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martedì 16 ottobre 2012

lunedì 6 agosto 2012

DETRAZIONI FISCALI / Dal 36 al 50% per le ristrutturazioni edilizie




Dal 36% al 50%: è il balzo in avanti per il recupero delle somme investite nei lavori di manutenzione straordinaria contenuto nel pacchetto-casa del Decreto Sviluppo.
Il pacchetto-casa consentirà infatti a famiglie e condominii di recuperare il 50% delle somme investite per ristrutturare e il 55% di ciò che è stato speso per interventi di riqualificazione energetica.
Importante ricordare due date: il 26 giugno 2012, giorno da cui partono i nuovi benefici e il 30 giugno 2013, in cui finiscono. Prima e dopo il bonus per le ristrutturazioni era, e tornerà ad essere, del 36%.
Per rientrare nei nuovi benefici vale la data del bonifico bancario. Sono ammessi lavori fino ad un ammontare doppio rispetto alle leggi precedenti: 96.000 euro anziché 48.000. Anche questa agevolazione decadrà a giugno 2013. Mettendo insieme i due bonus si arriva a quasi 200.000 euro di lavori, per metà a carico dello Stato.
Il primo passo è richiedere la fattura a chi realizza i lavori. Nel caso dell’efficienza energetica è necessario registrarsi sul sito dell’Enea e seguire passo passo la procedure elettronica al termine della quale si otterrà una ricevuta che dà diritto al rimborso del 55% dall’imposta lorda dovuta ai fini Irpef. La ricevuta va conservata e esibita nel caso di controlli fiscali. La ditta che esegue l’intervento deve rilasciare un attestato di qualificazione energetica. Tutte le informazioni si possono trovare sul sito dell’Enea (efficienzaenergetica.acs.enea.it).
Nel caso delle ristrutturazioni edilizie non servono procedure preventive e l’iter è semplice. Nel bonifico bancario o postale va precisata la casuale (ex articolo 16-bis del Dpr 917/1986), il proprio codice fiscale e la partita Iva di chi ha realizzato i lavori precisando anche il numero della fattura oggetto del pagamento. Vanno conservati anche la Dia (dichiarazione di inizio attività) e le documentazioni urbanistiche, se richieste per la tipologia di lavori. Dopodiché basta compilare la propria dichiarazione dei redditi nel rigo apposito, con i riferimenti catastali dell’immobile. Per essere in regola e chiedere i benefici fiscali è necessario aver pagato l’Ici dal 1997 al 2011 (se era dovuta) e conservare le ricevute. Infine, l’impresa deve essere in grado di rilasciare il Durc (il documento che certifica la regolarità contributiva degli addetti). Utile consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.
L’insieme delle opere ammesse è molto ampio. Vengono agevolati tutti i lavori di recupero di tipo condominiale (escluse nuove costruzioni e ampliamenti) e le opere straordinarie per appartamenti e singole unità immobiliari.
È agevolato anche l’acquisto di box auto pertinenti all’abitazione (costi di realizzazione). Gli incentivi si applicano anche agli immobili acquistati da un’impresa edile che li ha integralmente ristrutturati. In questo caso gli appartamenti debbono essere stati venduti entro il 30 giugno dall’anno di fine lavori e la detrazione si applica su un quarto del prezzo di acquisto.
Il beneficio spetta al proprietario (anche nuda proprietà o usufrutto) ma anche all’inquilino in affitto che effettua i lavori (autorizzato dal proprietario) e al coniuge separato a cui è stata assegnata la casa dal giudice. Nel caso di più proprietari per un unico bene non conta la quota di proprietà ma la spesa effettivamente sostenuta da ciascuno. E’ in base a questa che si ripartisce il bonus. Nel caso di immobili venduti, il compratore può godere della detrazione già dopo il compromesso purché sia stato registrato.
L’aumento del bonus dal 36 al 50% vale sulle fatture ancora da pagare e per le opere già avviate. Nel caso di pagamenti parziali, la quota versata prima del 26 giugno avrà la detrazione del 36%; il saldo successivo al 26 giugno beneficerà del 50%.




giovedì 26 luglio 2012

REGIONE PUGLIA / Linee guida per l'autocostruzione e l'autorecupero degli immobili





La Giunta regionale ha approvato lo schema delle Linee Guida per l’Autocostruzione e Autorecupero in Puglia. L’autocostruzione e l’autorecupero- si spiega al primo punto delle Linee- sono particolari metodologie edificative di abitazioni nelle quali i protagonisti del processo costruttivo sono gli stessi futuri proprietari, cittadini italiani e stranieri, in convenzione con gli Enti Pubblici.

venerdì 6 luglio 2012

Incentivi INAIL alle imprese: pubblicazione elenchi regionali







Sono disponibili gli elenchi cronologici, per regione, delle domande di finanziamento alle imprese ISI 2011.


