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lunedì 26 novembre 2012

QUALITA' DELLA VITA / Ultimo posto per Taranto nella classifica 2012 del Sole 24 Ore




This is the end, si potrebbe scrivere di Taranto al cospetto di un giudizio così drastico che l'ha fatta rotolare
all'ultimo posto della graduatoria sulla Qualità della vita.

mercoledì 16 maggio 2012

A Bari arriva la "Primavera Mediterranea" dal 17 al 20 maggio



Sette grandi orti, degustazioni e negozi aperti anche di domenica con vetrine addobbate a tema. “Promoverde” ha scelto Bari per promuovere il messaggio di sinergia fra agricoltura, alimentazione, architettura, verde e paesaggio, che da tempo sostiene in importanti manifestazioni in tutta Italia.

Via Argiro, nel capoluogo pugliese, si prepara infatti a quattro giorni di festa con “Primavera Mediterranea”, la manifestazione promossa da “Promoverde”, al via da domani, a partire dalle ore 10, quando sarà inaugurata alla presenza del Presidente Nazionale Gianluca Cristoni, del Presidente Territoriale arch. Filomena Rossiello, del sindaco di Bari Michele Emiliano.

L’obiettivo, come spiega la presidente di Promoverde, Rossiello, è «di sviluppare nei cittadini la cultura del verde, partendo da una strada che attualmente è vuota e deserta, un foglio bianco sul quale costruire qualcosa».

«Vogliamo travolgere la città con questa onda verde», prosegue Rossiello. Sette isolati saranno dunque coinvolti nell’iniziativa - da piazza Umberto a corso Vittorio Emanuele - alla quale hanno aderito i commercianti della strada che offriranno degustazioni (soprattutto nella giornata di sabato) e allestiranno vetrine a tema. L’associazione dei negozianti ha anche annunciato l’apertura straordinaria delle attività per domenica 20 maggio.

L’iniziativa «Primavera Mediterranea» non si fermerà solo nel Murattiano. Nell’ambito dei quattro giorni sono in programma visite guidate al parco di Lama Balice, dove il 18 maggio sarà organizzato anche un convegno alla presenza delle istituzioni e di due architetti del Belgio e della Germania, Lucien Kroll, il maestro dell’architettura ecologica, e Marcel Kalberer, l’inventore dell’architettura vivente di salice, che insieme ad esponenti dell’agricoltura, dell’architettura e delle amministrazioni mostreranno come la sinergia fra agricoltura e mondo del costruire sia la strada da percorrere per lo sviluppo delle nuove città sostenibili.

Promuovere il verde per migliorare la qualità della vita, questo dunque il messaggio. E Il verde - che da elemento ornamentale è di fatto passato a essere un elemento strutturale dell’architettura e del paesaggio - nella manifestazione pugliese è protagonista con innumerevoli micro-eventi sparsi per tutta la città.

Un lungo un sentiero erboso simboleggia il percorso verde attraversando il borgo antico e continuando su via Argiro, completamente trasformata in un grande orto a cielo aperto. Al Fortino c’è un’avveniristica struttura in bambù sorella di una analoga costruzione in canna palustre nel cortile dell’Università, in piazza Mercantile in un Green Corner si può visitare il giardino dei colori e degli odori, una stratigrafia di un giardino pensile e vari incontri didattici verdi. Tutta la città viene coinvolta con microeventi a tema anche in locali, bar, negozi, librerie, nell’ottica comune di promuovere il verde per migliorare la qualità della vita. Anche gli architetti apriranno i loro studi offrendo aperitivi e riproponendo installazioni ed eventi ispirati al verde.

Il calendario degli eventi:

martedì 13 dicembre 2011

Periferie urbane: a Milano un seminario tra architettura, letteratura e fotografia

foto © Giovanni Hanninen

Si terrà il prossimo giovedì 15 dicembre 2011 presso l'Aula Rogers del Politecnico di Milano il seminario Negativi: un'altra Milano tra letteratura e fotografia. Il seminario vuole interrogarsi sulle forme e sui modi attraverso i quali le comunità milanesi abitano e hanno abitato la loro periferia.
Gianni Biondillo, architetto e scrittore parlerà della Milano dove selvaggiamente, disperatamente, intensamente abitano i protagonisti dei suoi romanzi. Daniele Pennati, redattore di Milano Città Aperta presenterà i numeri della rivista di ricerca fotografica dedicata alla città e al contesto metropolitano. Il fotografo Giovanni Hanninen illustrerà un lavoro che è parte integrante dell’omonima ricerca del Diap coordinata da Massimo Bricoccoli e Paola Savoldi. Valerio Paolo Mosco, architetto e critico di architettura rifletterà sul progetto urbano implicito nella parabola del neorealismo. Christian Novak presenterà il volume Spazi aperti, un paesaggio per l’expo, scritto con Paolo Pileri e Alessandro Giacomel a conclusione di uno studio, promosso da Fondazione Cariplo e realizzato dal Diap.

