  6. attivare strumenti di lotta all`illegalita` e promuovere la qualificazione con procedure esigibili e chiare in stretta collaborazione con le imprese e i lavoratori, senza penalizzare la quotidiana operativita` delle imprese corrette.
  7. estendere all`edilizia gli ammortizzatori sociali definiti per il settore industria.
Gli Stati Generali delle costruzioni chiedono al Governo e a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione un forte impegno di rilancio delle costruzioni, a partire dalle priorita` sopra indicate.

A sostegno di queste richieste i promotori degli Stati Generali delle costruzioni indicono una Manifestazione Nazionale per mercoledi` 1° dicembre 2010.

La Manifestazione, che vedra` la partecipazione di tutte le Associazioni imprenditoriali e delle Organizzazioni Sindacali del settore edile, si svolgera` in Piazza Montecitorio a partire dalle ore 10,30.

STATI GENERALI DELLE COSTRUZIONI

ANCE * FENEAL UIL * FILCA CISL * FILLEA CGIL * ANAEPA-CONFARTIGIANATO * CLAAI * CNA COSTRUZIONI * FIAE CASARTIGIANI * AGCI/PSL * ANCPL * FEDERLAVORO SERVIZI CONFCOOPERATIVE * AGI * ASSOIMMOBILIARE * FEDERCOSTRUZIONI
(ANCE, ANIE, ANIMA, ASSOVETRO, FEDERAZIONE CONFINDUSTRA CERAMICA E LATERIZI, CONFINDUSTRIA METALLI, FEDERBETON, FEDERCHIMICA, FEDERLEGNOARREDO, OICE, UNACOMA COMAMOTER, ASCOMAC)

martedì 29 giugno 2010

Finanziaria 2011 e costruzioni: definanziamenti, catasto, patto di stablità, analisi ANCE



Definanziamento stanziamenti, patto di stabilità, aggiornamento del catasto tra i temi della nuova Finanziaria. L'Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili, analizza punto per punto le novità per il settore costruzioni.
Il 31 maggio 2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n°78/2010 recante ``Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita` economica`` relativo alla Manovra economica per il biennio 2011-2012.
Il provvedimento è incentrato su una drastica riduzione della spesa statale (24 miliardi di euro nel biennio) che determinerà un ulteriore indebolimento della capacità di investimento in infrastrutture dopo una riduzione delle risorse per nuovi investimenti del 20% registrata nel periodo 2009-2010.
Questo rigore, però, non è adeguatamente bilanciato da misure in grado di incidere favorevolmente ed in modo significativo sullo sviluppo e sulla crescita economica del Paese, ed in particolare dell`industria delle costruzioni.
Questa è l'analisi effettuata dall`ANCE nel documento relativo alle principali misure di interesse per il settore delle costruzioni contenute nella Manovra che il Presidente Buzzetti ha illustrato in occasione dell`audizione tenutasi il 9 giugno 2010 presso la V° Commissione Bilancio del Senato.
Dal documento emerge la preoccupazione dell`ANCE per il definanziamento degli stanziamenti iscritti nei bilanci 2007, 2008 e 2009 che non risultino impegnati sulla base del Rendiconto 2009, previsto all`articolo 1 della Manovra. Tale definanziamento rischia infatti di interessare soprattutto investimenti infrastrutturali in assenza dell`introduzione di una ``clausola di salvaguardia`` delle spese in conto capitale. A questo definanziamento, si aggiunge il taglio lineare del 10% delle risorse destinate alle varie missioni dello Stato (art. 2) che provoca un`ulteriore contrazione degli stanziamenti destinati ad infrastrutture ed in particolare di quelle finanziate con le risorse del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (850 milioni di euro di investimenti infrastrutture e costruzioni tagliati in 3 anni). In materia di investimenti pubblici, desta inoltre forte preoccupazione la vigorosa riduzione dei trasferimenti a Regioni (8,5 miliardi di euro in 2 anni), Province e Comuni nonchè il peggioramento delle condizioni del Patto di stabilità interno (art. 14) che determinera` nel 2010 una riduzione di 1,3 miliardi di euro della capacita` di investimento degli enti locali rispetto al 2009. Infine, per quanto riguarda le risorse pubbliche rese disponibili dalla revoca dei mutui non erogati della Cassa Depositi e Prestiti (art. 46), si auspica che possano essere destinate, come previsto originariamente, ad interventi medio-piccoli diffusi sul territorio e non soltanto alle grandi opere della Legge Obiettivo.
Per quanto concerne l`aggiornamento del catasto (art. 19), si evidenzia la necessita` di consentire la regolarizzazione dal punto di vista catastale dei soli immobili che dispongono gia` di regolare titolo abitativo edilizio e si ribadisce la contrarieta` dell`ANCE a qualsiasi tipo di condono edilizio.
E` infine accolta positivamente la semplificazione della Conferenza dei servizi contenuta nell`articolo 49 del provvedimento. Sotto il profilo fiscale, la Manovra prevede una serie di interventi che hanno come obiettivo, di per se del tutto condivisibile, il recupero dell`evasione fiscale mediante l`introduzione di misure che finiscono pero` per complicare ulteriormente la gestione amministrativa dell`attivita` delle aziende virtuose: dalla ritenuta del 10% per chi fruisce del 36% e del 55% (art. 25) alla limitazione della compensazione dei crediti con i debiti tributari.
Sarebbe invece essenziale accentuare gli strumenti di contrasto degli interessi tra imprese e utenti finali stimolando la convenienza a chiedere la regolarita` dello svolgimento delle operazioni. In tal ambito, la proroga delle agevolazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e la cedolare secca sugli affitti appaiono due misure fondamentali per il perseguimento degli obiettivi che la Manovra si propone. Infine, per quanto attiene ai fondi immobiliari, si auspica lo stralcio della norma relativa alla modifica della disciplina fiscale dei fondi (art. 32) che produce effetti retroattivi, colpendo equilibri e valutazioni finanziarie di operazioni in corso, e dovrebbe comunque intervenire nell`ambito di una revisione generale e sistematica della normativa del settore.
 

