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sabato 1 giugno 2013

CASE IN LEGNO: moderne ed ecosostenibili



“Non sono solide e bruciano facilmente”, “Hanno la durata corta” oppure “Sono poco resistenti all'umidità”: Sono tanti i pregiudizi che gli italiani hanno ancora verso le case in legno. Ma nonostante i pregiudizi e la crisi che l´edilizia sta vivendo attualmente, la quota di mercato dell'edilizia in legno sta crescendo notevolmente negli ultimi anni. Ma quali sono le ragioni per i quali sempre più italiani decidono di realizzare la propria casa in legno?

martedì 4 settembre 2012

EDILIZIA / Calo delle occupazioni nel secondo trimestre 2012




I dati sulle forze di lavoro diffusi dall’Istat segnalano un’ulteriore contrazione dei livelli occupazionali nelle costruzioni: nel secondo trimestre 2012 il numero degli occupati nel settore registra un calo del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente che segue il -4,5% rilevato già nei primi tre mesi dell’anno in corso.

giovedì 26 luglio 2012

REGIONE PUGLIA / Linee guida per l'autocostruzione e l'autorecupero degli immobili





La Giunta regionale ha approvato lo schema delle Linee Guida per l’Autocostruzione e Autorecupero in Puglia. L’autocostruzione e l’autorecupero- si spiega al primo punto delle Linee- sono particolari metodologie edificative di abitazioni nelle quali i protagonisti del processo costruttivo sono gli stessi futuri proprietari, cittadini italiani e stranieri, in convenzione con gli Enti Pubblici.

domenica 6 maggio 2012

CRISI EDILIZIA / Da Fidindustria Puglia e Cassa Edile Bari un sostegno



Siglata la convenzione tra Fidindustria Puglia e Cassa edile della provincia di Bari per sostenere le aziende edili del territorio che, a causa della grave crisi che sta attraversando il comparto, hanno difficoltà nel versare alla Cassa edile i contributi previdenziali relativi ai lavoratori dipendenti.
Con l’accordo siglato oggi i costruttori associati all’ANCE Bari e Bat e aderenti al consorzio fidi Fidindustria Puglia potranno ottenere un’anticipazione sul pagamento dei contributi da versare alla Cassa edile della provincia di Bari, rateizzabile fino a 24 mesi, grazie all’intervento di Fidindustria Puglia che garantirà il relativo finanziamento bancario.

martedì 13 settembre 2011

Manovra fiscale di ferragosto 2011: l'IVA nel settore dell'edilizia


La Manovra di ferragosto 2011 ha introdotto l`aumento dell`aliquota ordinaria IVA al 21%, l`introduzione del cd. "mini-contributo di solidarieta" del 3% per i titolari di redditi superiori a 300.000 euro, l`anticipo al 2012 della probabile riduzione delle agevolazioni fiscali vigenti e la facoltà, per Comuni e Regioni, sempre dal 2012, di modificare le rispettive addizionali IRPEF.

giovedì 2 dicembre 2010

Edilizia, imprese e sindacati in piazza: ``Il Governo promuova le opere pubbliche``



Davanti a Montecitorio, con caschetti blu, gialli e rossi oggi tutta la filiera delle costruzioni. Due le richieste a fronte della crisi che ha spremuto il settore: l`avvio di nuovi lavori e il pagamento di quelli effettuati. ``Non si possono far fallire le imprese per non far fallire uno Stato che non paga``

In migliaia in piazza per protestare contro lo stop delle opere pubbliche e contro il mancato pagamento dei lavori commissionati ed effettuati per la pubblica amministrazione: oggi a Montecitorio c`era tutta la filiera dell`edilizia, imprese e sindacati, senza distinzioni corporative. Si sono schierati davanti al Parlamento con i caschetti blu, gialli e rossi in testa, niente bandiere ma reti di cantiere utilizzate come fasce. Tra gli slogan, `Lavorare per lo Stato non paga` e `La crisi preme e il fisco ci spreme`.

lunedì 29 novembre 2010

Stati generali delle costruzioni: manifestazione nazionale il 1° dicembre



Il settore non puo` piu` attendere: -250mila occupati, +300% di utilizzo ammortizzatori sociali, -20% di produzione.