Le domande ammesse sono contrassegnate dalla lettera "S".


Dal giorno del ricevimento della comunicazione INAIL dell'ammissione al finanziamento, le imprese interessate avranno 30 giorni di tempo per l'inoltro della documentazione richiesta nell'avviso pubblico.


scarica gli elenchi INAIL

giovedì 5 luglio 2012

Incentivi INAIL alle imprese: graduatorie progetti finanziati



Con l'invio dei codici alfanumerici assegnati nella prima fase alle imprese si sono concluse regolarmente le sessioni di invio telematico dell'Operazione incentivi INAIL per l'accesso ai finanziamenti messi a disposizione dall'Istituto per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

giovedì 31 maggio 2012

Casa eco-sostenibile: domani 1 giugno a Bari presentazione prototipo presso il Formedil



Domani 1 giugno 2012 alle ore 10, presso la sede del Formedil di Bari, sarà pesentato il prototipo di casa eco-sostenibile frutto delle ricerche sul risparmio energetico applicato alla realizzazione del patrimonio edilizio.

domenica 6 maggio 2012

CRISI EDILIZIA / Da Fidindustria Puglia e Cassa Edile Bari un sostegno



Siglata la convenzione tra Fidindustria Puglia e Cassa edile della provincia di Bari per sostenere le aziende edili del territorio che, a causa della grave crisi che sta attraversando il comparto, hanno difficoltà nel versare alla Cassa edile i contributi previdenziali relativi ai lavoratori dipendenti.
Con l’accordo siglato oggi i costruttori associati all’ANCE Bari e Bat e aderenti al consorzio fidi Fidindustria Puglia potranno ottenere un’anticipazione sul pagamento dei contributi da versare alla Cassa edile della provincia di Bari, rateizzabile fino a 24 mesi, grazie all’intervento di Fidindustria Puglia che garantirà il relativo finanziamento bancario.

mercoledì 21 marzo 2012

Incentivi INAIL alle imprese: il 16 aprile pubblicazione del calendario per l'invio telematico



Le imprese italiane che hanno presentato i propri progetti all'INAIL per interventi in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, come l'acquisto di macchinari e attrezzature, e per l'adozione di modelli organizzativi e gestionali orientati alla sicurezza, dovranno attendere il prossimo 16 aprile, e non più il 14 marzo, al fine di conoscere il calendario per l'invio telematico della documentazione propedeutica all'erogazione del finanziamento.
Nonostante la congiuntura economica negativa, le imprese italiane (tra cui quelle del settore edile) aderendo al bando INAIL hanno dimostrato la disponibilità a investire per migliorare la sicurezza degli ambienti di lavoro. Un segnale importante che fa capire come la cultura della sicurezza sul lavoro si sta pian piano diffondendo tra le aziende.
In tutta Italia si parla di 25mila aziende partecipanti, con un ammontare globale che risulta essere cinque volte superiore alle risorse messe a disposizione dall'INAIL che ricordiamo coprono il 50% dell'ammontare del singolo progetto.

per maggiori informazioni consultare la pagina INCENTIVI ALLE IMPRESE del sito INAIL

venerdì 16 dicembre 2011

Incentivi per l'edilizia: 55% confermato per il 2012 e 36% a tempo indeterminato


E' ufficiale, nel testo della Manovra Salva Italia, appena firmato dal Presidente della Repubblica, c’è la proroga del bonus 55% fino al 31 dicembre 2012 alle attuali condizioni.

giovedì 27 ottobre 2011

SICUREZZA IN EDILIZIA / Patente a punti per le imprese edili


Una recente newsletter del Ministero del lavoro contiene un articolo a titolo “Qualificazione delle imprese, opportunità per gli operatori, garanzie per i lavoratori”, nel quale si parla della necessità impellente di individuare misure che certifichino costantemente la qualità e la regolarità delle imprese, di un sistema di qualificazione invocato dal Testo unico che dovrà creare un prossimo ambiente normativo di riferimento e di controllo per le aziende e per i lavoratori. Tra i progetti, le proposte normative fondanti del sistema, quella della patente a punti.