lunedì 11 aprile 2011

Mal di città: a Milano uno studio per identificarlo



Case fatiscenti e palazzi abbandonati, 'casermoni' e poco verde. Sono le grandi periferie, dove le etnie si mescolano, la povertà dilaga e spesso il tasso di criminalità è ai massimi, le zone più a rischio di 'mal di città'. La vita metropolitana avvelena l'anima, confermano i 'medici della mente', e parte non a caso da Milano un maxi-studio che si propone di disegnare l'identikit del quartiere più depressivo.

lunedì 21 marzo 2011

L'albero è vita: incontro per salvare il verde delle piazze e dei viali alberati di Bari



Verrà presentata alla stampa il prossimo 24 marzo ore 20 l'associazione del verde e dei giardini storici di Bari.
L'incontro è previsto presso l'Aula Magna del Palazzo Ateneo dell'Università degli Studi "A. Moro" (Piazza Umberto I – Bari).

Per ulteriori informazioni contattare la segreteria organizzativa ai seguenti recapiti:
338 3013039
340 3464437

lunedì 14 marzo 2011

Bari deve ripartire dalle sue periferie


Riqualificare le periferie per dare un nuovo slancio alle attività di edilizia pubblica e privata è il pensiero di Ambrogio Prezioso, presidente dell'AFM-ANCE, che si occupa di formazione manageriale all'interno dell'associazione nazionale costruttori.

mercoledì 23 febbraio 2011

Giornata mondale della lentezza: appuntamento per il 28 febbraio


Il prossimo 28 febbraio si celebrerà la quinta Giornata Mondiale della Lentezza. Si tratta di una manifestazione promossa dall'associazione culturale 'L'Arte del Vivere con Lentezza' onlus in collaborazione con l'Assessorato al Turismo, Marketing territoriale e Identità del Comune. Obiettivo della manifestazione è riflettere sui danni economici, ambientali, sociali e culturali del vivere a folle velocità. Tema della Giornata Mondiale della Lentezza 2011 sarà 'Ambiziosi e Altruisti - Slow life, green life, better life'.

martedì 22 febbraio 2011

E' in arrivo bimbimbici, giornata promossa da FIAB per una città più sicura e vivibile



È ormai giunto alle porte l’annuale appuntamento con la pedalata cittadina che da dodici anni accompagna moltissime realtà italiane: BIMBIMBICI, evento organizzato dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta, coinvolgerà anche quest’anno bambini, ragazzi, genitori, nonni e tutti i cittadini che vorranno trascorrere un’allegra giornata all’aria aperta ed in buona compagnia, nel rispetto della sostenibilità ambientale, riconquistando con le loro biciclette gli spazi urbani solitamente riservati al traffico automobilistico.

venerdì 19 novembre 2010

Taranto citta' meno verde d'Italia, per i bambini 0.2 mq pro capite, equivalente a una foglia insalata


Le province “forzieri” d'Italia sono Roma (con 697. 387 minori), Napoli (quasi 671.000), Milano (636.610), Torino (351.566): contengono una parte consistente del “tesoro” rappresentato dai oltre 10 milioni di under 18 che vivono nel nostro paese.

Le province “più giovani” - quelle cioè con le percentuali più elevate di minori - sono prevalentemente al Sud: Napoli è in pole position (con quasi il 22% di minori sul totale della sua popolazione) seguita da Caserta (21,3%), Caltanissetta, Crotone e Catania (tutte oltre il 20%).

Unica eccezione fra le province del Nord è Bolzano con il 20% di under 18 sul totale dei suoi abitanti (2).

Invece è al Nord il primato in negativo con Ferrara, che ha la quota percentuale più bassa di bambini (12,6%).

A fornire queste informazioni è la prima delle mappe de “L’isola dei tesori. Atlante dell’infanzia (a rischio) in Italia” di Save the Children, presentato insieme al nuovo sito interattivo http://www.atlanteminori.it/ presso la Banca d’Italia.

“Il lancio dell’Atlante a pochi giorni dalla Giornata dell’Infanzia e presso un’istituzione così importante come la Banca d’Italia, non è casuale. La Banca d’Italia per statuto e missione protegge e governa il “tesoro” economico-finanziario italiano: dunque c’è sembrato di grande forza simbolica l’idea di presentare presso questa sede istituzionale il nostro Atlante del tesoro umano e futuro d’Italia” sottolinea Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia. “Gli oltre 10 milioni di bambini che vivono sul suolo italiano, sono la riserva aurea nazionale che l’Atlante di Save the Children riporta allo scoperto, come in una virtuale caccia al tesoro, mostrandone, attraverso più di 70 mappe, la dislocazione geografica e dove sia più o meno valorizzata, protetta, tutelata ma anche, purtroppo, misconosciuta, offesa, incustodita”.