A un anno e mezzo dagli Stati Generali delle Costruzioni, l`evento che riuni` insieme per la prima volta tutte le sigle delle organizzazioni sindacali e delle associazioni delle imprese artigiane, delle cooperative e di tutta la filiera delle costruzioni, per denunciare la crisi, ma anche per proporre un modello di sviluppo basato sulla qualita` e la legalita` dell`impresa e del lavoro, gli stessi soggetti sociali si sono riuniti per lanciare un nuovo e pressante grido di allarme.

Il settore e` piegato da una crisi senza precedenti: oltre 250.000 posti di lavoro persi, oltre 300% in piu` di utilizzo ammortizzatori sociali, oltre il 20% medio di riduzione delle produzioni nei settori dei materiali da costruzione, circa 70 mld in meno di valore complessivo delle produzioni. Se a questo si aggiunge l`inaccettabile danno causato dai ritardati pagamenti della pa, con punte di ritardo anche di 24 mesi, emerge un quadro di assoluta gravita`.

Durante tutti questi mesi, di fronte all`insufficiente politica industriale a sostegno del settore, imprese, sindacati, cooperative, artigiani e tutti gli attori della lunga filiera dell`edilizia hanno denunciato piu` volte - a livello nazionale e su tutto il territorio - lo stato di grande difficolta` del settore, ricercando un costante dialogo con il governo e le amministrazioni pubbliche, sollecitando un confronto, avanzando proposte concrete che hanno incontrato spesso il favore bipartisan delle forze politiche.

A questa azione, responsabile e propositiva, del mondo dell`edilizia non ha ancora corrisposto un`efficace azione del Governo, ne` sul piano dei provvedimenti adottati e delle risorse disponibili, ne` su quello del coinvolgimento completo degli attori degli Stati Generali, visto che il tavolo interministeriale dell`edilizia, che era stato insediato a Palazzo Chigi nel luglio 2009, si e` finora riunito una volta sola.

Non possiamo protrarre ulteriormente un`attesa che ha gia` fatto molte vittime in termini di perdita di posti di lavoro e di competitivita` del Paese.

Le imprese e i lavoratori dell`edilizia ritengono prioritario:
  1. sbloccare i pagamenti per le imprese che hanno SAL approvati e oggi vincolati dal Patto di stabilita`, anche per consentire alle stesse il pagamento delle forniture e dei servizi utilizzati. Piu` in generale allentare i vincoli dello stesso patto per gli enti virtuosi al fine di finanziare prioritariamente interventi legati alla tutela e messa in sicurezza del territorio, del patrimonio edilizio e dei beni culturali ed artistici.
  2. rendere effettivamente disponibili, in termini di attribuzioni di cassa, le risorse destinate dal CIPE alle priorita` infrastrutturali, a partire da quelle attribuite al programma di piccole e medie opere e all`edilizia scolastica.
  3. puntare su processi di semplificazione amministrativa rafforzando i controlli di sicurezza e regolarita`.
  4. eliminare le penalizzanti distorsioni fiscali esistenti nel settore immobiliare (ad esempio l`Iva sull`invenduto dopo 4 anni) nell`ambito di una riforma del fisco orientata allo sviluppo e piu` equa per lavoratori, imprese e cittadini.
  5. rilanciare gli strumenti di investimento nelle infrastrutture e nell`immobiliare.
  6. attivare strumenti di lotta all`illegalita` e promuovere la qualificazione con procedure esigibili e chiare in stretta collaborazione con le imprese e i lavoratori, senza penalizzare la quotidiana operativita` delle imprese corrette.
  7. estendere all`edilizia gli ammortizzatori sociali definiti per il settore industria.
Gli Stati Generali delle costruzioni chiedono al Governo e a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione un forte impegno di rilancio delle costruzioni, a partire dalle priorita` sopra indicate.

A sostegno di queste richieste i promotori degli Stati Generali delle costruzioni indicono una Manifestazione Nazionale per mercoledi` 1° dicembre 2010.

La Manifestazione, che vedra` la partecipazione di tutte le Associazioni imprenditoriali e delle Organizzazioni Sindacali del settore edile, si svolgera` in Piazza Montecitorio a partire dalle ore 10,30.