lunedì 5 settembre 2011

NORMATIVA / Legge Regione Puglia n. 21/2011 - Modifiche e integrazioni al "Piano Casa"

E' stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 121 del 02/08/2011 la LEGGE REGIONALE 1 agosto 2011, n. 21 - “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14, nonché disposizioni regionali in attuazione del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106” a modifica del vecchio Piano Casa (legge regionale n.14 del 2009) e in recepimento delle norme urbanistiche contenute nel recente Decreto Sviluppo (legge n. 106 del 12 luglio 2011) varato dal governo nazionale.

venerdì 22 luglio 2011

REGIONE PUGLIA / Nuovo piano casa regionale: procedure più snelle e maggiori incentivi

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato ieri all'unanimità il disegno di legge che modifica il vecchio Piano Casa (legge regionale n.14 del 2009) e che inoltre recepisce le norme urbanistiche contenute nel recente Decreto Sviluppo (legge n. 106 del 12 luglio 2011) varato dal governo nazionale.

giovedì 2 dicembre 2010

Edilizia, imprese e sindacati in piazza: ``Il Governo promuova le opere pubbliche``



Davanti a Montecitorio, con caschetti blu, gialli e rossi oggi tutta la filiera delle costruzioni. Due le richieste a fronte della crisi che ha spremuto il settore: l`avvio di nuovi lavori e il pagamento di quelli effettuati. ``Non si possono far fallire le imprese per non far fallire uno Stato che non paga``

In migliaia in piazza per protestare contro lo stop delle opere pubbliche e contro il mancato pagamento dei lavori commissionati ed effettuati per la pubblica amministrazione: oggi a Montecitorio c`era tutta la filiera dell`edilizia, imprese e sindacati, senza distinzioni corporative. Si sono schierati davanti al Parlamento con i caschetti blu, gialli e rossi in testa, niente bandiere ma reti di cantiere utilizzate come fasce. Tra gli slogan, `Lavorare per lo Stato non paga` e `La crisi preme e il fisco ci spreme`.

lunedì 29 novembre 2010

Stati generali delle costruzioni: manifestazione nazionale il 1° dicembre



Il settore non puo` piu` attendere: -250mila occupati, +300% di utilizzo ammortizzatori sociali, -20% di produzione.

A un anno e mezzo dagli Stati Generali delle Costruzioni, l`evento che riuni` insieme per la prima volta tutte le sigle delle organizzazioni sindacali e delle associazioni delle imprese artigiane, delle cooperative e di tutta la filiera delle costruzioni, per denunciare la crisi, ma anche per proporre un modello di sviluppo basato sulla qualita` e la legalita` dell`impresa e del lavoro, gli stessi soggetti sociali si sono riuniti per lanciare un nuovo e pressante grido di allarme.

Il settore e` piegato da una crisi senza precedenti: oltre 250.000 posti di lavoro persi, oltre 300% in piu` di utilizzo ammortizzatori sociali, oltre il 20% medio di riduzione delle produzioni nei settori dei materiali da costruzione, circa 70 mld in meno di valore complessivo delle produzioni. Se a questo si aggiunge l`inaccettabile danno causato dai ritardati pagamenti della pa, con punte di ritardo anche di 24 mesi, emerge un quadro di assoluta gravita`.

Durante tutti questi mesi, di fronte all`insufficiente politica industriale a sostegno del settore, imprese, sindacati, cooperative, artigiani e tutti gli attori della lunga filiera dell`edilizia hanno denunciato piu` volte - a livello nazionale e su tutto il territorio - lo stato di grande difficolta` del settore, ricercando un costante dialogo con il governo e le amministrazioni pubbliche, sollecitando un confronto, avanzando proposte concrete che hanno incontrato spesso il favore bipartisan delle forze politiche.

A questa azione, responsabile e propositiva, del mondo dell`edilizia non ha ancora corrisposto un`efficace azione del Governo, ne` sul piano dei provvedimenti adottati e delle risorse disponibili, ne` su quello del coinvolgimento completo degli attori degli Stati Generali, visto che il tavolo interministeriale dell`edilizia, che era stato insediato a Palazzo Chigi nel luglio 2009, si e` finora riunito una volta sola.

Non possiamo protrarre ulteriormente un`attesa che ha gia` fatto molte vittime in termini di perdita di posti di lavoro e di competitivita` del Paese.