“Save the Children, che già nel ’44 era intervenuta in Italia portando aiuti ai bambini appena usciti dalla guerra, ha deciso di impegnarsi con sempre maggiore determinazione in favore dell’infanzia nel nostro paese, rafforzando ulteriormente nei prossimi 5 anni le sue attività, soprattutto in favore dei minori più vulnerabili”, prosegue il Direttore Generale dell’Organizzazione.

L’anagrafe del “tesoro”. Ma cominciamo con il dare un nome ai milioni di “tesori” d’Italia. Dalla mappa con l’“anagrafe del tesoro”, si scopre che i 5 nomi di bambini più diffusi e amati dai genitori italiani sono: Francesco, Alessandro, Matteo, Antonio e Giuseppe, per i maschi; Giulia e Sofia, per le femmine. In particolare Francesco è il nome scelto in prevalenza dai genitori di alcune regioni del Centro Sud (Lazio, Sardegna, Puglia e Molise, Calabria, Basilicata), Alessandro il preferito in alcune regioni del Centro Nord (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria), Matteo soprattutto in Valle D’Aosta e Friuli Venezia Giulia, Antonio e Giuseppe in Campania e Sicilia. Tra le bambine il nome di maggior successo è Giulia in 9 regioni (Liguria, Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Sardegna) seguito da Sofia (più comune in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Sicilia e in provincia di Trento). Per quanto riguarda i nomi di bambini nati da genitori stranieri, si registra - a conferma dell’integrazione in atto - il successo di nomi italianissimi come Alessia, Giulia e Sofia per le bambine e Matteo e Alessandro per i bambini. Tra i nomi stranieri invece quelli più in voga sono Sara, l’asiatico Aya, gli arabi Malak (angelo) e Hiba (regalo) per le femmine. Per i maschi Adam precede Mohammed, seguito da Rayan, Omar, Matteo, Alessandro, Cristian, Kevin e Youssef (3) .

Nomi che identificano il “tesoro degli immigrati”: sono 932.000 i minori stranieri residenti in Italia (4) . Di essi 6 su 10 sono di seconda generazione (cosiddetti G2), cioè nati in Italia: Prato con il 19,7% di minori di seconda generazione sul totale della sua popolazione straniera, Mantova (17,2%), Cremona (17%), Brescia e Reggio Emilia (16,9%), nel Sud Trapani (14,2%) e Palermo (12,7%), sono i capoluoghi di provincia con la più alta percentuale di G2.

Ma ci sono anche bambini e adolescenti quasi senza nome e senza volto, pressoché invisibili perché le loro vite sono in parte o completamente clandestine e nascoste: centinaia di minori per lo più stranieri e soli che soggiornano per brevi periodi nelle comunità per poi scapparne, o che finiscono in circuiti di sfruttamento lavorativo, sessuale o di devianza. Nel 2010 risultano almeno 4.500 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia (5) . Un dato sicuramente per difetto, che non include, per esempio, i minori neocomunitari. E stranieri sono alcune migliaia di minori lavoratori: pari al 9% di tutti i minori che lavorano, stimati in circa 400.000 (6). Sono soprattutto cinesi, a Roma, Milano e Firenze, Prato; romeni e albanesi, a Roma e a Bari, giovani nord-africani in Sicilia e Calabria.

E 1 milione 756 mila sono i minori che vivono in povertà relativa cioè in famiglie che hanno una capacità di spesa per consumi sotto la media (7): circa il 65% di questi minori - salta all’occhio dalla “mappa dei tesori a rischio” - si concentra nel Sud Italia. Insieme ad essi bisogna considerare altri 649 mila “tesori”, circa il 6% della popolazione sotto i 18 anni, che vive in povertà assoluta (8).

Poi ci sono i bambini e gli adolescenti “poveri” di aria pulita e di verde: il Nord Italia spicca per gli elevati tassi di inquinamento dell'aria, anche in rapporto al resto d'Europa: Torino, Milano, Brescia, Padova, Modena, Bergamo, Pescara, Napoli, Venezia, Rimini e Reggio Emilia si segnalano non solo in Italia ma anche in Europa per il maggior numero di giorni di superamento del valore limite di particolato (PM10), polveri sospese nell'aria che penetrano nelle vie respiratorie causando problemi cardio-polmonari e asma. E in molte di queste città risultano oltre i livelli di guardia anche le concentrazioni di biossido di azoto.