STATI GENERALI DELLE COSTRUZIONI

ANCE * FENEAL UIL * FILCA CISL * FILLEA CGIL * ANAEPA-CONFARTIGIANATO * CLAAI * CNA COSTRUZIONI * FIAE CASARTIGIANI * AGCI/PSL * ANCPL * FEDERLAVORO SERVIZI CONFCOOPERATIVE * AGI * ASSOIMMOBILIARE * FEDERCOSTRUZIONI
(ANCE, ANIE, ANIMA, ASSOVETRO, FEDERAZIONE CONFINDUSTRA CERAMICA E LATERIZI, CONFINDUSTRIA METALLI, FEDERBETON, FEDERCHIMICA, FEDERLEGNOARREDO, OICE, UNACOMA COMAMOTER, ASCOMAC)

lunedì 27 settembre 2010

La SCIA ha identico campo applicativo della DIA



Il Governo ha comunicato i chiarimenti sull'applicabilità all'edilizia della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia).

"La nota - firmata dal capo dell'Ufficio legislativo del ministero della Semplificazione, Giuseppe Chinè, inviata alla Regione Lombardia, che il 30 agosto scorso aveva posto un quesito - precisa lo stesso Chinè - è frutto di un lavoro di coordinamento con i ministeri della Pubblica amministrazione, delle Infrastrutture e dell'Economia ed esprime, quindi, la posizione del governo ".

Ricordiamo che la Scia (articolo 49, comma 4-bis del decreto legge 31 maggio 2010, n.78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n.122) è entrata in vigore da oltre un mese e mezzo e che sino ad ora stava creando dubbi interpretativi, sull'applicabilità all'edilizia ma anche sul coordinamento con il Testo unico dell'edilizia.

Nella nota del Ministero viene precisato che la Scia tiene luogo di "ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o di atti amministrativi a contenuto generale e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi" ed è corredata dalla documentazione specificamente richiesta dalla normativa di settore. Sulla base delle precedenti premesse il Ministero, nella citata nota precisa che il quesito in ordine all'applicabilità della disciplina della segnalazione certificata di inizio attività alla materia edilizia non può che trovare risposta positiva, sulla base del fatto che assume rilievo l'argomento letterale, giacché, ai sensi del comma 4 - ter dell'articolo 49 della legge n. 122 del 2010, le espressioni "segnalazione certificata di inizio attività" e "Scia" sostituiscono, rispettivamente, quelle di "dichiarazione di inizio attività" e "Dia", "ovunque ricorrano anche come parte di un'espressione più ampia", sia nelle normative statali che in quelle regionali.

Nella nota viene anche chiarito che la disciplina della Scia si applica alla materia edilizia mantenendo l'identico campo applicativo di quella della Dia, senza quindi interferire con l'ambito applicativo degli altri titoli abilitativi (es. permesso di costruire, caratterizzato da una disciplina puntuale e compiuta contenuta nel testo unico edilizia, alla quale non appare riferibile né sul piano letterale, né su quello funzionale, quella della nuova Scia).

La nota, per ultimo, con riferimento alla materia edilizia, chiarisce i seguenti ulteriori aspetti di rilievo:
- in caso di intervento edilizio in zona sottoposta a vincolo, permane l'onere di acquisizione ed allegazione alla segnalazione certificata dello specifico atto di assenso dell'ente preposto alla tutela del vincolo stesso; tale atto, in virtù della espressa previsione dell'articolo 19, comma 1, della legge n. 241 del 1990 ("con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali"), non può essere sostituito dalla Scia;
- per le Dia edilizie presentate prima dell'entrata in vigore della novella dell'articolo 19 della legge n. 241 del 1990, anche nell'eventualità in cui alla data di entrata in vigore non fosse ancora decorso il termine per l'esercizio del potere inibitorio da parte dell'amministrazione, la disciplina applicabile non può che essere quella vigente al momento della presentazione della Dia, salva la possibilità per il privato di avvalersi degli effetti della novella presentando, per il medesimo intervento, una Scia.