lunedì 31 maggio 2010

Manutenzioni straordinarie senza DIA: approvata la legge di liberalizzazione


È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 25 maggio 2010 la Legge n. 73 del 22 maggio 2010 di conversione del Decreto – Legge 40 / 2010 che all’ art. 5 sostituisce integralmente la disposizione contenuta nell’art. 6 TU Edilizia (DPR n. 380 / 2001) che disciplina i casi di intervento che possono essere realizzati senza alcun titolo abilitativo.
Tra questi la più rilevante è la manutenzione straordinaria (per la quale fino ad oggi era necessaria la DIA), ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che gli interventi non riguardino parti strutturali dell’ edificio, non comportino aumento delle unità immobiliari e non implichino incremento degli standard urbanistici.
Prima dell’ inizio dei lavori è comunque obbligatorio per tale intervento comunicare all’amministrazione comunale il nominativo dell’ impresa a cui affidare i lavori oltre a disporre delle ulteriori eventuali autorizzazioni.
Unitamente alla comunicazione di inizio lavori è obbligatorio anche trasmettere all’amministrazione comunale una relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato il quale dichiari di non avere rapporti di dipendenza né con l’impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio del titolo abilitativo.
La mancata comunicazione dell’inizio dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica sono sanzionate con una somma pari a 258 euro. Tale sanzione può essere ridotta di due terzi se la comunicazione venga effettuata spontaneamente nel corso dell’ intervento.
Da ultimo, il provvedimento dispone che le Regioni a statuto ordinario possono: estendere la disciplina anche ad interventi edilizi ulteriori a quelli previsti; individuare ulteriori interventi edilizi per i quali sia obbligatoria la trasmissione della relazione tecnica; stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica.
Si segnala, infine, che durante l’ esame al Parlamento per la conversione del Decreto – Legge il Governo ha accolto come raccomandazione un ordine del giorno con il quale si è impegnato a prevedere che il soggetto interessato agli interventi di manutenzione straordinaria debba allegare alla comunicazione di inizio lavori anche la documentazione prevista dall’ art. 90 comma 9 lett. b) e c) del Dlgs 81 / 2008 ossia il documento unico di regolarità contributiva.