Le imprese e i lavoratori dell`edilizia ritengono prioritario:
  1. sbloccare i pagamenti per le imprese che hanno SAL approvati e oggi vincolati dal Patto di stabilita`, anche per consentire alle stesse il pagamento delle forniture e dei servizi utilizzati. Piu` in generale allentare i vincoli dello stesso patto per gli enti virtuosi al fine di finanziare prioritariamente interventi legati alla tutela e messa in sicurezza del territorio, del patrimonio edilizio e dei beni culturali ed artistici.
  2. rendere effettivamente disponibili, in termini di attribuzioni di cassa, le risorse destinate dal CIPE alle priorita` infrastrutturali, a partire da quelle attribuite al programma di piccole e medie opere e all`edilizia scolastica.
  3. puntare su processi di semplificazione amministrativa rafforzando i controlli di sicurezza e regolarita`.
  4. eliminare le penalizzanti distorsioni fiscali esistenti nel settore immobiliare (ad esempio l`Iva sull`invenduto dopo 4 anni) nell`ambito di una riforma del fisco orientata allo sviluppo e piu` equa per lavoratori, imprese e cittadini.
  5. rilanciare gli strumenti di investimento nelle infrastrutture e nell`immobiliare.
  6. attivare strumenti di lotta all`illegalita` e promuovere la qualificazione con procedure esigibili e chiare in stretta collaborazione con le imprese e i lavoratori, senza penalizzare la quotidiana operativita` delle imprese corrette.
  7. estendere all`edilizia gli ammortizzatori sociali definiti per il settore industria.
Gli Stati Generali delle costruzioni chiedono al Governo e a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione un forte impegno di rilancio delle costruzioni, a partire dalle priorita` sopra indicate.

A sostegno di queste richieste i promotori degli Stati Generali delle costruzioni indicono una Manifestazione Nazionale per mercoledi` 1° dicembre 2010.

La Manifestazione, che vedra` la partecipazione di tutte le Associazioni imprenditoriali e delle Organizzazioni Sindacali del settore edile, si svolgera` in Piazza Montecitorio a partire dalle ore 10,30.

STATI GENERALI DELLE COSTRUZIONI

ANCE * FENEAL UIL * FILCA CISL * FILLEA CGIL * ANAEPA-CONFARTIGIANATO * CLAAI * CNA COSTRUZIONI * FIAE CASARTIGIANI * AGCI/PSL * ANCPL * FEDERLAVORO SERVIZI CONFCOOPERATIVE * AGI * ASSOIMMOBILIARE * FEDERCOSTRUZIONI
(ANCE, ANIE, ANIMA, ASSOVETRO, FEDERAZIONE CONFINDUSTRA CERAMICA E LATERIZI, CONFINDUSTRIA METALLI, FEDERBETON, FEDERCHIMICA, FEDERLEGNOARREDO, OICE, UNACOMA COMAMOTER, ASCOMAC)

mercoledì 27 ottobre 2010

Edilizia sostenibile / Approvato il regolamento comunale per la città di Mottola (Ta)


In arrivo la casa del futuro.
Il consiglio comunale accoglie le numerose richieste dell’imprenditoria ed approva il regolamento per l’edilizia sostenibile.
Mottola è, infatti, tra i primi Comuni dell’area ionica ad attrezzarsi in tal senso.
Il regolamento concede la possibilità ai costruttori di progettare la cosiddetta casa del futuro, ovvero la casa dove pannelli solari ed impianti ad energia rinnovabile sono già installati.
Mottola quindi si adegua alla legge 13/2008 che regola gli incentivi per l’edilizia sostenibile. Ai costruttori che progetteranno la casa del futuro saranno concessi sconti sui costi di costruzione e aumenti di volumetria del 10%.
“Con questo regolamento - commenta soddisfatto il sindaco Giovanni Quero - vogliamo sviluppare l’edilizia sostenibile che va dall’efficienza energetica al risparmio. Avevamo ricevuto pressioni da parte degli imprenditori locali che attendevano questo provvedimento. Credo che Mottola sia tra i più innovativi comuni dell’area ionica”.
In altre parole le nuove costruzioni in città saranno moderne ed attrezzate di pannelli fotovoltaici e solari in grado di fornire luce ed energia per i consumi familiari.
Sistemi che, come è noto, si stanno diffondendo anche nell’are ionica proprio per il vantaggio economico, oltre che ambientale, che ne deriva.
Il regolamento è passato al vaglio del consiglio comunale di qualche giorno fa.
In aula tutti d’accordo sulla volontà di dare un nuovo aspetto all’edilizia locale. Il provvedimento è infatti passato all’unanimità. Ora si aspetta di vedere nel concreto le case sostenibili.