Analisi tratta da ANIEM, Associazione nazionale imprese edili

lunedì 30 agosto 2010

Associazione pmi edili: demolire tutte le periferie degradate


Demolire tutte le periferie italiane degradate e fare subito una legge urbanistica che dia impulso al settore. E' la proposta-provocazione avanzata dal presidente dell'Aniem, l'associazione nazionale delle pmi edili aderente alla Confapi (http://www.aniem.it/), Dino Piacentini, che raccoglie e 'rinforza' l'idea lanciata dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, cioè quella di demolire e ricostruire il quartiere periferico di Tor Bella Monaca, idea supportata anche dal sindaco di Milano Letizia Moratti. Secondo Piacentini gli interventi di demolizione delle periferie italiane degradate possono rappresentare una opportunità di rilancio per il paese. "Rifare le città d'Italia togliendo le brutture - spiega - ha una importante funzione sociale ed economica". E aggiunge: "Gli interventi di ricostruzione darebbero un forte impulso all'economia e sarebbero un toccasana per il settore edilizio, un sollievo dalla crisi". L'Aniem chiede quindi una nuova normativa, che consenta agli amministratori locali di decidere in base alle esigenze delle singole realtà, ma con determinate condizioni: risparmio energetico, moderne tecnologie e sviluppo verticale, così da liberare il più possibile le aree sociali e non consumare ulteriore territorio. L'associazione lancia quindi un appello agli architetti, chiedendo progetti innovativi, che darebbero ulteriore respiro al settore. Sono infatti di pochi giorni fa i dati sempre più allarmanti della crisi. L'attività edilizia è sprofondata a -18,1% rispetto ai livelli pre-crisi e ora, accanto alla stretta del credito, è allarme per l'allungamento fino a 90 giorni dei ritardi dei pagamenti. "Si tratterebbe di una scommessa molto importante - conclude Piacentini - ma che vale la pena di giocare. Le periferie italiane pullulano di veri e propri ecomostri, edifici invivibili e a volte pericolosi. Rivoluzioniamo l'urbanistica per dare una nuova immagine alle periferie italiane, consentire un recupero sociale e dare il via a un rilancio economico".

lunedì 26 luglio 2010

La SCIA manderà in pensione la DIA


La vecchia dichiarazione di inizio attività (DIA) sta per scomparire dall’ordinamento italiano. La manovra correttiva del Governo introduce la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).
Queste le caratteristiche più importanti della SCIA:
  1. si tratta, per cominciare, di uno strumento simile alla DIA, almeno nella logica a fondamento. In sostanza, lo strumento consente a coloro i quali richiedono una concessione o una licenza (o, più in generale, sollecitano un’attività esecutiva da parte della pubblica amministrazione) di presentare istanza corredata con la documentazione necessaria e iniziare lo svolgimento dell’attività. Di qui la natura di strumento di semplificazione. La SCIA (come in precedenza la DIA) consente di aggirare tutte le lungaggini burocratiche che precedono lo svolgimento di attività da parte di privati. Naturalmente l’amministrazione svolge le verifiche del caso e, se riscontra irregolarità, concede al richiedente un termine masimo per adeguarsi alla normativa.
  2. Al pari della DIA, poi, anche la SCIA incontra dei limiti. Non vi si può ricorrere nel caso delle attività a prevalente carattere finanziario, nelle questioni di giustizia, immigrazione, asilo, pubblica sicurezza, ecc. Anche qui la logica è semplice: la semplificazione è pensata per agevolare le attività di natura economica e imprenditoriale e non per sostituire l’attività regolatrice pubblica.
  3. Infine, sebbene le finalità (e alcuni importanti aspetti disciplinari) tra SCIA e DIA siano simili (o addirittura identici) le due figure presentano una differenza importante quanto agli scopi. Mentre infatti la DIA nasceva come figura di semplificazione pensata per favorire l’impresa privata, ma non necessariamente limitata a quest’ultima, la SCIA ha come primo e principale obiettivo quello di consentire alle piccole imprese un più agevole ingresso sul mercato.
La riduzione degli oneri burocratici è uno strumento utile nella misura in cui si accompagni a misure incentivanti a favore delle attività economiche. La maggiore preoccupazione esternata è che sburocratizzazione e procedure derogatorie implichino una compromissione per meccanismi e strumenti essenziali alla correttezza e legalità dell'azione amministrativa.

martedì 29 giugno 2010

Finanziaria 2011 e costruzioni: definanziamenti, catasto, patto di stablità, analisi ANCE