Napoli detiene in aggiunta il triste primato di città più costruita d'Italia con oltre il 65% della superficie impermeabilizzata ed è tra le ultime per verde attrezzato.

E poveri di verde sono anche i bambini che vivono ad Imperia, Savona, Lecco, Ascoli Piceno, Chieti, Crotone e Olbia che non possono contare su più di 5 mq di verde ciascuno, per non parlare di Taranto dove gli abitanti si devono accontentare di una foglia di insalata (0,2 mq) ognuno.

Il primato in positivo, cioè di capoluogo di provincia ben aldisopra della media nazionale per verde pro-capite (che è di 106 metri quadri per abitante), spetta invece all’Aquila (con 2.787 metri quadri), i cui giovani abitanti tuttavia debbono fare i conti con le ferite aperte e lasciate dal terremoto (per esempio la mancanza di una casa e di luoghi aggregativi); per disponibilità di verde si segnalano a seguire Pisa (1.521), Ferrara (1.259) e Matera (1.140).

Un'opportunità, questa di un po’ di verde, a cui fa da contraltare una diffusa inadeguatezza di servizi all’infanzia fondamentali come i nidi per i più piccoli (0-2 anni): in fondo alla lista ci sono Calabria e Campania con solo 2 bambini su 100 fra 0 e 2 anni presi in carico dai nidi pubblici; seguono Puglia (3,9) e Molise (4,3). Più virtuose Valle D'Aosta ed Emilia Romagna dei cui nidi usufruiscono il 20% dei piccoli fra 0 e 2 anni, seguite da Umbria (18%), Toscana (16,9%) e Trentino (15,3%).

Un percorso educativo che può iniziare con difficoltà per poi a volte interrompersi prematuramente: nel Sud Italia - in particolare in Sardegna e in Sicilia - la percentuale di interruzioni formalizzate e abbandoni scolastici è, rispettivamente dell’8,3% (su 100 iscritti per i 5 anni di scuola di II grado, nell’anno 2008-2009) e del 6,6%. Al Nord si segnala la Liguria con il 5,4% di interruzioni ed abbandoni.

“L’Atlante dell'Infanzia di Save the Children con le sue numerose mappe conferma come nascere e vivere in una parte del nostro paese piuttosto che in un'altra equivalga a maggiori o minori opportunità per un bambino. Come se non ci fosse una Italia dell’infanzia ma decine d’Italie diverse”, prosegue Valerio Neri. “Un esempio lampante sono le differenze anche abissali nella spesa sociale provinciale procapite per asili nido e altri servizi per l’infanzia. Si va da Trieste, in testa alla classifica con 108 euro pro-capite, a province meno virtuose del Nord come Piacenza (10 euro e 50), a quelle in fondo alla classifica come Benevento, Crotone, Avellino e Catanzaro dove i comuni spendono meno di 2 euro per cittadino. E la stessa figura del Garante dell’Infanzia è presente a macchia di leopardo, con 3 regioni, Valle D’Aosta, Sardegna e Sicilia, che non lo hanno neanche previsto per legge”.

“L'impressione è che questo 'tesoro' di bambini sia sempre più spesso - e in città e territori sparsi lungo tutto lo stivale - seriamente minacciato”, conclude il Direttore Generale Save the Children Italia. “Per questo ci sembra non più procrastinabile la nomina del Garante Nazionale dell’Infanzia e il varo di un Piano Nazionale Infanzia mancante dal 2004. Un Piano che stabilisca un coordinamento efficace tra il livello centrale e regionale, che preveda la chiara definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali per l’infanzia e l’adolescenza - per ridurre le drammatiche diseguaglianze che oggi colpiscono l’infanzia nel nostro Paese - e che sia dotato di risorse adeguate e di rigorosi strumenti di monitoraggio e di valutazione. Inoltre è importante procedere alla nomina e riconvocazione dell’Osservatorio Nazionale Infanzia, di cui è scaduto il mandato ad agosto 2010”.

venerdì 12 novembre 2010

Questa sera conferenza del prof. Serge Latouche a Putignano (Ba)


Questa sera, venerdì 12 novembre, alle ore 18.30, presso la Sala Margherita in Putignano alla via Cappuccini n. 28, il Prof. SERGE LATOUCHE terrà una conferenza incontro sulla “Decrescita Serena”.

L’incontro è organizzato dall’Assessorato all’ambiente del comune di Putignano e l’associazione culturale Teatro Origine.