mercoledì 13 ottobre 2010

SICUREZZA IN EDILIZIA / Obbligatori i piani di sicurezza in tutti i cantieri


Per qualsiasi cantiere i cui lavori comportino rischi particolari deve essere redatto un piano di sicurezza e di salute, a prescindere dal numero di imprese all’opera. Lo ha chiarito la Corte di giustizia europea in una sentenza depositata il 7 ottobre (procedimento C-224/09) interpellata dal Tribunale di Bolzano per chiarire il dettame della legislazione comunitaria e in particolare della direttiva 92/57 riguardante le prescrizioni di sicurezza nei cantieri. Esaminando la disciplina europea i giudici di Lussemburgo hanno osservato innanzitutto che «l’articolo 3, n. 1, della direttiva 92/57 esige che, nel caso di un cantiere in cui sono presenti più imprese, venga sempre nominato un coordinatore in materia di sicurezza e di salute al momento della progettazione dell’opera o comunque prima dell’esecuzione dei lavori».
Proseguendo nella disamina della normativa comunitaria i giudici hanno anche osservato che l’obbligo contenuto nella direttiva «deve essere inteso nel senso che esso vale per tutti i cantieri i cui lavori comportano rischi particolari, quali quelli elencati nell’allegato II di questa direttiva, o per i quali è richiesta una notifica preliminare, essendo irrilevante a tale riguardo il numero di imprese presenti nel cantiere». Un principio quindi che parrebbe valere anche per la nuova formulazione del comma 11 articolo 90 del nostri Tu sicurezza che confermando l’esonero ha inserito il tetto dei 100mila euro di valore dei lavori trasferendo però le funzioni del coordinatore per la progettazione a quello per la esecuzione dei lavori. Di qui la censura nei confronti della norma italiana che apre le porte a eccezioni sulla base per altro del numero di imprese presenti nel cantiere.
La direttiva spiegano ai giudici non consente a una norma nazionale di «derogare all’obbligo incombente al committente o al responsabile dei lavori di nominare un coordinatore per la sicurezza e la salute al momento della progettazione dell’opera o comunque prima dell’esecuzione dei lavori». In secondo luogo la direttiva non permette a una norma nazionale di limitare la stesura di un piano di sicurezza ai soli casi in cui in un cantiere di lavori privati non soggetti a permesso di costruire intervengono più imprese: il principio ispiratore è invece quello del profilarsi di rischi particolare per la sicurezza del cantiere.

lunedì 27 settembre 2010

La SCIA ha identico campo applicativo della DIA



Il Governo ha comunicato i chiarimenti sull'applicabilità all'edilizia della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia).

"La nota - firmata dal capo dell'Ufficio legislativo del ministero della Semplificazione, Giuseppe Chinè, inviata alla Regione Lombardia, che il 30 agosto scorso aveva posto un quesito - precisa lo stesso Chinè - è frutto di un lavoro di coordinamento con i ministeri della Pubblica amministrazione, delle Infrastrutture e dell'Economia ed esprime, quindi, la posizione del governo ".

Ricordiamo che la Scia (articolo 49, comma 4-bis del decreto legge 31 maggio 2010, n.78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n.122) è entrata in vigore da oltre un mese e mezzo e che sino ad ora stava creando dubbi interpretativi, sull'applicabilità all'edilizia ma anche sul coordinamento con il Testo unico dell'edilizia.

Nella nota del Ministero viene precisato che la Scia tiene luogo di "ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o di atti amministrativi a contenuto generale e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi" ed è corredata dalla documentazione specificamente richiesta dalla normativa di settore. Sulla base delle precedenti premesse il Ministero, nella citata nota precisa che il quesito in ordine all'applicabilità della disciplina della segnalazione certificata di inizio attività alla materia edilizia non può che trovare risposta positiva, sulla base del fatto che assume rilievo l'argomento letterale, giacché, ai sensi del comma 4 - ter dell'articolo 49 della legge n. 122 del 2010, le espressioni "segnalazione certificata di inizio attività" e "Scia" sostituiscono, rispettivamente, quelle di "dichiarazione di inizio attività" e "Dia", "ovunque ricorrano anche come parte di un'espressione più ampia", sia nelle normative statali che in quelle regionali.