Definanziamento stanziamenti, patto di stabilità, aggiornamento del catasto tra i temi della nuova Finanziaria. L'Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili, analizza punto per punto le novità per il settore costruzioni.
Il 31 maggio 2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n°78/2010 recante ``Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita` economica`` relativo alla Manovra economica per il biennio 2011-2012.
Il provvedimento è incentrato su una drastica riduzione della spesa statale (24 miliardi di euro nel biennio) che determinerà un ulteriore indebolimento della capacità di investimento in infrastrutture dopo una riduzione delle risorse per nuovi investimenti del 20% registrata nel periodo 2009-2010.
Questo rigore, però, non è adeguatamente bilanciato da misure in grado di incidere favorevolmente ed in modo significativo sullo sviluppo e sulla crescita economica del Paese, ed in particolare dell`industria delle costruzioni.
Questa è l'analisi effettuata dall`ANCE nel documento relativo alle principali misure di interesse per il settore delle costruzioni contenute nella Manovra che il Presidente Buzzetti ha illustrato in occasione dell`audizione tenutasi il 9 giugno 2010 presso la V° Commissione Bilancio del Senato.
Dal documento emerge la preoccupazione dell`ANCE per il definanziamento degli stanziamenti iscritti nei bilanci 2007, 2008 e 2009 che non risultino impegnati sulla base del Rendiconto 2009, previsto all`articolo 1 della Manovra. Tale definanziamento rischia infatti di interessare soprattutto investimenti infrastrutturali in assenza dell`introduzione di una ``clausola di salvaguardia`` delle spese in conto capitale. A questo definanziamento, si aggiunge il taglio lineare del 10% delle risorse destinate alle varie missioni dello Stato (art. 2) che provoca un`ulteriore contrazione degli stanziamenti destinati ad infrastrutture ed in particolare di quelle finanziate con le risorse del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (850 milioni di euro di investimenti infrastrutture e costruzioni tagliati in 3 anni). In materia di investimenti pubblici, desta inoltre forte preoccupazione la vigorosa riduzione dei trasferimenti a Regioni (8,5 miliardi di euro in 2 anni), Province e Comuni nonchè il peggioramento delle condizioni del Patto di stabilità interno (art. 14) che determinera` nel 2010 una riduzione di 1,3 miliardi di euro della capacita` di investimento degli enti locali rispetto al 2009. Infine, per quanto riguarda le risorse pubbliche rese disponibili dalla revoca dei mutui non erogati della Cassa Depositi e Prestiti (art. 46), si auspica che possano essere destinate, come previsto originariamente, ad interventi medio-piccoli diffusi sul territorio e non soltanto alle grandi opere della Legge Obiettivo.
Per quanto concerne l`aggiornamento del catasto (art. 19), si evidenzia la necessita` di consentire la regolarizzazione dal punto di vista catastale dei soli immobili che dispongono gia` di regolare titolo abitativo edilizio e si ribadisce la contrarieta` dell`ANCE a qualsiasi tipo di condono edilizio.
E` infine accolta positivamente la semplificazione della Conferenza dei servizi contenuta nell`articolo 49 del provvedimento. Sotto il profilo fiscale, la Manovra prevede una serie di interventi che hanno come obiettivo, di per se del tutto condivisibile, il recupero dell`evasione fiscale mediante l`introduzione di misure che finiscono pero` per complicare ulteriormente la gestione amministrativa dell`attivita` delle aziende virtuose: dalla ritenuta del 10% per chi fruisce del 36% e del 55% (art. 25) alla limitazione della compensazione dei crediti con i debiti tributari.
Sarebbe invece essenziale accentuare gli strumenti di contrasto degli interessi tra imprese e utenti finali stimolando la convenienza a chiedere la regolarita` dello svolgimento delle operazioni. In tal ambito, la proroga delle agevolazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e la cedolare secca sugli affitti appaiono due misure fondamentali per il perseguimento degli obiettivi che la Manovra si propone. Infine, per quanto attiene ai fondi immobiliari, si auspica lo stralcio della norma relativa alla modifica della disciplina fiscale dei fondi (art. 32) che produce effetti retroattivi, colpendo equilibri e valutazioni finanziarie di operazioni in corso, e dovrebbe comunque intervenire nell`ambito di una revisione generale e sistematica della normativa del settore.
 

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