“Con la conferenza di Serge Latouche, avviamo un percorso di riflessione condivisa sulle tematiche ambientali con i putignanesi e non solo.- spiega l’assessore all’ambiente di Putignano Dino Angelini- Vogliamo immaginare insieme un futuro in cui il nostro territorio diventi un luogo capace di coniugare organicamente lavoro e gioia di vivere, tutela ambientale e ricchezza, diversità culturali e tradizione. Questa incontro è uno degli eventi che accompagneranno i cittadini di Putignano verso il nuovo servizio di igiene urbana, orientato alla riduzione dei consumi e ad una “spinta” differenzazione del rifiuto.”

giovedì 11 novembre 2010

Un libro e un reportage raccontano la realtà della ‘Downtown’ milanese, tra fallimenti e possibilità di riscatto


Succede a Milano: ”E’ un quartiere di case. Un quartiere dormitorio. Qui o porti giù il cane o i bambini e incontri gente che fa comunella, altrimenti è la morte civile”. Così un abitante di Pompeo Leoni descrive la difficile realtà del suo quartiere: una distesa di palazzoni e spiazzi deserti situata a poca distanza dal centro della città meneghina. Nato su un’area industriale dimessa, il caso di Pompeo Leoni avrebbe dovuto rappresentare un nuovo modo di abitare la città. Invece è stato un fallimento, sia a livello architettonico che a livello sociale. E non è l’unico esempio.

E’ il 2007 e due ricercatori del Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano, Massimo Bricocoli e Paola Savoldi, vincono un bando di ricerca sullo sviluppo urbanistico delle città commissionato dal Puca (Plan Urbanisme Construction Architecture) del Ministero Francese. Dopo tre anni di indagine, dalle fondamenta dei palazzi alla testimonianza diretta delle persone che ci vivono, è nato un libro che racconta il nuovo centro allargato della città o - per dirla all’americana - la Downtown milanese.

Affiancato dalla narrazione per immagini del reportage fotografico di Giovanni Hänninen (di cui potete vedere una foto in questo post), il libro 'Milano Downtown. Azione pubblica e luoghi dell'abitare', in uscita per et.al è un percorso scientifico ma anche una storia corale che racconta cinque realtà abitative diverse accomunate dal disagio. Dal coprifuoco di via Padova, alle contraddizioni della zona Canonica Sarpi dove si passa dal degrado all'espressione della 'gentrification' semplicemente spostandosi da un civico all'altro. Dal quartiere di Santa Giulia, in cui i livelli di contaminazione del sottosuolo sono tali da impedire la costruzione del nuovo asilo nido, alle torri di Gratosoglio da cui si può controllare che i malati di Alzheimer dell’ospedale vicino non scavalchino i doppi muri di cinta.

Poco lontano dall'ultimo avamposto del bike-sharing, tanto voluto dalla giunta comunale, Milano appare come un esperimento mal riuscito con possibilità di riscatto. "Per le realtà confinate nel tessuto urbano consolidato della città, come via Padova e Canonica/Sarpi, è difficile immaginare grandi stravolgimenti architettonici – spiega Paola Savoldi - si spera nelle migliorie da parte dei privati, in una politica di incentivi per la ristrutturazione e non certo misure come l'inutile innalzamento del coprifuoco. In generale però, con una certa dose di pragmatismo, le soluzioni possibili ci sarebbero e questo libro intende suggerirle".

Ma l’attenzione sul caso della Downtown milanese continua anche nella mostra collegata al libro che sarà visibile dal 10 novembre al 3 dicembre presso lo spazio Assab One. Oltre a raccogliere le immagini del reportage di Giovanni Hänninen, la mostra focalizza l’attenzione sul contesto privato delle persone che abitano questi luoghi, le cui storie, spesso drammatiche, saranno recitate dal vivo. "Così come il libro è nato con l'obiettivo di divulgare l'osservazione scientifica e non una posizione politica” - spiega Giovanni Hänninen - “anche il mio sguardo si è limitato a catturare le immagini con l'occhio di un esploratore. Tuttavia mi piacerebbe un giorno entrare all'interno dell'alveare e intraprendere un percorso più intimo documentando la vita, spesso drammatica, dei suoi abitanti: le storie delle persone continuano sicuramente oltre quel muro."

Laura Ghisellini (foto di Giovanni Hänninen)

mercoledì 3 novembre 2010

La decrescita serena secondo Serge Latouche a Putignano (Bari) il 12 Novembre 2010

L’assessorato all’ambiente del comune di Putignano organizza per una pubblica conferenza nella quale interverrà Serge Latouche, il quale esporrà la sua teoria della decrescita serena.

L’incontro si svolgerà a Putignano (Ba), presso la sala Margherita in via Cappuccini venerdì 12 novembre a partire dalle 19:00.