Fonte: Ance

martedì 16 marzo 2010

Da Ance Lombardia e Legambiente il Decalogo per costruire sostenibile



Lo scorso 4 marzo, presso la Triennale di Milano, a margine della mostra ``GreenLife: costruire citta` sostenibili``, i costruttori edili di ANCE Lombardia assieme a Legambiente hanno presentato il primo decalogo comune che riassume tutte le regole per un`attivita` edilizia di qualita`, rispettosa del territorio e vicina ai cittadini. Il convegno, dal titolo «Edilizia & sostenibilita`. L`industria delle costruzioni verso la ``green economy``», ha rappresentato l`occasione per fare il punto sul ruolo della filiera delle costruzioni nelle strategie per la sostenibilita` ambientale.
L`industria delle costruzioni e` indirettamente responsabile, per gli effetti legati al ciclo di vita degli edifici, di buona parte dei consumi di energia per usi finali (in Lombardia il 42% del consumo totale, sommando residenziale e terziario, soprattutto a causa della climatizzazione degli edifici) e dell`emissione di gas serra (il 32% del totale delle emissioni di CO2), ma svolge anche un ruolo centrale nello sfruttamento delle risorse naturali (piu` del 50% dei materiali estratti sono trasformati in materiali e prodotti da costruzione) e nella produzione di rifiuti (il 22% di tutti i rifiuti generati dalle attivita` dell`uomo sono scarti e materiali di risulta del ciclo costruttivo).
Solo il rafforzamento della cultura della sostenibilita`, tanto negli interventi di manutenzione e recupero dello stock edilizio esistente, quanto negli interventi di nuova costruzione, puo` determinare una significativa riduzione dei consumi energetici legati al settore civile.
L`ultimo rapporto sul mercato immobiliare di ANCE Lombardia sottolinea che i lombardi sono pronti a investire nell`abitare sostenibile: oltre il 90% delle famiglie intervistate ha indicato nella qualita` una condizione indispensabile per l`acquisto, mentre un quarto degli imprenditori vede nell`efficienza energetica e nella qualita` della costruzione i due principali fattori destinati ad orientare il mercato immobiliare abitativo nel prossimo futuro.
«Se fino a qualche anno fa la ``sostenibilita``` era vista dalle societa` come una sorta di costo supplementare o un impegno per diventare un`azienda migliore, oggi la green economy diventa un`occasione imperdibile per il mantenimento di un vantaggio competitivo» ha spiegato Angelo Maiocchi, Vice Presidente di ANCE Lombardia. «E` un percorso verso la qualita`, l`innovazione e il rispetto delle risorse territoriali: siamo impegnati perche` questo processo si traduca quindi in una significativa opportunita` per l`avvio di una solida e competitiva ``economia verde`` nell`ambito della filiera delle costruzioni, che rappresenta una colonna portante nel sistema produttivo regionale».
Tra i principi delineati nel documento condiviso da costruttori e ambientalisti, l`avvio di una politica di ``rottamazione del vecchio``, attraverso la sostituzione di edifici vetusti ed energivori; l`utilizzo delle aree dismesse e sottoutilizzate e la densificazione delle aree urbane in corrispondenza dei nodi del sistema della mobilita` sostenibile; l`integrazione delle tecnologie e dei materiali nelle strategie progettuali, in un`ottica di ``eco-design`` a livello di singolo edificio e alla scala urbanistica; l`innovazione dei processi costruttivi e la qualificazione delle imprese; l`accompagnamento del mercato verso principi di qualita`, anche attraverso i sistemi di certificazione e l`implementazione di un ``libretto di istruzioni`` per l`uso corretto del bene casa.
Durante il dibattito, il tema su una cultura della sostenibilita` ambientale in edilizia e` stato approfondito con numerosi interventi. Dopo il saluto di Angelo Giammario, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega ai rapporti con la citta` di Milano, che ha portato i saluti del Presidente della Giunta Regionale, Roberto Formigoni, sono intervenuti il Direttore Generale di CESTEC, Giorgio Lampugnani; il Direttore Vicario della D.G. Reti, Servizi di pubblica utilita` e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, Carmelo di Mauro; il Presidente della Fondazione Legambiente Innovazione, Andrea Poggio; il Coordinatore della Commissione referente ``Centro Studi`` di ANCE Lombardia, Gianluigi Coghi; il Vice Presidente di ANCE nazionale per la Tecnologia e l`Innovazione, Piero Torretta.
E ancora, nel pomeriggio, nell`ambito della tavola rotonda coordinata da Gianluigi Coghi, il Presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine; Maria Berrini, Presidente di Ambiente Italia; Federico Butera, Professore Ordinario di Fisica tecnica ambientale presso il Politecnico di Milano; Alessandro Finozzi, dello Studio Caputo Partnership; Novella Cappelletti, Direttore di Paysage; Mario Nova, Direttore Generale della D.G. Territorio e Urbanistica di Regione Lombardia.
I lavori sono stati chiusi da Davide Boni, Assessore regionale lombardo al Territorio e Urbanistica, che ha auspicato una sempre maggiore integrazione tra politiche territoriali, infrastrutturali e per la casa, confermando la disponibilita` della Regione a un confronto costruttivo con organizzazioni imprenditoriali e ambientalisti per orientare il mercato delle costruzioni verso la ``green economy``.

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