Nella nota viene anche chiarito che la disciplina della Scia si applica alla materia edilizia mantenendo l'identico campo applicativo di quella della Dia, senza quindi interferire con l'ambito applicativo degli altri titoli abilitativi (es. permesso di costruire, caratterizzato da una disciplina puntuale e compiuta contenuta nel testo unico edilizia, alla quale non appare riferibile né sul piano letterale, né su quello funzionale, quella della nuova Scia).

La nota, per ultimo, con riferimento alla materia edilizia, chiarisce i seguenti ulteriori aspetti di rilievo:
- in caso di intervento edilizio in zona sottoposta a vincolo, permane l'onere di acquisizione ed allegazione alla segnalazione certificata dello specifico atto di assenso dell'ente preposto alla tutela del vincolo stesso; tale atto, in virtù della espressa previsione dell'articolo 19, comma 1, della legge n. 241 del 1990 ("con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali"), non può essere sostituito dalla Scia;
- per le Dia edilizie presentate prima dell'entrata in vigore della novella dell'articolo 19 della legge n. 241 del 1990, anche nell'eventualità in cui alla data di entrata in vigore non fosse ancora decorso il termine per l'esercizio del potere inibitorio da parte dell'amministrazione, la disciplina applicabile non può che essere quella vigente al momento della presentazione della Dia, salva la possibilità per il privato di avvalersi degli effetti della novella presentando, per il medesimo intervento, una Scia.



Analisi tratta da ANIEM, Associazione nazionale imprese edili

martedì 21 settembre 2010

La SCIA manda in pensione la DIA


Confermate le semplificazioni in edilizia. Il Ministero per la Semplificazione normativa ha chiarito con una nota che la Scia, Segnalazione certificata di inizio attività introdotta con la manovra estiva, sostituirà la Dia, Denuncia di inizio attività.

Diventa possibile l’inizio dei lavori nel giorno stesso della segnalazione dell’interessato all’amministrazione preposta, senza attendere i 30 giorni previsti dalla precedente disciplina, ferma restando la possibilità di effettuare verifiche in corso d’opera.

La segnalazione deve essere corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e atto di notorietà previsti dal Dpr 445/2000, dalle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati, dalle dichiarazioni di conformità rilasciate dall'Agenzia delle imprese, dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione. Le autocertificazioni sostituiscono i pareri di organi o enti appositi, così come l'esecuzione di verifiche preventive previste dalla legge.

Nel caso in cui venga accertata una carenza dei requisiti, l’amministrazione può adottare provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli effetti dannosi entro 60 giorni dal ricevimento della segnalazione. Decorso questo termine vale la regola del silenzio - assenso, a meno che non si incorra nel rischio di danni gravi e irreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute e la sicurezza pubblica.

In caso di dichiarazioni false o mendaci l’Amministrazione può vietare la prosecuzione dei lavori, applicare sanzioni penali da uno a tre anni di reclusione o quelle previste dal capo VI del Dpr 445/2000.
La nuova procedura non può essere applicata in presenza di vincoli ambientali né agli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire che possono essere realizzati alternativamente con Dia.


Sono esclusi anche i casi in cui sussistano vincoli culturali, così come non è ammesso alcun tipo di contrasto con gli atti imposti dalla normativa comunitaria e con quelli rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'asilo, alla cittadinanza, all'amministrazione della giustizia, all'amministrazione delle finanze, alle reti di acquisizione del gettito.

giovedì 2 settembre 2010

Tremonti: «La legge sulla sicurezza sul lavoro lusso che non ci possiamo permettere». Sarà vero?


Una dichiarazione che farà discutere. Soprattutto in un Paese che registra una media di 3 o 4 morti sul lavoro al giorno. «Dobbiamo rinunciare ad una quantità di regole inutili, siamo in un mondo dove tutto è vietato tranne quello che è concesso dallo Stato, dobbiamo cambiare». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo al «Berghem fest» sottolineando subito dopo che «robe come la 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro) sono un lusso che non possiamo permetterci. Sono l'Unione europea e l'Italia che si devono adeguare al mondo».

Il giorno successivo Emanuela Bravi, portavoce del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha precisato che ”Tremonti tra le regole eccessive si riferiva all’Europa, alla giurisdizione europea e alla sua estensione eccessiva rispetto all’obiettivo sulla sicurezza del lavoro, che resta invece essenziale”.

Sarà vero?

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