Con la conferenza di SERGE LATOUCHE, si intende avviare un percorso di riflessione condivisa sulle tematiche ambientali con la popolazione di Putignano …e non solo, che permetta di immaginare insieme un futuro nel quale il territorio possa essere percepito e vissuto come un luogo capace di coniugare organicamente lavoro e gioia di vivere, tutela ambientale e ricchezza, diversità culturali e tradizione, come un bene comune.

E' chiesto al teorico della decrescita serena di relazionare sulla diffusa visione “sviluppista”, costruita sull´idea che la crescita economica possa essere infinita, oltre la “teologia del PIL”, descrivendo e proponendo alternative concrete e praticabili in grado di restituire futuro alla Terra e all´umanità.

«Dobbiamo aspirare ad un miglioramento della qualità della vita e non a una crescita illimitata del PIL. Bisogna reclamare la bellezza delle città e dei paesaggi, la purezza delle falde freatiche e l’accesso all’acqua potabile, la trasparenza dei fiumi e la salute degli oceani. Esigere un miglioramento dell’aria che respiriamo, del sapore degli alimenti che mangiamo… C’è ancora molta strada da fare per lottare contro l’invasione del rumore, per ampliare gli spazi verdi, per preservare la fauna e la flora selvatiche, per salvare il patrimonio naturale e culturale dell’umanità, senza parlare dei progressi da fare nella democrazia.»

martedì 19 ottobre 2010

Ecosistemaurbano 2010: Bari sale di 7 posti


Il Sud rimane ancorato al fondo della classifica nella XVII edizione di Ecosistema Urbano, l'annuale ricerca di Legambiente e dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia sullo stato di salute ambientale dei comuni capoluogo italiani realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore. L'unica nota positiva è Bari che è al 54° posto (più sette posti) che recupera grazie al bike sharing. Brindisi passa dal 70° al 61°, Taranto fa due passi avanti, scalando al 64°, Lecce al 71° contro l'81° della scorsa edizione e Foggia peggiora, passando dall'82° all'87° posto.

QUALITA' DELL'ARIA - Scendendo nel dettaglio, dall’esame dei tre indicatori (Biossido di Azoto, Pm10 e Ozono) emerge che la qualità dell’aria peggiora nelle città capoluogo pugliesi. Solo Lecce migliora per le emissioni di biossido di azoto e Bari per la quantità di polveri sottili nell'aria. Il consumo giornaliero pro capite di acqua potabile resta alto a Lecce (166,7 litri pro-capite) e più basso a Foggia (131,8 litri pro-capite). Sulle dispersione di acqua dalla rete il dato preoccupante rimane quello di Bari con il 54% di perdite, al 94° posto della classifica generale. Sulla capacità di depurazione degli scarichi civili restano nelle posizioni più alte della classifica generale Taranto, Lecce, Foggia e Brindisi. Sulla produzione annuale pro capite di rifiuti urbani, i comuni pugliesi sono in coda alla classifica, con Lecce all'83° e 663,1 kg di rifiuti per abitante. Foggia rimane il comune pugliese che ne produce meno con 563,5 kg per abitante, ma passa dal 12° al 50° posto in un anno.

I TRASPORTI - Prendendo in considerazione l'indicatore della mobilità sostenibile si considerano vari parametri: autobus a chiamata, controlli elettronici alle Ztl, tariffe per intermodalità, l’esistenza di un sistema di pedaggio urbano per regolare gli ingressi nelle aree urbane, parcheggi interscambio bici, presenza del mobility manager comunale, bike sharing, car sharing, Piano mobilità ciclabile e di quello per gli spostamenti casa-lavoro. Quest'anno, Bari entra nella top ten dei comuni italiani più virtuosi, al 6° posto della classifica generale. Per quanto riguarda le isole pedonali, Brindisi ha il peggiore risultato, con lo 0% di mq per abitante di superficie pedonalizzata, mentre Bari resta la migliore al 20° posto e con 0,42 metri quadrati per abitante. Per le zone a traffico limitato Lecce dà il buon esempio, piazzandosi al 7° posto. Sulle piste ciclabili solo Lecce presenta miglioramenti, piazzandosi al 16° posto, mentre il verde urbano resta off limits in tutti i capoluoghi pugliesi. Sulle aree verdi totali, Brindisi e Lecce si salvano dalla coda della classifica.

fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it/  

lunedì 18 ottobre 2010

L’Orto Sociale e l’adozione di spazi verdi



L’esperienza di “Ortocircuito”, l’orto sociale urbano della città di Bari situato in uno spazio verde nei pressi della chiesa di San Marco a Japigia, al centro dell'incontro "L’Orto Sociale e l’adozione di spazi verdi", con Gianni Signorile curatore dell’Erbario dell’Orto botanico dell’Università di Bari, si terrà domani 19 ottobre ore 17.30 presso la sede dell'Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio in via Abbrescia 45/47 - Bari.

Un terreno abbandonato fino ad un anno fa e adesso recuperato alla coltivazione con notevoli difficoltà, rappresenta una piccola ma geniale soluzione per abbellire paesaggi tradizionalmente trascurati, creando luoghi urbani “verdi” di qualità, rallentare lo sviluppo dell’edilizia abusiva agendo contro il degrado del territorio e l'inquinamento ambientale e facilitare l’avvicinamento dei cittadini alla campagna senza uscire dalla città.




per maggiori informazioni
Adirt - Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio
Via Abbrescia 45/47 - 70121 Bari
tel: 3394029450 - 3467965466

sabato 3 ottobre 2009

DISABILI. Al via domani 4 ottobre il VII Fiabaday, 7a Giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche

Si apre domenica a Roma il Fiabaday 2009, la 7a Giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche. A partire dalle 9 diel 4 ottobre il Fiabaday si animerà con incontri, dibattiti, musica e spettacoli e testimonianze. Per il settimo anno è previsto l'accesso a Palazzo Chigi di gruppi di persone disabili e dei loro accompagnatori, per visite nelle sale interne del Palazzo, guidate dai funzionari della Presidenza del Consiglio.
Per la prima volta, poi, un palco verrà allestito in piazza Colonna, davanti a Palazzo Chigi, dove si alterneranno testimonial della politica, della cultura, dello spettacolo, sport e del mondo non profit.
Per tutto il mese di ottobre, infine, nell'ambito della comunicazione di Fiaba sul tema «Per un nuovo senza barriere e una cultura della modernizzazione del vecchio», sono previste visite guidate e uscite in mare nei maggiori porti italiani, con la collaborazione e il supporto delle Capitanerie di Porto.
E’ necessario costruire il nuovo in Italia sull’esempio della ricostruzione dell'Aquila, «prima città accessibile a tutti», ha detto il presidente di Fiaba (Fondo italiano abbattimento barriere architettoniche), Giuseppe Trieste, «un messaggio da estendere a tutti i sindaci d'Italia».
Il capo Dipartimento del ministero per le Pari opportunità, Isabella Rauti, ha ricordato che il suo ministero ha voluto dare un'interpretazione «estensiva» delle pari opportunità, non legate solamente «alle questioni di genere» e quindi estese anche «ai portatori di disabilità». «L'obbiettivo -ha sottolineato- non è più soltanto quello di abbattere le barriere architettoniche materiali, ma è soprattutto quello di eliminare le barriere culturali, pregiudizievoli rispetto alla diversità».
Il direttore generale dell'Enit, Eugenio Magnani, ha sottolineato l'importanza che l'abbattimento delle barriere architettoniche può costituire per il turismo italiano, consentendo al nostro Paese «di avere più visitatori di altri», puntando anche sull'accoglienza dei turisti con disabilità.
Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ha ricordato la presenza, nelle scuole italiane, di «174mila ragazzi diversamente abili» e ha sostenuto che «nessun posto di insegnante di sostegno è stato tagliato», ma che anzi ne siano stati aggiunti «cinquemila».

sabato 13 dicembre 2008

VIVIBILITA': TARANTO resta tra i fanalini di coda

Taranto: città vecchia

Peggio Napoli, meglio la vicina Matera: a ricordare che Taranto (al centesimo posto) è tra le province fanalino di coda per qualità della vita è la classifica pubblicata dal quotidiano Italia Oggi. Per la provincia ionica è una conferma: nel 2007 la stessa classifica mise Taranto al 99esimo posto.
A fotografare il Bel Paese è il “Rapporto 2008 sulla qualità della vita” di Italia Oggi. Due gli obiettivi che Italia Oggi si pone pubblicando la “Indagine sulla qualità della vita nelle province italiane”. In primo luogo, stimolare il dibattito sui percorsi da intraprendere per incrementare il benessere (non solo economico) delle comunità locali. In secondo, misurare e rendere di dominio
pubblico il gap dell’azione politica e amministrativa.
Fornendo quindi spunti e indicazioni per l’attività del policy maker e degli amministratori locali e per analizzare cosa è cambiato nel corso dell’ultimo anno, viene considerata in primo luogo la dimensione Affari e lavoro, che raccoglie informazioni sulla dinamica occupazionale e imprenditoriale e sul grado di sicurezza “ambientale” per le attività produttive. La situazione si presenta alquanto eterogenea, con tendenza al peggioramento.
Gli indicatori considerati nell’indagine di “Italia Oggi”, elaborati a partire dal rapporto Ecosistema Urbano curato da Legambiente, analizzano più l'attività degli amministratori locali in materia ambientale che la sostenibilità in senso stretto, per cui si può affermare che nell’ultimo
anno è migliorata la sensibilità degli amministratori delle grandi città rispetto alle tematiche ambientali.
E se Napoli scalando di un posto la classifica mostra una tenue ripresa, Taranto scivola ancora di un gradino verso il fondo della graduatoria. Un dato che evidenzia una situazione ambientale stazionaria, nonostante le recenti accelerate della Regione in materia di limiti di emissioni inquinanti.
Giunta al suo quinto anno l'indagine si concentra su dati reali relativi ad otto principali ambiti: affari e lavoro, criminalità, ambiente, disagio sociale e personale, popolazione, servizi, tenore di vita e tempo libero. Uno dei parametri è la sicurezza. Un dato che fa riflette è nello studio condotto Reggio Calabria, Brindisi, Salerno, Taranto e Vibo Valentia sono più sicure di Trieste.
È Agrigento la provincia che si colloca all’ultimo posto nella classifica del rapporto di Italia Oggi.
Con Agrigento si ripropone una situazione tipica di tutte le province che, negli anni, si sono piazzate in fondo alla classifica e tra queste Taranto. Si tratta di province del Mezzogiorno in cui la situazione è particolarmente grave sul versante delle dimensioni affari e lavoro, ambiente,
servizi, tempo libero e tenore di vita.

venerdì 12 dicembre 2008

VIVIBILITA': BARI migliora di 36 posizioni in Italia

Bari: Teatro Petruzzelli


Bari migliora. E scala la classifica italiana della qualità della vita. Certo, Siena - la città dove si vive meglio in assoluto - è ancora lontana, ma il balzo in avanti di 36 posizioni (dall´84esimo al 48esimo posto) consegna al capoluogo pugliese la palma di città più vivibile del Sud. Soltanto Campobasso, che non è città metropolitana, precede Bari al 41esimo posto, ma i dati 2008 pubblicati da Italia Oggi fanno gonfiare il petto all´amministrazione comunale. «In un Sud che arretra in modo generalizzato, Bari è l´unica buona notizia», gongola il sindaco Michele Emiliano, che insieme con gli assessori Maria Maugeri (Ambiente) e Antonio Decaro (Mobilità) illustra la ricetta del successo. A fare la differenza sono l´occupazione, più alta rispetto al resto del Mezzogiorno (13 posizioni in più rispetto al 2007); l´ambiente e criminalità. «Le politiche ambientali e della mobilità - spiegano gli assessori Decaro e Maugeri - hanno iniziato a produrre risultati positivi. Bari ha più verde, penso per esempio al parco di Lama Balice e al parco di Punta Perotti, ma è anche più ordinata. I Park&Ride e la zona traffico limitato hanno contribuito a migliorare la vivibilità e la qualità dell´aria. A Japigia e Poggiofranco, poi, la raccolta differenziata dei rifiuti ha raggiunto il 70 per cento». Il sindaco Michele Emiliano non ha dubbi: si tratta di risultati che vengono da lontano. «Come città metropolitana - spiega - siamo dietro a Firenze, Bologna, Roma, Milano e Venezia, ma siamo prima di Torino, Napoli e Palermo. L´obiettivo è adesso quello di diventare la prima città metropolitana italiana, anche se non abbiamo la ricchezza di aree come Milano, Roma, Bologna e Firenze». La dimensione del successo barese, secondo il primo cittadino, è nel fatto che rispetto alle altre città metropolitane Bari è quella che costa di meno ai contribuenti e, soprattutto, riceve minori finanziamenti dallo Stato. Indubbiamente, ragiona Michele Emiliano, i meriti non sono soltanto dell´amministrazione comunale, ma vanno ripartiti equamente anche con la Provincia, la Regione, ma anche con le forze di polizia e con la magistratura. «È il sistema Bari che funziona», rileva Emiliano, sottolineando come l´azione concertata fra le istituzioni abbia permesso di combattere efficacemente la criminalità organizzata. «Ereditammo una città all´82esimo posto - dice Emiliano - Quando negli anni immediatamente successivi siamo scivolati all´86esimo e all´84esimo posto non ci siamo demoralizzati, ma abbiamo continuato a lavorare sodo, convinti che i risultati si sarebbero visti nel medio-lungo periodo. Così è stato». Il sindaco è anche consapevole che neppure questa volta mancheranno le critiche. Puntuali, per esempio, si levano quelle di Domenico Cea, capogruppo di Forza Italia, secondo il quale Bari è agli ultimi posti per tenore di vita e offerta culturale. «Se tutto fosse al top, saremmo al primo posto - ribatte Emiliano - Siamo al 48esimo posto, non abbiamo risolto tutti i nostri problemi, ma abbiamo fatto un bel balzo in avanti: questi sono dati obiettivi, non sondaggi».

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